Ogni evento è fatto di persone, emozioni e momenti che meritano di essere ricordati.
Da questa idea nasce Frame Me, la nuova esperienza fotografica di Flàshati PhotoBooth Matera, pensata per raccontare gli eventi pubblici e privati in modo autentico, moderno e coinvolgente.
Frame Me è un servizio di fotografia live che unisce la qualità dello scatto professionale alla semplicità del digitale, lasciando a ogni partecipante la libertà di scegliere quali ricordi trasformare in una stampa.
Cos’è Frame Me
Frame Me è un servizio fotografico dedicato a eventi di ogni tipo: feste private, cerimonie, eventi aziendali, manifestazioni pubbliche, inaugurazioni, compleanni e molto altro. Durante l’evento, un fotografo professionista sarà presente per catturare momenti spontanei, naturali e autentici. Le fotografie realizzate verranno poi condivise tramite un QR Code dedicato, accessibile direttamente dallo smartphone.
Scansionando il QR Code, gli ospiti potranno: accedere alla gallery dell’evento: – visualizzare le proprie foto – scegliere gli scatti preferiti – decidere se stamparli
Un sistema semplice, immediato e intuitivo, pensato per rendere ogni partecipante protagonista del proprio ricordo.
Un nuovo modo di vivere la fotografia agli eventi.
Con Frame Me cambia il modo di vivere la fotografia durante un evento. Non più stampe casuali o foto distribuite indiscriminatamente, ma scatti scelti consapevolmente dalle persone che li vivono.
Ogni partecipante decide: – quale momento vuole conservare – quale emozione vale la pena stampare – se trasformare il digitale in un ricordo fisico La fotografia diventa così personale, intima e significativa.
Frame Me e QRicordi: tecnologia al servizio dei ricordi
Frame Me nasce come naturale evoluzione di QRicordi, il servizio già attivo da quest’anno che utilizza il QR Code per collegare persone e ricordi in modo semplice e immediato.
Insieme, Frame Me e QRicordi creano un ecosistema completo: -;scatti professionali -;accesso digitale immediato – condivisione facile – stampa personalizzata
Un approccio moderno alla fotografia, pensato per eventi sempre più connessi, ma con il desiderio di conservare qualcosa di concreto.
Una nuova costola di Flàshati PhotoBooth Matera Frame Me amplia l’offerta di Flàshati PhotoBooth Matera, affiancandosi al servizio di photobooth tradizionale con una soluzione più dinamica e flessibile.
Se il photobooth è il luogo del divertimento e delle pose creative, Frame Me è la fotografia dell’istante reale: sguardi, sorrisi, emozioni vere. Due servizi diversi, ma complementari, pensati per coprire ogni esigenza fotografica di un evento.
Per eventi pubblici e privati Frame Me è ideale per: – eventi pubblici e manifestazioni -;feste private e compleanni – matrimoni e cerimonie – eventi aziendali e corporate – inaugurazioni, open day e fiere – eventi culturali e artistici
Ovunque ci siano persone e momenti da ricordare, Frame Me è la scelta giusta.
People. Moments. Memories.
People. Moments. Memories. Tre parole che raccontano l’anima di Frame Me: le persone al centro, i momenti autentici, i ricordi che restano nel tempo.
Con Frame Me, Flàshati PhotoBooth Matera continua a innovare, offrendo un’esperienza fotografica che unisce tecnologia, emozione e libertà di scelta.
📸 Vuoi portare Frame Me al tuo evento? Rendi il tuo evento unico e memorabile con un servizio fotografico moderno, coinvolgente e su misura.
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Negli ultimi tempi, ho scoperto un nuovo interesse che sta prendendo sempre più spazio nella vita di tutti: i droni.
Questo affascinante mondo tecnologico mi ha conquistato per le sue infinite possibilità e per il suo impatto in diversi settori. Con l’innovazione in continua evoluzione e le opportunità di business emergenti, ho deciso di approfondire questa passione e valutare come trasformarla in un’attività concreta.
La versatilità dei droni è incredibile. Esplorando le loro applicazioni, ho scoperto quanto possano essere utili in ambiti come:
Fotografia e videografia aerea: la possibilità di catturare immagini spettacolari da prospettive uniche.
Esplorazione e monitoraggio: ispezioni di territori difficilmente accessibili e monitoraggio ambientale.
Innovazione e tecnologia: l’uso dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie applicate ai droni.
Un mercato in crescita esponenziale
Secondo recenti studi, il mercato globale dei droni crescerà di oltre il 15% annuo nei prossimi anni. Questo è dovuto all’aumento della domanda in settori come:
Agricoltura di precisione: monitoraggio delle colture, analisi del terreno e ottimizzazione delle risorse.
Edilizia e infrastrutture: ispezione di cantieri, rilievi topografici e monitoraggio strutturale.
Sicurezza e sorveglianza: controllo di aree sensibili, eventi e infrastrutture critiche.
