Autista

Un danno causato da me

Ciao ragazzi,

eccomi qua allora sto utilizzando queste cuffie che ho acquistato però sinceramente non so ancora capito come si utilizzano non lo so. Vanno così secondo da voi? Io non lo so sinceramente.

Secondo me invece vanno così almeno secondo me vanno così perché questo coso meno sporgente rispetto a questo. Va bene, allora ragazzi io sono alla Fercam di Verona e sto come al solito aspettando che mi terminano di caricare il rimorchio. Ora lo stanno caricando e ora aspettiamo che lo finiscano.

Allora volevo farvi vedere una corsa, una cosa che è sul mio trattore. Ecco qua, guardate. Allora in questo video, continuo ad inserire l’auricolare ma mi cade, allora in questo video vi volevo parlare, volevo affrontare il discorso degli errori che capitano durante questo lavoro.

Per questo vi ho fatto vedere è un grafico che ho provocato io, intanto sta cazzo di cuffia continua a cadere e sinceramente non capisco il perché: da sto lato cade dall’altro no. Va bene, allora dicevo quel graffio e stato provocato dal sottoscritto ed è un errore che ho fatto in una fase di manovra. E’ successo la settimana scorsa in occasione di un parcheggio a Pomezia. Era la prima volta che andavo in questo questo magazzino a Pomezia di Mondo Convenienza, i famosi divani, ed era molto stretto.

In pratica il rimorchio doveva essere messo…innanzitutto la manovra doveva essere fatta dalla destra quindi al contrario, poi i parcheggi non erano dritti, bensì a spina di pesce, quindi con il casino che vi lascio immaginare. C’era un muretto davanti e io ho preso dalla fretta di farla, di portarla a termine, ho provocato quel danno. In più ho anche rotto il fanale di dietro, sempre lato sinistro: ora ve lo faccio vedere. E quindi ecco volevo affrontare questo questo discorso dal fatto che la mia inesperienza ha portato a fare questo errore.

Era un parcheggio difficile appunto, e un ragazzo, un collega che era mi precedeva nel caricamento dei mobili davanti mi aveva già detto che era difficile, dovevo fare attenzione. Io purtroppo poi facendolo, ho provato a farla in un modo, non è uscita, l’ho fatta in un altro, poi preso dalla sbadataggine dal fatto di non vedere bene e non verificare bene il muretto e le situazioni che c’erano intorno ho provocato quell’errore.

Purtroppo gliel’ho dovuto dire a Ginevrino, non nascondendo la situazione. Un attimino che cambiamo la posizione perché secondo me è sbagliato, e’ sbagliata questa cosa secondo me sto cazzo di cosa, allora questa qua va messa al contrario, e allora ho dovuto dire a Ginevrino perché non potevo nascondere la situazione e sinceramente non mi ha detto nulla.

Ora vi faccio vedere i danno che ho fatto sempre del muretto, del fanale di dietro.

Io poi voluto fare un video prima di iniziare la manovra che purtroppo poi non ho portato a termine perché mentre lo stavo facendo mi ha chiamato il magazziniere e che dovevo posizionarmi, quindi era un video che è durato pochi secondi, non l’ho potuto portare a termine, poi l’ho cancellato e vi volevo appunto far vedere questo cazzo di posto come era difficile.

Gli errori sono errori che capitano in questo lavoro, errori di inesperienza sicuramente perché io sono ancora inesperto ancora molto impreparato e che magari fanno capire tante cose.

Ecco questo è un video che in attesa che finiscano di caricare… mi sono messo le cuffie perché se qualcuno mi veda potrebbe pensare che sto parlando al telefono, però sinceramente ste cuffie, chissà come le devo mettere, con l’orecchio mi danno fastidio, forse le devo ficcare meglio nell’orecchio, comunque le ho messe perché magari qualcuna passi e dice: “ma quello che sta a fare, parla da solo?” con le cuffie si può capire…

Ecco in attesa che mi si caricano il rimorchio volevo fare questo video su Youtube per devo prendere l’abitudine di fare dei video più spesso chi magari più brevi, magari giornalieri per raccontarvi più quotidianamente la giornata del camionista.

Ecco i camion, intanto il tramonto è arrivato. Io ho provato a dormire però non ce la faccio. Non lo so più tardi magari. Va bene ragazzi, ciao, alla prossima.

Autista

Le attese infinite

Ciao ragazzi, buongiorno. Come va? Tutto bene? Eccomi qui.

Eccomi qui, per un nuovo video. Sono tornato dalle vacanze. Vacanze? Un breve weekend in cui mi sono rilassato. E sono qui, quindi, di nuovo. Ho ripreso a lavorare martedì, cioè avantieri, oggi è giovedì, giovedì 23 settembre.

Ho ripreso a lavorare e sono in attesa del carico. Sono vicino Lucca, a Capannori in una cartiera per caricare carta da portare giù a Molfetta, il mio paese.

Allora, sono qui in attesa. Ecco, le attese infinite del carico e dello scarico. Questo è un po’ il dilemma di questo lavoro. Che sì, è bello, è faticoso, è duro, ma le attese è l’aspetto bruttissimo di questa situazione. Sono qua già da oltre un’ora in questo magazzino. Però ora sono andato in un magazzino, in questa cartiera. Mi hanno detto che non era li che dovevo caricare, sono venuto in questo altro magazzino, mi sono registrato. E ora sono in attesa della grazia.

C’è un camion prima di me. Un altro che sta caricando, quindi va via quello che sta caricando. Poi si mette quello prima di me e poi sono io. E qui comunque il tempo passa. Questo è un problema. È un problema. Quindi ti rilassi in queste attese, però poi il tempo passa. Le ore di impegno passano. Per arrivare in orario allo scarico devi fare salti mortali. Fortunatamente il camion che stava finendo di essere caricato ha terminato. Ora cercherò di andare all’altro, vi faccio vedere. Ecco, questo l’hanno finito. Ora devo andare all’altro e poi sono io.

Per essere caricato è un’altra cosa assurda. Dove mi trovo è che non ci sono le ribalte. Tutti in posizione. Il carrellista ti posiziona la merce sul camion e tu con le tue spalle a mano lo devi sistemare sul rimorchio. Un’altra situazione comica di certe aziende. Un’azienda grandissima che ha questa pecca. Ora si sta posizionando un altro camion. Sicuramente una mezz’ora, 45 minuti passano. E poi tocca a me.

