Flàshati Matera

Perché ho deciso di creare il mio podcast e diventare un podcaster

“Un format sempre più popolare e un trend che lo vede sempre più protagonista: è l’era del podcast!”

Molti potranno pensare che il podcast sia il “nome modernizzato” che viene dato alla radio; ma il podcast e la radio sono due cose molto diverse. Allora partiamo da una domanda tecnica e importante, prima di proseguire: cosa è un podcast? 

Il podcast è una tecnologia che permette di ascoltare file audio su internet attraverso la distribuzione di aggiornamenti chiamati “feed RSS”, a cui un utente si può iscrivere. 

Il nome podcast deriva dall’unione di due nomi: iPod e Broadcasting. L’unione di questi due termini porta a conoscere il significato della parola podcast, ovvero una trasmissione radio o video, registrata digitalmente, resa disponibile su internet, ma utilizzando un codice (feed RSS) che la renda scaricabile e riproducibile in un secondo momento, anche su un lettore portatile (iPod appunto).

Il podcast si sta piano piano diffondendo sempre più e ogni giorno ne nascono sempre di nuovi.

All’inizio il podcast era di esclusivo appannaggio delle radio, le quali, utilizzando il podcast, permettevano ai propri ascoltatori, che si erano persi la loro trasmissione o programma preferito, di poterla risentire quando volevano e dove volevano semplicemente scaricandola da internet.

Poi sempre più spesso questa tecnologia si è diffusa ed è stata utilizzata da professionisti, imprese, gente comune, per diffondere in rete la propria esperienza, il proprio brand, il proprio hobby. Il podcast è diventato quindi uno strumento per imparare, conoscere, scoprire!

Come sono diventato un podcaster

La schermata principale su Apple Podcasts di Sorridi Scatta Rivivi
Sorridi Scatta Rivivi su Apple Podcasts


Imparare. Conoscere. Scoprire.

I tre motivi che mi hanno permesso, scoprendo questo nuovo strumento, di innamorarmene. E oggi, addirittura, ne faccio parte integrante.

Viaggiando sempre in auto non potevo spendere il tanto tempo dei miei spostamenti ascoltando le solite trasmissioni radiofoniche: belle si, ma non lasciavano nulla di concreto e interessante.
Amante della crescita personale, curioso di nuovi argomenti, ho avuto modo di scoprire il podcast.

Piano piano me ne sono innamorato e alla fine non sono più riuscito a farne a meno. Adesso in auto ascolto SOLO podcast.

Grazie all’ascolto dei podcast ho conosciuto molti bravi podcaster, ho scoperto tanti argomenti nuovi e interessanti per il mio lavoro e per la mia crescita personale, ma non solo.
Sono diventato finanziatore di due podcast e ad Ottobre scorso ho partecipato al Festival del Podcasting che da quattro anni il podcaster Giulio Gaudiano organizza.

Con la mia attività di photo booth infine sono entrato direttamente in questo mondo, creando un mio podcast che parla appunto di photo booth e di argomenti correlati, diventando anche io un podcaster!

Tutto è iniziato quando mi sono accorto che non esisteva in lingua italiana un podcast che trattava l’argomento del photo booth.

Volevo aggiungere alla mia lista di podcast da ascoltare uno che trattava l’argomento della mia nuova attività. Ho cercato in tutti i modi qualcosa attinente al photo booth ma gli unici podcast disponibili erano in inglese.

Attualmente in Italia il photo booth si sta diffondendo e pure il podcast sta aumentando la sua diffusione. Cosi unendo i due fattori mi è venuta un’idea: fare io un podcast in italiano sul photo booth.

Partecipando ad Ottobre scorso alla IV Edizione del Festival del Podcasting, il desiderio è aumentato. In quella occasione ho percepito di persona un mondo in fermento, gente felice di fare podcast e che, grazie ad esso, riceveva soddisfazioni personali oltre che lavorative.

Le fasi preparative prima del lancio ufficiale di

Sorridi Scatta Rivivi

Dopo aver partecipato al Festival del Podcasting ho compreso che era giunto il mio momento.

Il giorno dopo la partecipazione all’evento organizzato da Giulio Gaudiano, ho scaricato sul mio cellulare l’applicazione Spreaker Studio e ho iniziato a scoprirla per poterla poi utilizzare per registrare degli audio. I miei audio!

Per poter iniziare ufficialmente a produrre il mio podcast in modo adeguato, avevo preso l’abitudine che ogni giorno registravo 5-10 minuti di audio in cui raccontavo l’evolversi delle cose che mi stavano succedendo:

  • scegliere il nome del mio podcast;
  • come scegliere gli argomenti giusti per la mia trasmissione;
  • quale microfono acquistare per essere il più appropriato;
  • capire come fare la post-produzione delle mie registrazioni;
  • quale musica utilizzare come sigla iniziale e finale del mio podcast;
  • quali effetti utilizzare all’interno di ogni singola puntata per renderla più orecchiabile:
  • quale registratore portatile acquistare per eventuali interviste;
  • varie ed eventuali.