Consegne e logistica: sperimentazioni avanzate per la consegna rapida di merci e prodotti sanitari.
Il mio percorso nel mondo dei droni
Per essere “idoneo” ho acquisito le due abilitazioni necessarie a pilotare un drone in modo professionale. A giorni inizierò un corso “Da zero a dronista” che mi farà comprendere ulteriori conoscenze e potrò addentrarmi ancor più in questo nuovo mondo.
Gli obiettivi sono:
Approfondire la conoscenza: voglio studiare e acquisire certificazioni per operare in modo professionale.
Acquistare il primo drone professionale: esplorare le diverse opzioni per trovare quello più adatto alle mie esigenze.
Testare e sperimentare: iniziare con piccoli progetti per acquisire esperienza sul campo.
Valutare opportunità di business: analizzare i settori in cui potrei avviare un’attività legata ai droni.
Questo viaggio è appena iniziato, ma sono entusiasta di esplorare le potenzialità di questa tecnologia e vedere dove potrà portarmi.
Dopo 1113 giorni, 523 aziende visitate per lo scarico e il carico, 5 aziende di trasporto in cui ho lavorato come autista, dopo 6 mesi di lavoro con il frigo, 6 mesi con il piano mobile e 24 mesi con la centina, il mio lavoro da camionista di linea finisce.
Ho deciso per un cambio radicale: lavoro giornaliero, economicamente “retribuito meno” ma con la bellezza di godermi il mio tempo e quello con la famiglia.
Era il 4 Ottobre 2020, era una domenica, partivo con mio zio da Tursi verso il Mercato Ortofrutticolo di Milano per il mio primo giorno da camionista di linea.
Il mio inizio è stato raccontato altre volte, è inutile riscriverlo.
Quella domenica di Ottobre per me era l’inizio di una nuova vita, lavorativa sopratutto ma anche di vita personale.
Molte abitudini che avevo avuto per 11 anni come venditore venivano stravolte, nulla sarebbe stato come prima. Iniziavo un lavoro completamente diverso, solo una cosa pensavo fosse simile, ovvero il guidare. A me piaceva guidare per cui il nuovo lavoro non mi spaventava.
Per 11 anni le mie giornate si erano svolte prettamente alla guida della mia auto per andare a trovare clienti e vendere i prodotti dell’azienda che rappresentavo. Da quella domenica di Ottobre le mie giornate si sarebbero svolte alla guida di un mezzo più grande per consegnare la merce che era nel semirimorchio che trainavo.
Questo era quello che immaginavo, quello che mi era stato raccontato, non sapevo quello che invece avrei scoperto i giorni, le settimane seguenti.
Non avevo mai svolto il lavoro del camionista quindi per i primi 6 mesi ho lavorato in coppia con 5 colleghi diversi che dovevano insegnarmi il nuovo lavoro.
Fortunatamente (o sfortunatamente) ho avuto questa opportunità di essere introdotto nel mondo del camionista attraverso la possibilità del guidare in coppia. Ho scoperto il mondo del camionista dagli occhi del “frigorista” e dopo 6 mesi ho voluto cambiare.
Il lavoro del frigorista non conosce le giornate in rosso sul calendario, la notte e il giorno non hanno differenza.
Avevo voglia di mettermi in gioco perché guidare in coppia oramai mi stava stretto: vivere 24 ore in uno spazio ristretto qual’era la cabina di un trattore stradale non era il massimo. E poi non stavo imparando nulla: i 5 colleghi che dovevano insegnarmi il mondo del camionista, a me completamente nuovo, si erano limitati a farmi guidare in autostrada o poco più.
Io volevo avere un camion tutto mio, essere da solo in cabina e gestirmi il lavoro autonomamente. E poi volevo cambiare genere: il lavoro con il frigo non mi piaceva.
Così mi misi alla ricerca di un’azienda che mi consentiva di fare l’esperienza in solitaria e che non avesse semirimorchi frigo.
La trovai. Si trovava a Poggiorsini, il titolare era quasi un mio coetaneo ed era un’azienda piccola. Ne rimasi soddisfatto dopo il primo colloquio così accettai di iniziare con lui.
Il primo giorno in cui sono partito dal parcheggio di Poggiorsini con un Iveco Stralis di colore rosso lo ricordo ancora bene e con molto piacere.
Dovevo andare al magazzino generale di MD di Trezzo sull’Adda. Feci la pausa delle 9 ore a Fiorenzuola all’Area di Servizio Adda Est.
Quando arrivai allo scarico feci le operazioni di registrazione senza nessun problema, la questione arrivò quando mi fu assegnato il numero della ribalta e dovetti posizionare il mio camion. Durante i 6 mesi di affiancamento non avevo mai fatto pratica nel posizionare il camion sotto ribalta e così mi trovai in serie difficoltà quando dovetti farlo io personalmente.
Non ci riuscii e chiesi l’aiuto di un collega, il quale con molta cortesia mi posizionò il camion e riuscii a scaricare la merce.