Va bene ragazzi, che vi devo dire? Buona giornata e ci rivediamo al prossimo video. Ciao ciao!

Autista

Camionisti e professionisti del trasporto, ho bisogno di voi

Sto progettando la nuova stagione del mio format di interviste sul mio canale YouTube chiamato “4 chiacchiere”.

Un progetto semplice ma concreto, nato con un obiettivo chiaro: dare voce a chi lavora davvero sulla strada.

Cerco colleghi camionisti che abbiano voglia di raccontarsi:

– la propria esperienza 

–  la vita quotidiana al volante

– le difficoltà e le soddisfazioni del mestiere

– come è cambiato (o sta cambiando) il lavoro nel trasporto.

🎥 Nessuna intervista costruita

🤝 Nessuna competizione

🗣️ Solo una chiacchierata sincera tra colleghi.

Non serve essere personaggi pubblici o creator: basta avere una storia, un punto di vista e la voglia di condividerli.

Se sei interessato o conosci qualcuno che potrebbe esserlo, scrivimi in privato o lascia un commento sotto il post.

Ogni contributo può aiutare a far conoscere meglio questo lavoro, spesso poco raccontato ma fondamentale.

Grazie e buona strada a tutti

Autista

Vi faccio vedere una manovra

Ciao ragazzi, come va? Tutto bene?

Io sono alla Faircam a Bari, sto aspettando che esce il camion e poi sono io ad entrare. Sono le 12 e 10, sono da 10 minuti qua; spero che non mi capita come l’altra volta che sono arrivato alle 12 ma sono andato via alle 16. Purtroppo i tempi sono quelli che sono: per scaricare un camion ci mettono almeno un’ora, almeno, deve andare bene un’ora. Speriamo che questo esce presto, ma secondo me sarà la stessa insalata anche stavolta.

Comunque dopodiché, dopodiché, oggi è martedì, dopodiché già mi è stato detto che devo fare gasolio e poi andare a caricare a Matera per i divani. Spero che sia al centro, nei soliti luoghi del Lazio in modo tale che giovedì posso già ritornare questo fine settimana e fare vacanza. Vacanza, cioè il weekend, però almeno meglio quello che niente e quindi non vedo l’ora che di tornare giovedì a casa e poi rilassarmi tre giorni con mia moglie e i miei due figli.

E quindi niente, ora ho fatto questa breve introduzione e dopo metterò il telefono lì, qui e vi farò, vi porterò, condividerò con voi il parcheggio che andrò a fare lì. Non è facilissimo farlo, vabbè, non è facilissimo, sono un po’ più pratico però, pensate che le prime volte che sono venuto qui l’ho fatto, cioè, non riuscendo a farlo, andando, di solito…si, entra dentro le ribalte che sono sulla sinistra, quindi tu entri dentro e poi ti posizioni in modo tale da poterlo fare dalla sinistra in retromarcia, Però il problema è che gli spazi sono angusti, davanti, ora non ci sono, però ci sono, sono occupati, lo spazio è occupato da, come si chiama, dai rimorchi mobili, non so come si chiamano, quindi tu hai poco spazio per farle davanti.

Allora le prime volte spaventato da questo spazio ridotto per la manovra, l’ho fatta andando da questa parte, questa parte qui, e entrando in retromarcia e la manovra l’ho fatta dalla destra, quindi l’ho fatto per due volte così quindi me la sono cavata, però è stato un po’ tragico le prime volte ma più o meno ora, imparando a farle riesco comunque a svignarmela anche entrando dritto, hai ancora meno spazio e quindi. Però questa volta vi faccio vedere la manovra, va bene? Dai aspettiamo che va via quello e poi venite con me

Ragazzi ci siamo eh, ci siamo. E’ andato via il camion, ottimo, questa situazione: ho aspettato pochissimo e mi ha colto impreparato perché devo aspettare 5 minuti, 12 minuti massimo per far caricare l’aria, ora lo accelereremo un attimo, un pochino per velocizzare il tutto, quindi aspettiamo. Sono le 12 e un quarto, 12 e mezza speriamo che all’una e mezza vado via, ora vi faccio vedere il parcheggio allora, andiamo,

Allora entriamo, si entra prima, si entra prima e si aspetta un attimo che il portinaio qua tolga il piombo. Allora sicuramente, vabbè è facile ragazzi, non è difficile, eccolo qua c’è tutto spazio vuoto, A che buca? Alla 5? Alla 5, si alla solita buca, allora come vi dicevo ci sono questi spazi qua del cavolo vediamo, ora andiamo un attimino ad aprire le porte, aspettate un attimo qui, non ve ne andate aspettate 5 minuti, anche meno.

Eccomi, l’ho iniziata un po’ male, però ora vediamo di sistemarlo andiamo un po’ più avanti, perché devo girare il rimorchio a sinistra quindi, girando a sinistra devo girare lo sterzo a destra. Se non c’erano questi, era molto più semplice la situazione, invece no, ci sono questi coglioni di rimorchi, e io ora devo fare tante piccole manovre, Comunque, tante piccole manovre, Ho iniziato pure male la manovra, più o meno le ho messo così, il problema è che non si vede dietro: devo organizzare per farvi vedere.

L’ho messo bene, e ora dentro c’è ancora un pochino, per entrare bene senza sempre fare altre manovre ma, ci sono le strisce gialle, che servono per avere un punto di, come si dice, un punto di vista, abbiamo un punto di, per capire come si deve mettere.

Siamo entrati, ragazzi, siamo entrati, ci sono quasi. Ora, avvicinandoci alla buca, avvicinandoci piano piano spacco, piano, piano piano, eccolo, sono arrivato ora vado ad abbassare il rimorchio, aspettate un attimo.

Eccomi, ragazzi, l’ho abbassato di un pochino, e ora, giusto un centimetro indietro e ragazzi, è fatta.

Autista, Personale

La mia borsa nera: compagna di ogni giorno

Ogni mattina, quando il cielo è ancora grigio e le strade deserte, dopo aver parcheggiato la mia auto, prendo la mia borsa nera, le chiavi del mio camion: ci salgo e lo accendo per farlo riscaldare dalla fredda nottata.

Il motore brontola piano mentre mi sistemo sul sedile; compilo un foglio per segnare i chilometri iniziali: a fine giornata, sullo stesso foglio, segnerò i chilometri percorsi, i luoghi visitati e i lavori svolti, apportandoci la mia firma. Rapportino giornaliero che consegnerò all’ufficio logistico.