Volevo essere perfetto per fare una buona impressione nella mia nuova veste di podcaster.

Ma raggiungere la perfezione mi portava a rimandare di giorno in giorno l’inizio ufficiale del podcast.

Poi un giorno ho ascoltato l’intervista nello show di “Passione Podcast” di Andrea Ciraolo a Marco Putelli, un’altro podcaster (We are Makers). Tra le tante cose interessanti che Marco diceva c’è stata una frase che mi ha fatto capire tante cose.

Marco affermava “di iniziare a fare il proprio podcast senza attendere di essere perfetti, ma di prendere un cellulare e iniziare a registrare e poi a pubblicarla online”. Era quello che aveva fatto lui con il suo podcast e che consigliava ad altri aspiranti podcaster.

E così, dopo aver ascoltato quel suggerimento, mi sono deciso definitivamente anche io di iniziare: ho preso un foglio e ho iniziato a scrivere la mia prima puntata del podcast.

Nel frattempo oramai i miei dubbi erano stati risolti:

  • il nome lo avevo deciso: Sorridi Scatta Rivivi;
  • gli argomenti del mio podcast dovevano trattare del photo booth con gli articoli del mio blog, parlare del matrimonio e della sua organizzazione, affrontare l’organizzazione di altri eventi;
  • avevo acquistato su Amazon un microfono Lavalier con pochi euro per registrare la mia voce;
  • il download di Audaticy era stato fatto per utilizzarlo come software di post-produzione (seppur ancora lo devo capire al 100%);
  • su Jamendo, avevo ascoltato tante musiche carine da utilizzare come sigla iniziale e finale del mio podcast per farmi un’idea;
  • avevo ascoltato degli effetti sonori su FreeSound per capire quali potevano andar bene nelle mie puntate;
  • su Amazon avevo anche acquistato un piccolo registratore spendendo poco più di 10 euro.

Non mi sentivo pronto per avviare Spreaker Studio e parlare a braccio creando la prima puntata, così ho messo per iscritto quello che dovevo dire.

Ho preparato lo script qualche giorno prima e giovedì 7 Novembre a Miglionico, verso le ore 17, dopo aver fatto visita ad un mio cliente di zona, mi sono fermato in una zona tranquilla, ho preso il foglio A4, ho avviato la registrazione e ho iniziato a parlare.

Una volta finita la registrazione l’ho riascoltata per sentire se andava bene, gli ho dato un titolo, ho scritto una breve descrizione e l’ho pubblicata.

L’ho pubblicata senza una sigla iniziale, senza una sigla finale, senza suoni all’interno della puntata, senza nessuna post-produzione.

Se avessi voluto che la puntata fosse stata tutta perfetta, ad oggi non avevo ancora pubblicato nemmeno una puntata.

L’importante è aver iniziato, i miglioramenti del podcast e miei da podcaster avverranno successivamente e saranno una conseguenza al numero di puntate che registrerò.

Ora bisogna mantenere la marcia iniziata e continuare ad avere questa mia nuova e buona abitudine.

Sono passate cinque settimane dal 7 Novembre, il giorno della messa in onda della prima puntata, tra qualche giorno è nuovamente giovedì e la sesta puntata è già in cantiere.

Oramai voglio essere costante e mantenere l’andamento di una puntata alla settimana: di più non riuscirei personalmente, di meno sarebbe troppo negativo per il podcast stesso.

Dopo aver messo in onda la mia prima puntata attraverso Spreaker Studio, mi sono subito adoperato per pubblicare il mio podcast su altri canali di ascolto di podcast, primo fra tutti iTunes.

Così ad oggi Sorridi Scatta Rivivi è presente su:

  • Spreaker,
  • Apple Podcasts,
  • SoundCloud,
  • Spotify
  • Google Podcasts
  • Youtube
  • iHeartRadio
  • Castbox
  • Deezer
  • Podcast Addict

Gli ascolti sono molto bassi, su questo bisogna lavorarci intensamente ancora per molto tempo, ma non lo considero un problema. Ho voluto iniziare a fare podcasing per altri motivi.

Il photo booth non è un argomento ancora di grande interesse, io non sono ancora un famoso podcaster e quindi Sorridi Scatta Rivivi ha bisogno di tempo per entrare nella TOP 10 di iTunes.

Per raggiungere traguardi importanti bisogna perseverare nel cammino iniziato cinque settimane fa: questa è la cosa più importante

Mauro Gadaleta.