Già le operazioni di posizionamento sotto le ribalte per il mio primo viaggio di ritorno furono migliori. Il fatto di ritrovarmi solo nelle due aziende Fercam di Parma e Reggio Emilia e non avere fretta mi diede la possibilità di fare pratica e di riuscirci in qualche modo.
L’esperienza con Ginevrino si interruppe dopo un anno e mezzo perché stavano nascendo problemi di pagamento e decisi di abbandonare per non rimanere senza stipendio.
Una nuova azienda la trovai senza problemi: per la mancanza cronica di autisti, trovare lavoro come camionista non è mai un problema. Bisogna solo scegliere le aziende giuste.
Dopo Ginevrino trovai un’azienda calabrese che trasportava rifiuti, quindi cambiavo nuovamente genere di trasporto: questa volta il mio rimorchio era un piano mobile.
L’azienda era seria e mi dava la possibilità di parcheggiare il camion a Policoro, quindi non avevo nemmeno il problema di viaggiare per recarmi al parcheggio e iniziare la mia settimana lavorativa.
Anche qui, dopo 5 mesi, decisi di cambiare. Tornavo sempre il sabato mattina e il lunedì si ripartiva. il tempo per me e per la mia famiglia si riduceva a un giorno e mezzo. Stavo iniziando a non sopportare più questo stile di vita.
Volevo cambiare e così, tramite una collega che ci lavorava già, decisi di iniziare con un’azienda di Tito che faceva anche viaggi all’estero ma che permetteva di stare a casa dal venerdì pomeriggio e si ripartiva il lunedì successivo.
Dopo l’incontro con il titolare, in cui esposi esplicitamente come primo punto fondamentale il ritorno a casa il venerdì, ho iniziato in questa nuova azienda il 14 Aprile 2023.
Tutto molto bello all’inizio.
Ho avuto modo di fare viaggi in Francia, scoprire una nuova realtà, nuove usanze, nuove esperienze lavorative in una terra che non era italiana.
I primi mesi sono trascorsi benissimo. Seppur durante la settimana percorrevo oltre 3000 km, il venerdì pomeriggio/sera ero a casa. Potevo rilassarmi e godermi la famiglia due giorni a settimana.
I problemi sono iniziati dopo il mio ritorno dalle ferie estive.
Lo stare a casa il venerdì non era più scontato. Parlando con colleghi mi veniva messo in evidenza la paga “irrisoria” che percepivo rispetto al tipo di lavoro che facevo.
Non ci diedi troppo importanza ma una cosa era certa: in pensione non ci sarei andato facendo il camionista di linea. L’intenzione non era quella di lasciare completamente il lavoro del camionista, ma trovare una dimensione umana migliore.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata nell’ultimo mese e mi ha spinto a fare una scelta lavorativa radicale.
Negli ultimi 30 giorni il ritorno a casa è avvenuto sempre di sabato, una volta anche di domenica mattina. I km che percorrevo durante la settimana superavano i 3000 km, arrivando anche a 4000/4200 km.
La questione economica poi mi ha fatto decidere definitivamente di lasciare. Lasciare definitivamente il lavoro di linea per fare quello giornaliero.
A Policoro ho avuto modo di interfacciarmi con colleghi che lavorano o hanno lavorato con un’azienda, abbastanza grossa, di movimento terra. Ho deciso di parlare direttamente con il titolare della stessa, il quale mi ha dato la disponibilità lavorativa.
Percepire 400/500 euro in più a fine mese facendo il lavoro di linea non valgono il tempo che togli alla tua famiglia e sopratutto a te stesso.
I soldi non sono tutto, i soldi vanno e vengono. Il tempo passa e non torna più indietro.
Così l’11 Ottobre 2023 ho rassegnato le dimissioni e dopo 15 giorni la mia esperienza con l’azienda di Tito è terminata.
Inizierò un lavoro giornaliero: inizierò a lavorare alle 05.30/06.00 di mattina, finirò alle 17.30/18.00 di sera. Parcheggerò il camion nel parcheggio e tornerò a casa. Mi farò la doccia nel mio bagno, cenerò con la mia famiglia. Potrò dedicare del tempo ai miei figli, a mia moglie, a me stesso. Dormirò nel letto di casa mia.
Certo, percepirò uno stipendio minore rispetto al lavoro di camionista di linea ma ne godrò di più in altri ambiti. I soldi non sono tutto nella vita.
Quando cambi inizi da zero di nuovo e ancora una volta mi tocca ricominciare da zero.
Ma io ne sono abituato, non a caso il mio motto è: abituarsi a non abituarsi.
Buongiorno, eccoci qua, oggi vi faccio vedere un novità che ho ricevuto ieri,ieri prima di partire: è la felpa, è Natale e quindi anche Babbo Natale è arrivato per me.
Allora, siamo qui, sono qui con mio zio: vi avevo detto che avrei ripreso a viaggiare con mio zio che si è ripreso, fortunatamente. Per tanti motivi, ora vi spiego il perché.