Sistemo la mia borsa nera sul sedile del passeggero: è una borsa di tela rinforzata, robusta, acquistata su internet. Ha uno scompartimento centrale capiente e altri scompartimenti laterali per custodire tutto ciò che serve per affrontare la giornata.

Perfetto, questo è un incipit davvero evocativo! Posso aiutarti a proseguire il testo nello stesso stile narrativo. Ecco la continuazione coerente con quel tono:

La apro solo più tardi, quando il camion è fermo e la terra sotto le ruote è diventata fango, ghiaia o polvere, a seconda della stagione. All’interno, tutto ha un suo posto, come in una piccola casa che si smonta e si ricompone ogni giorno.

Quando arriva la pausa pranzo, non c’è ristorante, né bar: c’è la cabina del camion, il gradino del cassone o, se va bene, una panca di legno sotto un albero.
Dentro la borsa nera trova posto la borsa termica che al suo interno contiene: un panino, una pezzo di focaccia o una “proposta di mia moglie”, un frutto, qualche snack salato e una bottiglia d’acqua, due, sopratutto d’estate.

C’è il panino, preparato con cura la sera prima, avvolto nella carta stagnola. A volte salame e formaggio, altre volte prosciutto e insalata. Altri giorni c’è un spicchio di focaccia, magari diversa dalla solita margherita oppure un contenitore con del cibo pronto preparato la sera prima da mia moglie. Cibo semplice, concreto per “resistere” fino alla cena.

Ma la borsa nera non è solo per il pranzo. E’ una cassetta degli attrezzi personale, pensata per ogni imprevisto. Dentro ci sono i guanti di riserva, quelli che non si usano se non in caso d’emergenza. Una torcia con la lente leggermente graffiata, utile all’alba e nel crepuscolo, quando la luce non basta. Un giacca impermeabile per gli imprevisti metereologici.

Un piccolo coltello da utilizzare per. tagliare nastri o materiale da lavoro. e uno più piccolo che utilizzo per il cibo. Un power bank, ormai inseparabile. Il telefono è il suo ponte con il mondo: avere. la batteria scarica è impensabile.

La borsa nera è più di un oggetto. È una parte di me. Conosce la sua routine, i suoi bisogni, i suoi silenzi. Ogni mattina si chiude con un gesto secco e si riapre solo quando il lavoro lo permette.
È una compagna silenziosa, una testimone delle giornate, dei momenti rubati al caos.

La mia borsa nera, oltre a contenere panini, torce e guanti, nasconde anche un cuore tecnologico. Negli ultimi anni, è diventata non solo la compagna di lavoro, ma anche la valigia degli attrezzi digitali. Oltre a guidare camion, posare bitume e trasportare inerti, ho un’altra passione: raccontare quello che faccio e condividere esperienze.

Tra un carico e uno scarico, nei momenti di pausa o in quegli attimi sospesi in cui il cantiere tace, apro lo scomparto imbottito della mia borsa nera e tiro fuori il mio piccolo arsenale formato da:

  • Un tablet robusto, spesso ancora sporco di polvere, con la cover rigida e lo schermo segnato da dita callose. Serve per ascoltare Audible con i suoi libri digitali o podcast: compagni di viaggio nelle lunghe tratte.
  • Una GoPro, piccola ma potentissima, che si attacca al cruscotto, o dove mi piace posizionarla. Lei cattura inquadrature più vere da angolazioni particolari. Ogni tanto la utilizzo al posto del cellulare per creare video inquadrandomi in viso.
  • Un microfono a clip, perché la voce non deve perdersi tra i rombi dei mezzi.
  • Un paio di cuffie Bluetooth per poter parlare al telefono senza staccare le mani dal volante e distrarmi.
  • Un luce a led da utilizzare con il cellulare o la GoPro per fare luce in ambienti bui.
  • Una minuscola telecamera da utilizzare senza mani e da posizionare sul corpo per riprendere momenti salienti e da condividere.
  • Il porta cellulare con ventosa per poterlo posizionare sul vetro.
  • Un registratore portatile per registrare i miei pensieri, aneddoti, storie o intervistare velocemente un collega.
  •  E ovviamente, il cellulare, sempre in tasca, sempre carico (o collegato al power bank), che diventa telecamera, regia, editor e pubblicatore.

Ho imparato a usare la tecnologia come un altro attrezzo del mestiere, con la manualità iniziata fin dall’inizi della mia carriera da camionista. Ogni video caricato sul mio canale YouTube è un frammento di vita vera: niente filtri, niente copioni. Solo camion, lavoro e un pizzico di ironia.

Quando si lavora tra la terra e l’asfalto, nelle cave o tra la finitrice o la fesatrice, tra la pala o l’escavatore, servono forza, attenzione e pazienza. Ma serve anche un punto fermo, qualcosa che resta uguale ogni giorno.

La borsa del camionista è questo: una piccola casa in movimento, cucita di abitudini e necessità, pronta a seguire il suo padrone ovunque, sotto la pioggia, nel fango o al sole.

Autista

Non riuscire a mettersi sotto rampa

Buonasera carissimi, come state? Sembra giorno, ma invece è notte inoltrata. Sono le 23.48 e non voglio fare il video tenuto l’ultima. Oggi c’è la luce e sto provando il video notturno con il mio nuovo cellulare. Sto scendendo, finalmente è giovedì, tra qualche minuto è venerdì ed è finita la settimana. Io non vedo l’ora di fare l’ultimo giorno a casa, con la mia famiglia.

Allora, video scorso vi ho annunciato alla novità che avevo iniziato per utilizzare il canale Twitch per condividere la mia vita da camionista, delle dirette. Ho inserito il link, non so se avete potuto vedere il primo video che ho fatto e domani mattina farò una diretta di giorno, quindi il secondo video su canale Twitch di giorno. Quindi ora state vedendo questo video su YouTube, ancora non ho fatto il secondo video su Twitch, quindi magari se lo state vedendo questo video qui potete andare su Twitch a vedere la mia seconda diretta.

Avevo voglia di fare il secondo diretta streaming su Twitch condividendo delle situazioni che mi sono capitate, magari il carico, le manovre, però non ho ancora la strumentazione necessaria per fare questo perché solo con il telefono non posso condividere con voi le varie situazioni. Quindi magari in là, se mi adopererò con l’acquisto di una GoPro oppure di una videocamera piccola, cercherò di utilizzare Twitch al meglio. Adesso cerco di utilizzarlo solo con il telefono.