Vai ad ascoltare le puntate su Spreaker

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Flàshati Matera, Sorridi Scatta Rivivi

#5 Le considerazioni della prima Fiera Wedding

Ciao a tutti e benvenuti a Sorridi Scatta Rivivi, il podcast del divertimento stampato.

Io sono Mauro Gadaleta e questo è il podcast che parla del photobooth, del wedding e della sua organizzazione e degli eventi in generale.

Nella quarta puntata abbiamo parlato dell’importanza del marketing nel settore del matrimonio e di come la partecipazione alle fiere di settore sia importante per qualsiasi azienda che opera in questo campo.

L’anno scorso abbiamo partecipato alla più importante fiera del Wedding della Basilicata, quella che si svolge a Tito nel quartiere fieristico, chiamata “Non Solo Sposa”. Ma come era andata? Ecco cosa scrivevo nell’articolo:

Lettura articolo

Rieccomi qua. 

Quest’anno abbiamo voluto non partecipare alla fiera di Tito per una serie di considerazioni ma abbiamo preferito puntare maggiormente sugli eventi di Wedding nelle sale ricevimento, alle prove pranzo, insomma a eventi più ristretti e maggiormente più specifici.

Perfetto, siamo ai saluti finali. Grazie per aver ascoltato la quinta puntata di Sorridi Scatta Rivivi, prima di chiudere ecco i miei riferimenti social:

su Facebook la mia pagina è Flàshati PhotoBooth Matera,

su Instagram il mio profilo è Flàshati Matera,

su Linkedin la mia pagina è Flàshati PhotoBooth Matera. 

Il sito internet, www.maurogadaleta.it

Per comunicare direttamente con me potete farlo tramite Telegram cercando semplicemente @maurohouse.  

Grazie di nuovo e ci risentiamo alla prossima puntata.

Ciao Ciao

Flàshati Matera, Sorridi Scatta Rivivi

#4 Fare marketing è importante anche nel matrimonio

Ciao a tutti e benvenuti a Sorridi Scatta Rivivi, il podcast del divertimento stampato.

Io sono Mauro Gadaleta e questo è il podcast che parla del photobooth, del wedding e della sua organizzazione e degli eventi in generale.

Oggi è 28 novembre 2019 e ieri abbiamo partecipato a Bari al Summit organizzato dal sito per eccellenza nell’organizzazione dei matrimoni, ovvero matrimonio.com

E’ stata una bella esperienza. Era la prima volta che partecipavo ad un loro seminario e ho avuto modo di comprendere molti aspetti che non sapevo, oltre che alla conferma di tanti altri aspetti del marketing che già conoscevo. Perché ovviamente, anche nel matrimonio, il marketing è fondamentale per farsi scegliere dagli sposi. 

E’ stata una giornata di networking in cui ho avuto modo di conoscere, tra gli altri, i colleghi di Oddshot di Andria, l’azienda di photobooth pugliese molto conosciuta. Non mi nascondo nell’affermare che sono una grande organizzazione, molto ben radicata nel territorio e con strumenti all’avanguardia a cui personalmente ambisco a raggiungere.

Nel seminario di ieri ho avuto modo di rivedere molti amici e colleghi e delle novità positive per Flàshati PhotoBooth Matera ci potranno essere nella prossima stagione lavorativa.

Il 16 e 17 Novembre scorso abbiamo partecipato a Matera presso la sala ricevimenti Villa Schiuma ad un Wedding Day. E’ stato un weekend dedicato alle future coppie di sposi che hanno avuto modo di vedere dal vivo delle aziende del matrimonio, tra cui Flàshati PhotoBooth Matera.

Quest’anno, a differenza dell’anno scorso, ho deciso di non partecipare alla fiera Sposi di Tito, l’evento fieristico per eccellenza della Basilicata per una serie di motivi e di dedicarmi invece a questi weekend che le sale ricevimento organizzano, più piccole nella forma ma più in target con il  settore del matrimonio. Difatti è già in programma la partecipazione di un’altra giornata del genere il 23 dicembre prossimo alla sala ricevimenti Il Sigillo di Marconia.

Come detto all’inizio, anche nel settore del matrimonio, il marketing è fondamentale e partecipare a eventi come le fiere, i Wedding day è importante. In questi eventi metti in risalto la tua azienda di fronte a probabili nuovi clienti, fai vedere i tuoi prodotti e il tuo servizio, devi fare “innamorare” le future coppie del tuo prodotto, devi distinguerti dal tuo competitor per farti scegliere. Oltre al fatto che fai networking con colleghi e addetti ai lavori. 