Allora siamo qui, siamo vicino a Novi Ligure non ricordo il nome, siamo a FM Logistic (ecco qui) e siamo in attesa di essere caricati. Oggi è venerdi 18 e dobbiamo caricare per fare la consegna domani, Sabato e poi è terminata la settimana credo.
Allora andiamo al dunque, come vi ho detto prima, questo è il secondo viaggio che ha fatto di nuovo con mio zio. Il viaggio scorso non ho avuto modo di fare il video e per questo me ne scuso. Devo prendere l’abitudine di fare il video ogni viaggio.
Allora, queste è il secondo un viaggio che faccio con mio zio è mio zio si è ripreso fortunatamente e ho ripreso a fare a viaggiare con lui. Ci sono delle novità, la novità che di quel che avevo detto, che ero andato a parlare per un nuovo lavoro dell’anno prossimo ed è tutto confermato: l’undici Gennaio quindi inizierò, inizieremo, sia io che mio zio, questo nuovo impegno in questa nuova azienda. E quindi sono molto felice di questo: innanzitutto perché avrò modo di guidare da solo, quindi l’esperienza del doppio autista, io credo possa bastare in questi2 mesi quasi 3 mesi.
Mio zio mi dice, mi ha consigliato, lui voleva che dovessimo continuare ancora per qualche altro mese questa mia esperienza con lui, per imparare altre corse. Però io non vi nego che voglio guidare da solo, voglio essere capace di fare questo lavoro da solo perché mi sento pronto anche se le manovre trovo ancora difficoltà nel farle ma per tanti motivi, primo fra tutti quello che non mi hanno, lo stesso mio zio, non mi ha dato modo di farle già dall’inizio, perché dovevo comunque imparare altre cose dal mondo dell’autista. Però non fa niente, io non ho paura, mi sento pronto anche a sbagliare a fare degli errori, ma voglio fare questa esperienza da solo e questa nuova azienda me lo permetterà. Quindi dall’anno prossimo si cambia, si va in un’altra azienda, non lo so ancora cosa dovrò trasportare, sicuramente non il frigorifero, perché l’esperienza del frigorifero credo possa passare qui, perché il mondo dei frigoriferi è un mondo molto particolare, molto duro con degli orari sballati non sai quando devi dormire, quando devi viaggiare, viaggi di notte, dormi di giorno, orari sballatissimi. Invece in questa nuova azienda farò il mio impegno giornaliero delle nove ore e poi avrò modo di riposarmi e riprendere il giorno successivo. Quindi questo è un fattore molto positivo e anche questo ha influenzato la mia scelta e quindi questa è una novità che vi volevo dare riguardo il video che vi avevo detto che avevo fatto della novità che ci poteva essere. La novità c’è stata e quindi l’anno prossimo si cambia?
Poi la novità, la seconda novità che vi voglio dire è che grazie a mio zio ho avuto modo, l’altro giorno, l’altro viaggio in questo di mettermi all’opera con le manovre: sono ancora molto impacciato nel farle, però piano piano imparerò anche io, perché chiunque ha iniziato questo lavoro ovviamente non sapeva fare le manovre come le sanno fare adesso. Quindi anche loro erano all’inizio.
Qui fa freddissimo, apro una parentesi, sono le dieci più o meno ha nevicato credo nei giorni scorsi sono vicino, questa è l’autostrada Dei Trafori, così ho letto su Google Maps.
E quindi dicevo, sto imparando piano piano a fare delle manovre, ieri sera ne ho fatta una ora, qui dove ci daranno la posizione mio zio mi ha detto che la dovrò fare io. Quindi sono pronto, sono consapevole che da solo, con il mio mezzo avrò delle difficoltà però, vi ripeto, io non ho paura e sono pronto a mettermi in gioco e sinceramente non vedo l’ora di iniziare questa mia nuova esperienza in questa nuova azienda.
Per il momento va bene così. Buona giornata, ciao ciao.
Ecco il video del mio diario di bordo: diario, come ho chiamato, come potete vedere dalla copertina, il mio canale. Il mio diario di bordo nel camion.
Alloraz oggi sono un po fashion, come vedete ho il cappellino e le cuffiette. Sono fuori, sono qui nell’interporto di Bologna e, prima di continuare, volevo un attimino complimentarmi con questa struttura che è veramente molto bella, molto grande: un paese a sé stante. È grandissimo, non ero mai stato ed è immensa, un sacco di strutture, un sacco di aziende, un sacco di camion e tanto lavoro quindi bello essere qui. Ora dove mi trovo, sto caricando per SDA appunto nell’interporto di Bologna e sto caricando per le SDA di Bari.
Allora, siamo a Dicembre, tra 3 giorni faccio, scusate sto fumando fuori, non si può fumare secondo il mio, giustamente, il mio compagno e oggi è 1° dicembre e tra 3 giorni devo festeggiare il secondo complemese in questa mia nuova attività di camionista. Io preferirei chiamarmi autista e non camionista: è più figo è quindi tra da 3 giorni appunto faccio il complemese e come dicevo sto viaggiando con un altro compagno che non è mio zio.