Veniamo a questo video, quindi questo mio video su YouTube, questo canale che ho creato per raccontarvi la mia vita da camionista. Io ho caricato da Verona e adesso sto dirigendo a Bari per scaricare la merce che ho caricato da Verona e a Licenza dalla Fercam e che scaricherò alla sede di Bari della Fercam.

Volevo in questo video parlarvi della sede di Verona della Fercam che da quello che ho visto è la più scandalosa e la peggio, proprio la più schifosa sede della Fercam. Allora, c’è il vecchio come sede, il poco asfalto che c’è è tutto oramai rovinato, rattoppato, ma la cosa più assurda che c’è in quella sede è le ribalte che ci sono alle spalle degli uffici e dove io fino a questo momento sono costretto ad andare con altri colleghi non di Fercam, ma di esterni che sono costretti anche a caricare a questi ribalte. Però questi ribalte sono posti alle spalle degli uffici e dove ci sono le ribalte non c’è l’asfalto, c’è una breccia dello sterrato, io li chiamo, ha piovuto questi giorni e quindi stasera c’erano le pozzanghere e molto piccolino quindi non hai modo di fare tante manovre, devi prendere bene. Non hai modo di fare tante manovre, è possibile prendere bene la manovra, altrimenti è un casino. E oggi sono arrivati un po’ in ritardo, ho caricato il treno, e quindi c’erano già altri camion posizionati e quindi io mi dovevo mettere tra un camion, tra un bilico e un rimorchio senza un trattore. Allora ho bestemmiato tantissimo e fino alla fine non ce l’ho fatto, sono stato 40 minuti a fare una manovra, però non ce l’ho fatto.

Allora io non sono ancora un grande esperto di manovre, però me la sono calata in tante situazioni in cui lo spazio era angusto, sono riuscito comunque a venire fuori. Dove però venivo fuori in situazioni dove c’era l’asfalto e quindi fare le manovre era comunque ammissibile, comunque il rimorchio rispondeva ai comandi di guida. Fare una manovra su un lì a Verona dove non c’è l’asfalto e sì la brecciolina è proprio difficilissimo perché il rimorchio non risponde ai comandi di guida. Quindi non ce l’ho fatto, ho tentato la seconda volta che mi capita di averlo, che mi dicono di mettermi in una situazione molto stretta tra due camion e non ce la faccio. Infatti anche stasera non ce l’ho fatto e sono anche arrabbiato con il piano che c’era il magazziniere fino alla fine che mi ha spostato. Mi ha fatto una finta una curva dove c’erano due rimorchi senza i trattori e lì più o meno in 10-14 ci ho fatto.

Quindi quello che voglio condividere con voi è che ci sono situazioni, anche la volta in quasi un anno di lavoro, che mi capita di andare in un posto veramente come se non mi capitasse una cosa assurda. Voglio dirvi che ho notato che quando scende la brecciolina il rimorchio fa qualcosa, io ho riscontrato queste difficoltà. Oltre che c’è la brecciolina ci sono i fossi e lo spazio era stretto. Quando mi sono messo non riuscivo neanche ad andare avanti per aggiustare il rimorchio. Inoltre avanti c’erano delle pozzanghere, quindi pensate che scendo dal trattore non potevo andare sulla destra a vedere com’era posizionato il rimorchio. Quindi lascio immaginare in che situazione io mi ritrovavo.

Volevo fare un video ma poi non l’ho fatto, ma era la prossima volta. Un video con voi, una situazione assurda che c’è a Verona alla sede della Fercam. Verona è la più scandalosa e Vicenza è la più bella tra le sedi della Fercam. Ho visitato in questo momento, ho fatto un bel po’, Verona, Vicenza, Bari, Roma, Cesena, Forlì, Bologna, Modena, Firenze, basta.

Comunque è un lavoro che si è tranquillo, ti fanno viaggiare la notte, ora per esempio sono costretto a viaggiare tutta la notte per essere domani mattina a Bari. Però è tranquillo, ha il modo di stare in attesa di caricare, 3 o 4 ore. Tre, quattro, anche cinque ore fermo, non puoi dormire, non puoi fare niente. E poi forse ho fatto altri lavori che capitano quando questa azienda, questo lavoro, da prima.

Va bene, dai. Ragazzi, io sono sulla A22, ora le due di ferro, dopo un’ora e mezza di cammino, faccio un caffè e poi riprendo.

Autista

Il mio canale Twitch

Ciao ragazzi, è il momento di fare il video, quasi finita la settimana, io ancora non ho fatto un video. Allora, come state? Tutto bene?

Vi faccio il video con la doppia ripresa, sia frontale sia per farvi vedere la strada. Sono sulla A14, al chilometro 614, sto salendo per il secondo viaggio di andata. Già so il ritorno, che poi magari domani vi racconterò.

Allora, è mercoledì, sono le 18.45 e io come detto sto risalendo, sono all’altezza di quasi Canosa e mi sto recando a Lanciano. Non mi ricordo, quella R inizio comunque. Vicino Cesena, per lasciare due bancali e poi sono diretto in provincia di Padova per la consegna di legumi tramite un’azienda di Gravina. Da là poi, ve lo dico già, devo recarmi a Verona per caricare e scendere con consegna a Bari.

Allora, è mercoledì, io non ho avuto modo di farvi il video prima perché o me ne sono dimenticato, non ho mai trovato il momento esatto, giusto per fare questo video della mia vita da camionista.

C’è una novità, ho deciso di utilizzare Twitch, non so se la conoscete, è un social, un’applicazione che ti permette di fare delle dirette streaming, delle dirette, lasciamo i paroloni, delle dirette e ho già fatto il primo video e voglio continuare a utilizzarlo. Devo trovare gli aggeggi giusti, gli strumenti giusti per riprendere delle situazioni della mia vita.

A parte questi video che faccio durante un video di qualche minuto, massimo 10 minuti, più o meno durano questi video di YouTube, voglio utilizzare questo canale di Twitch per condividere con voi le mie giornate, quindi sono dei video che potranno durare un po’ di più, che potrò farvi portare con me in talune situazioni. Quindi questa è la novità che volevo annunciarvi.

Nelle note di questo video vi linkerò il canale di Twitch, il mio canale di Twitch, ecco questa è la situazione.