Mio zio ha avuto un incidente tre settimane fa e quindi da tre settimane sto svolgendo questo mio lavoro con questo nuovo compagno, molto precisino che mi sta imparando molte cose tra cui soprattutto fondamentale la cartatacigrafa ma però non vedo l’ora che ritorni mio zio. A quanto pare dovrei riprendere a viaggiare con lui domenica prossima e oggi da mio zio ho ricevuto una bella notizia che speravo arrivasse quanto prima.
Non vedo l’ora che possa succedere, si possa concretizzare. Poi vi dirò, non voglio ora svelarvi questa novità, è una novità che mi può portare al mio obiettivo, cioè quello di guidare da solo, di avere un mezzo mio da solo, fare tutto io da solo e fare soprattutto le manovre da solo.
Quindi volevo annunciare questa novità a poco più di 2 mesi dal mio inizio di questo nuovo lavoro.
Come in primavera, riecco il lockdown (“light” per il momento).
Come in primavera, dobbiamo resistere. E attendere che tutto passi!
Domenica 25 Ottobre, alle ore 13.00, il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ha emanato un nuovo DPCM.
Ieri 04 Novembre ne ha emanato un altro e ha diviso l’Italia in zone, in base alla gravità della regione in questione.
Ci sono regioni gialle, regioni arancioni e poi quelle rosse. Nelle zone rosse si tratta di un vero lockdowm, simile a quello di Marzo con qualche piccolo permesso in più.
Era prevedibile che la situazione tragica di inizio anno si ripresentare purtroppo.
Il continuo aumento dei contagi da Covid-19 doveva essere frenato con limitazioni che possano permettere il contenimento dei casi e la sua frenata.
Tutti speravamo che quello che si era detto in estate, ovvero che in autunno ci sarebbe stata la seconda ondata del virus, non fosse stato vero. Ma ahimè, purtroppo, rieccoci a dover nuovamente convivere con una situazione veramente critica per tutti.
E ancor più per il settore degli eventi!
Un anno, questo del 2020, da cancellare e da dimenticare. Un anno che però porterà tanto di negativo anche negli anni a seguire. E che quindi difficilmente sarà dimenticato da tanti.
Solo chi riuscirà a limitare i danni potrà superare questo momento e riprendersi in futuro.
Tutti speriamo che questa situazione complicata finisca e si possa ritornare ai tempi migliori. Io credo che quello che si è perso di fatturato di crescita, non tornerà mai più.
Questo virus sta stravolgendo anche me personalmente e difatti sto cambiando il mio lavoro principale.
Non voglio ancora svelarti la mia nuova occupazione ma ti dico solo che, con tanto dispiacere, ho dovuto lasciare il lavoro di agente di commercio dopo 10 anni.
Operavo in un settore, dove in passato si diceva: “il mangiare non conosce crisi” ma non era vero. Il Covid-19 ha colpito tutto e tutti, magari qualcuno in misura minore ma tutti ne hanno percepito l’onda d’urto.
Ci sono settori completamente azzerati, settori in crisi profonda. E il settore della ristorazione, dove operavo io con il mio lavoro di agente di commercio, sta subendo fortissime limitazioni.
Dopo un’estate, seppur andata discretamente, in prospettiva dei lunghi mesi invernali di sofferenza a prescindere dalla situazione odierna, con l’incubo del Covid-19 che stava ritornando a grandi falcate, ho deciso che era il momento di dare una svolta seria e concreta.
Questo mia nuova attività lavorativa però non precluderá la mia passione per il photobooth e la mia voglia di continuare a portare avanti il progetto di Flàshati PhotoBooth Matera.
È un momento cruciale per me:
il cambio di lavoro che comporterà una riorganizzazione per la gestione degli impegni operativi ed extra-operativi di Flàshati PhotoBooth Matera,
la situazione critica in generale che comporterà uno sforzo a resistere per essere attivi, nel miglior modo possibile, quando tutto si riprenderà.
Per il primo punto sono fortunato che ho cambiato lavoro in questo periodo con nessun impegno di Flàshati in atto.
In questo modo posso capire come fare a gestire la doppia situazione. Posso trovare qualcuno per fare riferimento quando io sarò impossibilitato in nessun modo a essere presente.
Con il lavoro che facevo di agente di commercio era semplice poter gestire entrambe le attività, adesso è un po più complicato ma basta organizzarsi in anticipo.
È stato un bene che il cambio di lavoro sia successo in un periodo con nessun impegno con Flàshati anche per potermi riassettare e programmare gli impegni extra-operativi, vedasi la puntata del podcast, la stesura dell’articolo sul blog, la gestione dei social.