Per il resto nessun’altra novità rilevante, a parte che non si fa superare, queste sono delle situazioni veramente incredibili, uno che è in fase di sorpasso e non decide di diminuire, accelera pure, è un imbecile, i soliti imbecili che ci sono sulle strade.

Però mi sono deciso, anche se io sono a quota 95 km orari, devo diminuire, sarà un segnale, un eccesso di velocità. Però purtroppo l’imbecile non si è fatto superare, io ho dovuto accelerare, sennò facevamo la gara, a chi va più veloce. Va bene, questa è la situazione. Va bene, questa è la novità.

Tutto ok ragazzi, io alle 8.30 tenere fermo perché ho finito le ore di guida, le ore di impegno, dato che sono partito stamattina alle 5.30 e quindi 15 ore di impegno mi fanno sì che io alle 20.30 mi debba fermare. Cercherò di fermarmi in qualche Autogrill dove io mi possa fare una doccia rigenerante e poi dormire per ripartire domani mattina alle 5.30.

Quindi arriverò sicuramente mattinata domani verso le 10, le 11 in questo paese che si chiama Ariano. Il paese dove devo andare a scaricare dei cerchioni, un bancale e mezzo di cerchioni. E quindi poi da là non so da quanto distanza questo trasporto che devo fare in provincia di Padova. Però tanto non c’è fretta, visto che comunque il viaggio di ritorno che dalla Fercam a Somma Campagna mi ci vuole un’ora.

Là sicuramente come al solito parto in nottata domani notte e quindi posso arrivare anche nel tardo pomeriggio. Mi fermerò di nuovo, ho trovato un ristorante vicino a Somma Campagna. Magari domani con questa diretta Twitch vorrei farlo conoscere. Ho trovato un ristorante da camionisti che con 11 euro feci un primo, un secondo, l’acqua e il caffè e il contorno.

Tutto sto che mangiare così, quello che ho in famiglia, mi fa comodo a casa, è sempre bello rilassarsi mangiando a un tavolo anziché nel camion. Quindi sicuramente mangerò lì, poi mi recherò a questa sede di Fercam a Verona e attenderò la grazia che mi si carichi e io possa ritornare giù per godermi il fine settimana.

E ragazzi, quindi ora mi metto il link di Twitch e se non lo conoscete è un’applicazione che ti permette di fare delle dirette. Si possono fare pure con YouTube però Twitch è un po’ più specifico e vi dirò che non c’è nessun canale, non c’è nessuno che ha un canale che appunto di camionisti. Quindi io vorrei essere il primo, non esiste nessuno che fa delle dirette sul camion.

Ok? Ora sono all’incrocio tra la A14 e la A16. Va bene ragazzi, questo è il primo video e ci si sente domani, ci si vede domani con il secondo video. Va bene? Beh, ciao a tutti.

Autista

Quando sbagli strada con il camion

Ciao ragazzi, eccomi qua. Vedete la situazione con questo telefono? Spettacolare. Mi riprende e riprende la strada. Ora vi voglio condividere questo tragitto che faccio in Umbria. Siamo pronti? Partiamo.

Allora ragazzi, io ho appena finito di caricare a un’azienda a Nocera Umbra, materiale edile che sto portando giù ad Altamura. E giovedì, no è mercoledì, mercoledì primo settembre, è arrivato settembre finalmente. E sono le 16.40. E questo è il viaggio di ritorno, perché il viaggio di andata l’ho finito stamattina, anzi oggi pomeriggio, intorno alle 12. Dopo aver caricato i divani a Matera ieri, sono partito verso le 16.18 da Matera e avevo tre scariche salotti, divani che ho già consegnato altre volte a Mondo Convenienza. È un lavoraccio perché le consegne sono tranquille perché vengono tutte nella regione Lazio. Fino a questo momento ho fatto tre viaggi con i divani, li ho consegnati sempre nel Lazio.

Il problema però è che oltre a fare l’autista mi tocca fare anche il magazziniere. Una volta che arrivo lì a destinazione, dopo aver parcheggiato, messo sotto rampa il camion, mi tocca entrare nel magazzini e aiutare il ragazzo a scaricare. È un lavoraccio perché sudi a bestia e ti fai un mazzo esagerato. Però questa situazione la devo discutere con Ginevrino e voglio capire se è normale la cosa, che io debba scaricare oltre a consegnare?

Quindi ho fatto la consegna a Riano, poi le ultime due a Viterbo. Erano due distinte lì vicino e voglio condividere con voi quello che mi è capitato a Riano e in un certo modo anche qui a Nocera Umbra. Allora, da quando faccio questo lavoro è bello fare dei tragitti, non in autostrada, ma in questi paesini, visitare, scoprire. Infatti sono passato da Spoleto e ho scoperto che è spettacolare. Comunque è bello fare questi tragitti, questi paesini.

Il problema è che quando tu non conosci la strada, il navigatore ti fa fare delle strade che io ho in un certo modo paura. E oggi, stamattina, a Rianno ho tanta tanta paura. Perché? Allora, io utilizzo sia Google Maps che, sappiamo tutti, non fa dei tragitti per i camion m per le auto e il TomTom che ho nel camion. Allora, per essere sicuro, io utilizzo entrambi. E capita spesso, molte volte, che quando devo andare a scaricare in qualche posto, il TomTom non mi sa dire l’indirizzo esatto, no? Non lo trovo, invece con Google basta digitare l’azienda e lei me lo trova subito. Vedi che bello, vedi? Vedi questi posti particolari, vedi queste ragazze qui? Passeggiano.

E quindi dicevamo, quindi utilizzo Google per arrivare proprio al punto esatto della destinazione. E stamattina ho messo Riano su TomTom e poi ho messo il deposito Mondo Convenienza su Google. Ci ero già stato al deposito Mondo Convenienza di Riano. Quindi ero quasi certo di rifare quella strada che avevo fatto in precedenza, quindi ero tranquillo che non trovavo problemi. E invece ne ho trovati e anche parecchi e anche pericolosi.

Allora sono arrivato a un certo punto che avevo seguito Google, sbagliando però. Dovrei poi cercare di usare sempre il navigatore del TomTom e non Google. Quindi mi sono affidato a Google e a un certo punto mi ha fatto girare a destra in una strada. Mancava poco, mancavano 10 km, ma neanche. Allora imboccando questa strada già c’era il segnale che non si poteva, c’era il divieto per i camion. Però il segnale specificava che era divieto dopo un certo chilometro.

Allora io mi sono fermato, già ho capito che non era la strada che avevo fatto la prima volta. E quindi già mi sono un po’ agitato. Ho imboccato questa strada perché non potevo tornare indietro. Non potevo fare la retromarcia, c’erano le macchine dietro che mi stavano suonando. Quindi ho imboccato questa strada e poi per essere sicuro che non facevo una cazzata mi sono fermato dopo 20 metri. E sono sceso a piedi per vedere se era tutto regolare. Ho visto che comunque la strada non era stretta. Allora mi sono messo nel camion, ho bestemmiato i santi e mi sono avventurato.

Ho chiesto subito a un netturbino se era quella la strada per arrivare a Mondo Convenienza. Intanto vedete dove io vado queste aziende che le fanno in certi posti assurdi. Ma questa è una strada che si può fare. Comunque mi sono fermato, ho chiesto al netturbino se era tutto in regola. E lui ha detto che sì era in regola, però a un incrocio dovevo girare a destra. Non a sinistra perché a sinistra era impossibile passare col mezzo.

Allora ho continuato e a un certo punto mi sono ritrovato nel paese di Riano. E lì mi sono spaventato di brutto. Infatti poi mi sono fermato e ho chiesto a delle persone ferme lì se era quella la strada per arrivare a Mondo Convenienza. E i signori mi hanno detto molto tranquillamente che no, avevo sbagliato strada. Che non era quella la strada da fare. Perché non potevo, non ci passava.

Allora ho detto cazzo, ma come cazzo devo fare? A ritornare indietro? E loro mi hanno detto che avevo fatto questa strada. Mi sto affidando al TomTom. Google mi diceva che potevo fare la A14. Mentre il TomTom mi dice che devo andare verso Roma. Devo andare verso Roma. Cioè vedete che cazzo di situazioni? Non vi dico. Però mi sa che questa strada l’ho già fatta. Sto tranquillo.Comunque sto passando Nocera Umbra con il camion. Scopro questi posti che non avrei mai scoperto, Nocera Umbra. Comunque, dicevo, i signori mi hanno detto che era impossibile passare con il mezzo. E allora cosa ho fatto?. Mi hanno consigliato di andare a destra, dove mi aveva detto il mio amico, poi di fare una versione a U e di tornare indietro.

Allora, cosa ho fatto? Sono arrivato a quell’incrocio, ho svoltato a destra e lì mi sono nuovamente fermato e ho chiesto informazioni a un signore che molto gentilmente mi ha spiegato che potevo continuare senza fare inversione a U. Potevo continuare perché ci passavano i pullman e seppure era stretta la strada, comunque c’erano delle curve un po’ pericolose, però mi potevo avventurare.

Allora, io anziché fare l’inversione a U, dopo un po’, quindi senza ritornare indietro, perdere un sacco di tempo, mi sono avventurato in questa strada. E la strada non era poi così tragica, insomma, andavo piano e sono riuscito ad arrivare. C’era una curva un po’ stretta, però l’ho fatta senza nessun problema.

Poi mi sono ritrovato, dopo una discesa ripida, in un incrocio e sia il Google e sia il navigatore TomTom mi dicevano di girare a sinistra. Allora, prima di girare a sinistra, mi sono fermato, sono sceso dalla macchina e ho visto che girando a sinistra era impossibile perché entravo dentro Riano. Proprio dentro il paesino era impossibile e infatti c’era un’indicazione che intanto non ci potevo passare.

Allora, a quel punto ho chiesto un’altra informazione a un ragazzo su un trattore che mi ha detto che invece di andare a destra dovevo girare a sinistra. Quindi entrambi Google e TomTom mi avevano detto una cazzata. Non so come cazzo mi dicevano di girare a sinistra. Comunque ho girato a destra e dopo un po’ sono arrivato a sto bellissimo deposito di Mondo Convenienza. Sono arrivato alle 7 e mezza dopo mezz’ora di ritardo dovuto a questa peripezia.

E ragazzi ho avuto veramente paura perché un conto è se tu sbagli strada con la macchina e non ci vuole niente a fare diversione, fare reetromarcia e tornare indietro. Se sbagli strada con un camion è qualcosa di… c’è il rischio veramente di chiamare i vigili del fuoco e farti arrivare un elicottero. È stato veramente molto molto brutto come situazione. Però me la sono cavato.

Però ecco è difficile. Allora quindi come voleva dimostrare il TomTom mi fa fare la strada la A1. Quindi da Roma mi fa andare non da Ancona come mi aveva detto il Google Maps. E in un certo senso mi piace di più questa strada perché so già che c’è una stazione di servizio dove mi posso benissimo fermare, mangiare, fare la doccia, rilassarmi, fare le 9 ore e poi ripartire. Tanto non c’è fretta.

E quindi vi ho fatto scoprire questo. Nocera umbra. Bella questa situazione. Questa ripresa con la doppia fotocamera. Poi dopo Riano, finito Riano, dovevo… viaggio di torno, era… Nocera umbra. Nocera Umbra. Vabbè, comunque. No, ci siamo. Tutto ok.

Allora, Foligno per Roma. Allora fra 544 km arrivo ad Altamura. Vabbè, facciamo questa altra strada. Così vi posso far vedere queste strade. Questa strada che io non avevo mai percorso. Ora è la prima volta che la percorro. Ed è veramente bellissimo scoprire l’Umbria. Molto bella l’Umbria. Veramente, veramente merita. E quindi il viaggio di ritorno era da Nocera Umbra. Dovevo caricare materiale edile. Anche in questo caso è stato tragico. È stato tragico arrivarci. Perché poi uscito da Nocera Umbra entrambi i navigatori mi dicevano di attraversare Nocera Umbra. Allora io mi sono un po’ spaventato perché stavi attraversando un paesino. Allora mi sono fermato, ho chiamato l’azienda. Dovevo arrivarci. E lei mi ha detto che dovevo stare tranquillo. Dovevo farlo senza nessun problema. E quindi non è stato così tragico la situazione. Però vi dico che stamattina mi sono veramente spaventato.