Per quanto riguarda invece il secondo punto (la situazione critica del Covid-19), mi spiace ovviamente non poter sostenere nessun impegno e vedersi annullare e rimandare impegni già presi di Dicembre.
Ma bisogna rimboccarsi le maniche e attendere tempi migliori.
Flàshati PhotoBooth Matera per me è la ciliegina lavorativa: non vivo completamente da essa. Questo mi permette di poter comunque accettare la situazione critica ma non rimanere impassibile ad essa.
Non ho mai negato che gli impegni che facevo con Flàshati PhotoBooth Matera mi permettevano di togliermi degli sfizi economici e stare meglio in generale. Se ho fatto questo ci dovrà pur essere un motivo, giusto?
Ovviamente, al di la del pure e semplice soddisfazione economica, Flàshati PhotoBooth Matera mi ha concesso soddisfazioni personali: vedere la gente divertirsi con il mio PhotoBooth e avere i loro complimenti per il sottoscritto è una grandissima cosa.
Tutti adesso dobbiamo resistere indistintamente dal settore in cui si opera.
Io ho dovuto cambiare il lavoro principale perché non potevo continuare a “soffrire” nell’impegno lavorativo principale.
Sono stato fortunato a trovare qualcosa che mi piaceva fare fin da ragazzo. E sono stato fortunato a operare adesdo in un settore che non subirà nessuno stop da queste nuove restrizioni.
Perché aver scritto articolo? Cosa voglio dirti?
Ti sono sincero, volevo smuovere il mio blog. Mi andava di scriverti qualcosa per farti presente che ci sono ancora e che piano piano ritornerò a scrivere argomenti che maggiormente ti possano interessare riguardo il photobooth che è il motivo per cui ho creato questo “contenitore di articoli”.
Ho iniziato a scrivere questo articolo non al computer ma attraverso l’applicazione WordPress del telefono. E lo sto concludendo sempre attraverso il telefono.
Per il momento non ho modo di prendermi del tempo utile per scrivere un articolo al computer con tutte le “caselle al loro posto” e con un’impostazione SEO degna di nota.
Per ora va bene così, va bene aver scritto qualcosa dopo tante settimane di silenzio. Anche se alcuni lo troveranno insensato.
Ne il Covid-19 ne il mio nuovo lavoro comprometteranno quello che ho creato da tre anni e che mi piace fare.
Bisogna resistere, per essere pronti e ancor più forti, quando tutto ritornerà com’era.
Il PhotoBooth oramai lo fanno in tanti e tu vuoi sorprendere i tuoi ospiti con qualcosa di ancora più originale?
Noi di Flàshati PhotoBooth Matera possiamo aiutarti. Leggi come.
Da quando il PhotoBooth è approdato in Italia, molte aziende, specializzate in questo servizio, sono nate, molti professionisti del wedding hanno inserito questa opportunità nei loro pacchetti, molte innovazioni si sono aggiunte, vedasi lo specchio photobooth per esempio.
Al di là delle opzioni sopra menzionate ci sono poi le “coppie fai dai te”. Cioè la scelta, per svariati motivi, da parte degli sposi di creare da soli, o con l’aiuto di amici e parenti, l’angolo per il photobooth utilizzando delle polaroid.
Quest’ultima scelta permette comunque in qualche modo agli invitati del matrimonio di portarsi a casa una ricordo cartaceo di quella giornata di festa, seppur il risultato non sia il massimo rispetto ad un servizio professionale.
Differenziarsi in questo oceano di aziende, o presunte tali, e in queste possibilità di scelta da parte del cliente finale non è semplice. Non basta solo stampare le foto, bisogna fare molto di più e sempre meglio.
Io personalmente non opto e non ho mai pensato di entrare nella “guerra dei prezzi”. Abbassare i prezzi pur di accaparrasi dei lavori non è la scelta migliore, in qualsiasi settore.
Sono l’affiliato in Basilicata dell’azienda Flàshati PhotoBooth: la mia storia è stata raccontata nell’articolo “La nascita di Flàshati Matera” da me scritto qualche giorno fa’ e che ti invito ad andarlo a leggere se non lo hai ancora fatto.
Flàshati PhotoBooth ha oltre 15 affiliati come me sparsi in Italia e non solo. E’ una realtà che non è nata ieri ma ha molti anni di esperienza. Questa “puntualizzazione” può anche non interessare ma ci tengo a scriverla per sottolineare la solidità e l’esperienza dell’azienda Flàshati nel mondo del PhotoBooth.
Se in casa tua si rompe una tubazione nel bagno, ti affidi ad un idraulico che è sul mercato da anni oppure scegli un elettricista che si è messo a riparare le tubazioni da qualche mese? O addirittura scegli di risolvere tu stesso il problema anche se di idraulica non conosci minimamente nulla?
Da quando ho iniziato a svolgere questa attività non ho mai avuto l’idea di svendere il mio servizio pur di accaparrami qualche lavoro in più. Preferisco mantenere la linea che ho adottato fin dall’inizio: sono sicuro sia la cosa migliore.