E questa è ragazzi. A voi è mai capitata una situazione in cui vi siete ritrovati in una strada stretta, mai fatta, che pensavate che non facciano? Già la prima volta che sono arrivato a Riano ho fatto una strada che mi dava il segnale di divieto. Però mi sono avventurato perché non sapevo come arrivarci. In quel tratto c’è stato un attimino un piccolo tratto. Sono entrato nel paese. Però poi mi sono subito ritrovato nella strada grande che mi ha portato al mare. Stamattina invece io speravo di fare quella strada. La prima volta ho fatto una strada che mi ha portato in un’altra. La prossima volta che devo arrivare a Riano magari faccio una terza strada. Vediamo, poi vi faccio sapere.

Ok ragazzi, va bene così. Vi ho condiviso questa situazione stamattina. Vi saluto. Io vi ho detto che tra poco faccio 4 ore e mezza e poi mi fermo alla stazione di servizio. So già dove posso mangiare, lavarmi e dormire. Ok? Vi abbraccio a tutti. Buona strada.

Autista

Risalendo per il secondo viaggio

Ragazzi, buongiorno, anzi, buonasera: sono le 19.20, il sole sta tramontando, quindi è giusto che sia una buonasera.

Allora, allora, allora, io sto risalendo. Sono diretto verso il Lazio per scaricare i divani che ho caricato poco fa da Matera. Il solito edificio e scarico al solito, ai soliti destinatari che sono molto competenti. Devo andare a Riano e poi due consegne a Viterbo, quindi una salita tranquilla. Spero che anche la discesa sia positiva, in modo tale che torni presto in Basilicata.

E’ martedì io ho già fatto un viaggio perché sono partito lunedì mattina alle 4, e non vi dico le  “bombe atomiche” che ci volevano per svegliarmi alle 2.30 lunedì mattina, vabbè, comunque sono partito alle 4 e mi sono diretto in provincia di Macerata per consegnare i legumi, quindi poi da lì ho caricato lì vicino delle lavatrici, non so cosa erano, e sono sceso. Stamattina, ho scaricato a Bari, quindi è stato un velocissimo viaggio durato un giorno, molto operativo su questa questione.

Questo è il primo video che faccio con il nuovo cellulare, scusate, con una funzione che mi permette di utilizzare sia la fotocamera frontale sia quella posteriore. Domani, al prossimo video, utilizzerò per fare il video flash.

Ok ragazzi, non ho da condividere nulla, a parte le notizie di questo viaggio. Per il momento non c’è nulla, è una bella serata, le temperature sono scese, quindi questo è positivo perché si dorme bene. Io, prima, non ho il tempo per dormire, quindi anche il pomeriggio dormo dalle 2 alle 4 e anche il pomeriggio si dorme senza poi alzarti con il sudore, quindi questo è già positivo. Anzi, la prossima volta devo ricordarmi di portare già il sacco a pelo per la notte, questa è la cosa che devo ricordarmi di fare.

Io sono partito alle 6, ora sono le 19, ho 3 ore e mezza di autonomia per guidare, quindi ho fatto le ore di guida della giornata e devo fermarmi. Quindi è una buona notte, starò dormendo. E’ un viaggio…io preferisco la notte che dormo e non viaggiare, tanto il giorno hai meno possibilità di addormentarmi ed essere stanco, e la notte con le luci, anche se dormi, non sei al 100%. Stanotte quindi starò dormendo. Mi sveglio domani mattina con le 7, devo stare a Riano, però ce la faccio tranquillamente, sono 150 km, quindi non è un problema.

La posizione di Riano la conosco, spero che non sia problematica, ma non credo che sia un problema arrivare a Riano.

Va bene ragazzi, ho chiesto a Ginevrino un weekend per farmi una breve vacanza. Quest’anno sta andando così, il prossimo anno farò una vacanza vera e propria.

Va bene, buon viaggio, buon lavoro a tutti.

Buona serata ragazzi. Vi abbraccio.

Autista

Dopo due anni e mezzo il cerchio si è chiuso

Il Fondo di Garanzia dell’INP è una tutela per i lavoratori in caso di insolvenza da parte del datore di lavoro. È uno strumento per i lavoratori subordinati che si trovano nella situazione di non aver ricevuto il pagamento di determinate spettanze a causa dell’insolvenza del datore di lavoro.

Esso ha il compito di assicurare il pagamento delle seguenti spettanze ai lavoratori:

  • trattamento di fine rapporto (TFR), compresi gli eventuali interessi;
  • ultime retribuzioni non percepite dal lavoratore (solitamente gli ultimi tre messi di stipendio).

Possono fare richiesta al Fondo di Garanzia i lavoratori subordinati che non abbiano ricevuto il TFR o le ultime retribuzioni a causa di una delle seguenti situazioni:

  1. Fallimento dell’azienda (o altre procedure concorsusali come concordato preventivo, amministrazione straordinaria, ecc);
  2. Cessazione dell’attività senza attivazione di procedure concorsuali, se il lavoratore dimostra di aver tentato di recuperare il credito senza successo.

Per accedere al Fondo, il lavoratore deve essere titolare di un credito per TFR o retribuzioni non pagate o dimostrare che il datore di lavoro è insolvente (attraverso sentenza di fallimento o altro titolo esecutivo).

La richiesta deve essere presentata all’INPS tramite:

  • portale online INPS con SPID, CIE o CNS;
  • patronati o consulenti del lavoro;
  • sede territoriale INPS di competenza.

Successivamente l’INPS verifica la documentazione e provvede al pagamento delle somme spettanti neei limiti preevisti dalla normativa. I tempi di erogazione possono variare, ma in genere si aggirano intorno a qualche mese dall’approvazione della domanda.

Queste informazioni le ho prese tramite internet ma erano in mia conoscenza, seppur in. modo molto generale, attraverso colleghi.

Dal 26 Aprile 2021 al 30 Ottobre 2022 ho lavorato come autista presso la “Essegi Transport di Scaltrito Ginevrino Alessandro” sita a Poggiorsini in provincia di Bari, un paese vicino Gravina in Puglia.

Dopo le mie prime due esperienze da camionista di tre mesi ciascuna, fatte in accompagnamento con un collega, decisi di fare il salto di qualità provando l’esperienza di guida in solitaria. Tramite internet trovai l’annuncio di Essegi Transport: dopo una prima chiamata andai ad incontrare il titolare in sede.

L’impatto fu molto positivo così, dopo aver rinunciato a proseguire con l’azienda di Policoro dove stavo lavorando, iniziai la mia prima esperienza di camionista vero e proprio, potendo guidare un camion completamente da solo facendo la linea nazionale.

Ginevrino, il titolare della Essegi Transport, mi aveva dato fiducia e mi permetteva di realizzare quello che volevo fare. Guidare in coppia con altri non era il mio sogno e non potevo imparare realmente il lavoro continuando stando con altri in cabina.

La mattina del 26 Aprile partivo da solo con un Iveco Stralis rosso, trasportando farina, da Poggiorsini verso la logistica MD di Trezzo sull’Adda. Ricordo perfettamente quel primo viaggio verso il nord dell’Italia: un ricordo bello ed emozionante.

L’esperienza con Ginevrino è stata bella. Con lui si era instaurato un rapporto di amicizia che andava oltre il lavoro: essendo quassi coetanei non si era creata quella relazione di capo e lavoratore. Da parte mia c’era comunque il rispetto nei suoi confronti senza mai superare il livello limite.

Potendo guidare da solo ero riuscito ad imparare tanto: come fare i parcheggi e posizionarmi sotto le ribalte, conoscere nuove strade, convivere e far fronte agli imprevisti e ai guasti meccanici, risolvere i problemi con gli scarichi e i carichi, le questioni con le forze dell’ordine.

Anche se la distanza tra Poggiorsini e Policoro non era poca, dovendola fare almeno due volte la settimana (il lunedì o la domenica sera per iniziare la settimana lavorativa e il venerdì pomeriggio o il sabato mattina per ritornarmene a casa) non c’era da parte mia nessuna intenzione di cambiare azienda. La paga era buona e avveniva regolarmente ogni fine mese. Fino al mese di Giugno 2022.

Dopo la morte del collega Rocco, tragicamente scomparso a causa di un incidente stradale vicino Barberino del Mugello sull’autostrada A1, le cose erano cambiate in azienda.

Non considerando i vari intoppi di organizzazione interna che erano aumentati vistosamente già in estate, quello che invece non consideravo legittimo erano i ritardi nel pagamento che da fine Giugno 2022 erano diventati una normalità.

Il giorno del pagamento non avveniva più regolarmente dal 25 al 27 di ogni mese ma poteva arrivare anche fino al 5/10 del mese successivo. Ogni fine mese diventava una sofferenza vedere l’accredito dello stipendio sul conto corrente e ogni fine mese dovevo quasi pregare Inida (la compagna di Ginevrino) o la segretaria per sapere se il bonifico era stato fatto o meno.

Con le scadenze che avevo a fine mese e le cose da pagare, anche un giorno di ritardo dell’accredito dello stipendio per me era un problema.

Ginevrino ovviamente non si faceva vedere ne sentire alla fine del mese e a Settembre, un pomeriggio, ricevo la sua chiamata. Con la scusa di chiedermi notizie sulla consegna di un viaggio a Bari mi parla, cercando di scusarsi, della situazione che tutti i suoi dipendenti stiamo affrontando. Mi promette, a fine chiamata, che le cose cambieranno a breve e tutto si risolverà.

A fine mese di Settembre, il giorno 30 però il bonifico dello stipendio non è ancora arrivato: le promesse di Ginevrino si rivelano nulle.

Siamo alla fine di Ottobre, mi trovo a Frosinone per scaricare della merce. Dopo i ripetuti messaggi a Inida per chiederli se il bonifico era stato fatto, con Martina al telefono abbiamo una discussione: questi ritardi mi portavano a un continuo stress e non lavoravo più con serenità e tranquillità.

E’ il 28 Ottobre del 2022, è un venerdì e il bonifico non è stato ancora fatto. Deve andar bene e me lo faranno il 31 Ottobre per vederlo accreditato il 3/4 Novembre: intollerabile questo ritardo e questa mancanza di rispetto. Decido di andarmene definitivamente. Il lunedì 30 Ottobre si farà festa per il ponte del 1° Novembre, occasione ideale per andare al CAF e inviare via PEC le dimissioni. 

Quel venerdì di fine Ottobre arrivo tardi al parcheggio, dal porto di Bari realizzo anche un video (https://youtu.be/EOE_WpfNOLE?feature=shared) per documentare e lasciare in memoria il mio ultimo viaggio con Ginevrino. Il lunedì sono al CAF per inviare le dimissioni in tronco per giusta causa. Queste partiranno il giorno dopo, il 1° Novembre.

Non ho voglia nemmeno di avvisare di quello che sto facendo, non ho voglia nemmeno di chiamarli per spiegare, gli invio un’email, una PEC, spiegandogli la mia decisione e allegando il licenziamento che intanto avevo fatto preparare dal CAF.

Da quel momento in poi non ho più sentito né rivisto Ginevrino, nemmeno un suo messaggio ho ricevuto. Questo lo immaginavo e immaginavo anche che ottenere quello che mi spettava economicamente (l’ultimo mese di lavoro e il TFR) sarebbe stata un’impresa. Per questo motivo mi affido ad un avvocato per seguire l’iter per avere, legalmente, le mie spettanze.

Avere avuto un atteggiamento “amichevole” e andar via in maniera più “normale” non sarebbe servito a nulla e mi avrebbe portato molto più tempo per avere i miei soldi con un punto interrogativo se mai gli avrei ottenuti perlomeno tutti. Questo modo amichevole è stato attuato dalla segretaria e difatti i miei dubbi si sono rivelati fondati.

Su suggerimento dell’avvocato mi affido alle vie legali per avere le mie spettanze e dopo due anni e mezzo finalmente il cerchio si è chiuso. 

Il 27 Febbraio viene accolta la mia domanda riguardo il TFR e un mese dopo, il 26 Marzo quella dei Crediti di Lavoro.

Ci sono voluti due anni e mezzo per vedermi accreditato quello che era mio.

In questo lungo periodo gli avvenimenti sono stati tanti tra cui il fallimento nel 2024 della Essegi Transport che era prevedibile per come stavano andando le vicissitudini da quel Giugno 2022. 

A Poggiorsini non sono più andato, non sono mai più passato davanti al parcheggio dei camion ma in giro ho ogni tanto rivisto i camion con la scritta Scaltrito. Ginevrino sta continuando a fare il titolare di autotrasporti, nonostante tutto, con una nuova società, in barba ai tanti debiti che ha accumulato. Purtroppo in Italia le cose vanno così.

Rimane comunque il ricordo di una bella e fruttuosa esperienza lavorativa con la Essegi Transport: 80 settimane trascorse imparando realmente il lavoro del camionista di linea guidando da solo.