In un mio precedente articolo avevo già affrontato il discorso del prezzo: in quella situazione spiegavo i motivi della “mia tariffa”.
Ora però sono uscito troppo dai binari di questo articolo. Ritorno sulle motivazioni di questo nuovo articolo.
Il PhotoBooth abbiamo quindi assodato che oramai è un servizio spesso presente negli eventi. C’è anche da considerare la situazione contraria, cioè di coloro che non sanno minimamente cosa sia il PhotoBooth.
Mi capita spesso in qualche evento dove sono presente, che ci sono persone che fin quando non vedono qualcun’altro che si fa la foto e riceve la stampa, non riescono a comprendere cosa faccia il totem e a cosa serva. Poi dopo, capito il meccanismo, presi dall’euforia, questa gente vuole farsi foto a ripetizione!
Poi ci sono le persone che conoscono bene il PhotoBooth e, volendo ancora di più durante il proprio evento, sono alla ricerca di qualcos’altro. E quel quest’altro noi di Flàshati PhotoBooth Matera glielo possiamo proporre.
Parliamo del VideoBooth.
In un evento, in un matrimonio in particolare, il VideoBooth darebbe la possibilità a tutti gli invitati di lasciare una dedicata o un augurio agli sposi attraverso un video messaggio di pochi secondi.
Un nuovo divertente modo di fare gli auguri, guarda l’esempio.
Il collega Danilo, l’affiliato di Flàshati PhotoBooth Roma by Autoscatto, in occasione di un matrimonio, ha messo subito all’opera questa novità 2019, e il risultato è stato bellissimo! Non trovi?
Oltre al PhotoBooth, dove i tuoi invitati, si potranno accuratamente mascherare con i nostri oggetti di scena, ricevere la copia cartacea da portare a casa e alla possibilità di poter lasciarti una dedica sul nostro album, che ti verrà consegnato, d’ora in poi potrai proporre a tutti anche il VideoBooth.
I tuoi amici e parenti, mascherati con i nostri oggetti di scena o in versione naturale, si posizioneranno davanti la video camera o allo stesso totem e in 10/15 secondi potranno:
farti gli auguri,
farti una dedica,
dirti qualcosa che non ti hanno mai detto,
svelarti un segreto che non ti avevano mai detto,
darti un bacio,
fare qualunque cosa vogliano fare.
Dopo alcuni giorni sarà mio compito montare e unire tutti gli spezzoni video, creare qualcosa di simpatico e consegnare il tutto agli sposi.
Gli sposi così potranno gustarsi e divertirsi a vedere all’opera i loro invitati cosa hanno voluto dirgli nel giorno del loro matrimonio; a distanza di qualche giorno o anni sarà un piacere e un’emozione vedere questo video.
Il VideoBooth è una bellissima novità che noi di Flàshati PhotoBooth Matera possiamo proporre. Un’ulteriore motivo di scelta.
Come la polaroid o il “fai da te”, ha potuto sostituire, in alcuni casi, la professionalità e l’esperienza di aziende specializzate nel PhotoBooth, sono sicuro che anche con il VideoBooth ci saranno escamotage di improvvisazioni.
L’evoluzione dell’emergenza “peste suina” sul territorio cinese ha determinato
l’abbattimento di milioni di capi ed è a tutt’oggi ancora fuori controllo, impedendo la ripresa degli allevamenti.
Il temuto “ritorno dei cinesi” sul mercato della carne suina fresca europea è purtroppo realtà, in poco più di due settimane, la disponibilità di materia prima è calata drasticamente con un aumento immediato molto forte dei prezzi.
I dazi statunitensi rendono conveniente ai cinesi l’acquisto in Europs e la previsione di domanda aggiuntiva sul mercato europeo è superiore a 2 milioni di tonnellate di carne suina.
Questa situazione, inevitabilmente, sposta gli equilibri di mercato ed innesca, con
effetto immediato, una serie di speculazioni che avranno effetti più o meno immediati in base alla merceologia di riferimento.
Ovviamente tutta la carne fresca di suino, di origine europea e nazionale, subirà gli
effetti immediati di questa situazione che andrà ad evolversi per i prossimi mesi, con a seguire in ordine cronologico, i prodotti derivati quali prosciutti cotti, spalle cotte, mortadelle, wurstel, pancette, salami, coppe, speck e prosciutti esteri.
Non è escluso che, in queste condizioni, possano inizialmente crearsi dei “vuoti” di prodotto in conseguenza dei quali ci vengano richieste maggiori forniture, oppure richieste di offerte o ordini non usuali.
Tutta questa situazione porterà un’evoluzione del mercato della carne Suina.
La Cioccolata Rubino Callebaut da 2,5 kg è la nuova referenza che sarà disponibile dal 21 Marzo 2019.
La nuova cioccolata rubino si basa su un seme di cacao, che è stato studiato all’Università di Brema in Germania. E’ naturale, senza coloranti, ha un aspetto invitante ma mantiene autentico il gusto della cioccolata.
Ruby: il cioccolato fotogenico
Se il food è tra gli indiscussi protagonisti di Instagram, il Cioccolato Rubino Callebaut sembra essere nata per essere postata. Conquista definitivamente il popolo dei Millennials che non rinuncia all’estetica.
Seducente agli occhi di chi guarda
Il Cioccolato Rubino Callebaut è imperdibile in quanto a gusto. E’ il cioccolato rosa che punta a convincere della sua bontà i palati delle piazze virtuali ma non solo.
Un cioccolato dal color rubino
L’azienda madre Barry Callebaut, la storica azienda di Zurigo, consiglia di chiamare il Cioccolato Rubino Callebaut semplicemente “Ruby”.
Il prodotto dall’aroma dal gusto fruttato ma non troppo dolce
Il Cioccolato Rubino Callebaut raggiunge la tonalità del rosa grazie a un meticoloso processo di lavorazione delle fave di cacao che arrivano dal Brasile, dall’Ecuador e dalla Costa d’Avorio.
Completamente naturale
Il Cioccolato Rubino Callebaut è completamente naturale e con tutta l’autenticità di una vera e propria polvere di cacao. Il “pink chocolate” non ha bisogno di additivi né di coloranti.
Detto di “quarta generazione”
Dopo il cacao fondente, al latte e bianco, coperto più di dieci anni fa, il Cioccolato Rubino Callebaut è l’alimento pensato per i maitre chocolatiers, gli chef e i pasticcieri di tutto il mondo.
Se volete scoprire delle idee per utilizzare al meglio il Cioccolato Rubino Callebaut, ecco qui delle idee!
La ristorazione italiana è in una fase di grande evoluzione, strutturale e culturale.
I prodotti surgelati, non si configurano in contrapposizione alla cosidetta cucina tradizionale, o meglio alla ristorazione di qualità. Anzi hanno il grande pregio di operare per la conservazione dei sapori delle materie prime italiane, che sono uno dei nostri grandi patrimoni, e senza il limite di non poter far circolare i suoi prodotti e farli degustare ad una ampia platea di consumatori.
Le caratteristiche
Oggi possiamo affermare che i prodotti surgelati come l’esclusiva linea di cotolette MARR non effettueranno azioni di disturbo nei confronti della cucina della tradizione, che continuerà a rappresentare il faro a cui ispirarsi.
I dati evidenziano che i ristoratori (fonte Tradelab) individuano molti punti di forza nei prodotti surgelati, tra i quali sicurezza, qualità, disponibilità costante, gestione delle emergenze e risparmio di tempo.
Il mondo della ristorazione professionale, infatti, si affida con convinzione al prodotto surgelato come prima scelta, non più soltanto in sostituzione del fresco.
E il suo utilizzo è destinato a crescere ancora…
I perché
C’è poi da considerare la grande crescita dei pasti Fuori Casa che vede molti gestori di bar e esercenti di ristoranti ancora in ritardo rispetto alla domanda per questo ingente bacino d’urgenza.
La nuova linea Cotolette esclusiva MARR è stata sapientemente seguita in tutte le sue fasi, fin dal processo di produzione il Team Chef di MARRACADEMYha provveduto a selezionare la materia prima ed a studiare la panatura perfetta.
Una linea classica per tutti (che copre tutte le età ed esigenze, dai più piccoli fino ai più grandi).
Tutti prodotti della linea sono prefritti in olio di girasole, (a parte la Cotoletta senza Glutine che è stata cotta in Forno a 70°), senza coloranti, senza conservanti e senza olio di palma.
Scopri sul depliantdove la bandiera italiana esprime la provenienza della carne.
Un assortimento vasto per soddisfare tutte le esigenze degli operatori professionali, anche di chi è dotato solo di forno professionale come bar e/o attività stagionali.
I vantaggi
Prodotti tagliati e lavorati a mano;
Prodotti di origine italiana per un menù tricolore;
Imballi piccoli per una versatilità dei menù senza impegnare troppo gli spazi;
Numero di pezzi certo all’interno di ogni cartone, Food Cost facile da individuare;
Gamma ampia, sia al naturale sia aromatizzata (suino, vitello, coniglio, pollo, tacchino, agnello);
Congelazione in IQF (una per una) per un utilizzo senza sprechi;
Cottura versatile, sia in forno che in friggitrice;
Il bollino specialità identifica le ricette esclusive studiate dal Team Chef MARRACADEMY;
Un prodotto senza glutine per chi è intollerante, che vi sorprenderà per il suo gusto e panatura;
Un prodotto per le occasioni speciali come la cotolettac/osso di Agnello (costoletta);
La classica cotoletta di Vitello c/osso tipica del Milanese e poi esportata in tutto il mondo;
L’assoluta novità a livello nazionale come la cotoletta di coniglio, per arricchire i menù con una carne bianca sempre gustosa e saporita.