L’anno scorso ho partecipato alla Fiera Sposi di Tito che si svolgeva nel mese di novembre. Nel mio blog www.maurogadaleta.it il 28 settembre 2018 scrivevo questo articolo:

Lettura articolo

Rieccomi qua. Nella prossima puntata del podcast vi racconterò il resoconto di questa prima fiera sposi a cui abbiamo partecipato.

Sono ai saluti finali, ti ringrazio come sempre per aver ascoltato la quarta puntata di Sorridi Scatta Rivivi. Ti ricordo i miei riferimenti social:

su Facebook la mia pagina è Flàshati PhotoBooth Matera,

su Instagram il mio profilo è Flàshati Matera,

su Linkedin la mia pagina è Flàshati PhotoBooth Matera. 

Per quanto riguarda il sito internet, www.maurogadaleta.it  

Se vi fa piacere darmi un tuo parere su questo mio progetto di podcast, dirmi cosa ne pensi, se ti piace, se devo migliorare alcune cose, sono ben felice di ricevere i tuoi feedback attraverso i canali social che ti ho comunicato.

Grazie mille, ci risentiamo alla prossima puntata.

Ciao Ciao

Flàshati Matera, Sorridi Scatta Rivivi

#3 Il PhotoBooth come strumento di marketing

Ciao a tutti e benvenuti a Sorridi Scatta Rivivi, il podcast del divertimento stampato.

Io sono Mauro Gadaleta e questo è il podcast che parla del photobooth, del wedding e della sua organizzazione e degli eventi in generale.

In questa puntata darò voce al primo articolo che ho scritto nel mio blog www.maurogadaleta.it. L’articolo è stato scritto il 12 novembre 2018, otto giorni dopo la nascita di Flàshati PhotoBooth Matera 

La domanda è: “Perché hai voluto “buttarti” nel progetto del podcast?” La risposta è questa: “Principalmente per due motivi”. Che sono:

  • il primo è per sperimentare questo nuovo affascinante mondo, quello del podcast, e mettermi in gioco
  • Il secondo è per utilizzare anche lo strumento del podcast per Flàshati PhotoBooth Matera, la mia attività di photobooth.

Per quanto riguarda il primo motivo devo ancora farne molta di strada e vi spiego il perché.

Non vi nascondo il fatto che prima di registrare ogni puntata mi preparo lo script, scrivo tutto quello che devo dire, dall’inizio alla fine. E’ successo così per le prime due puntate e sta succedendo anche in questa puntata, la terza. Ovviamente durante la registrazione se mi viene in mente di dire altro, non scritto, lo faccio senza problemi. Sinceramente non mi sento ancora pronto per registrare un’intera puntata andando completamente a braccio, come si suol dire. Ho bisogno per il momento di avere davanti un foglio e sapere cosa devo dire e come lo devo dire. 

Per fare una puntata dall’inizio alla fine senza scrivermi nulla ho bisogno ancora di fare un bel pò di esperienza.

Comunque, a parte questo mio segreto che vi ho svelato, per chi ancora non se n’era reso conto, mettermi in gioco e facendo in prima persona un podcast mi ha fatto capire una cosa: il mondo del podcast è bellissimo e sono felicissimo di aver iniziato a farlo anche io.

Vengo ora a parlare del secondo motivo per cui ho deciso di iniziare a fare podcast, cioè al fatto che volevo utilizzare anche lo strumento del podcast per la mia attività di photobooth.

Come ho detto nella prima puntata, prima di Sorridi Scatta Rivivi, non esisteva un podcast in italiano che parlasse del photobooth. Negli ultimi anni il photobooth si sta però diffondendo e sempre in tanti iniziano a fare questa attività. Come potevo fare io con Flàshati PhotoBooth Matera quindi per distinguermi? Con il podcast, no! Ci sono aziende di photobooth in Italia che hanno un podcast? No. Bè quindi Flàshati PhotoBooth Matera è la prima azienda di photobooth che ha un suo podcast. Facendo podcast aumento anche il mio brand position, per dirla in termini più fighi!

All’inizio, quando stavo pensando di fare podcast, mi è venuto però un dubbio: “avrò gli argomenti per mettere in piedi un podcast”?

Sicuramente l’argomento del photobooth non è così richiesto. In tanti non sanno nemmeno cosa sia il photobooth in Italia. Fare un podcast che trattava esclusivamente del photobooth sarebbe stato in un certo senso limitante, dopo qualche puntata non avrei avuto altro da dire. Così ho voluto che il mio podcast trattasse anche argomenti attinenti al photobooth, ovvero il matrimonio e la sua organizzazione e altri eventi più in generale e alla loro organizzazione.

Come affronterò gli argomenti del matrimonio e degli eventi in generale e cosa poi c’entrano con il photobooth? Bè, intervistando e coinvolgendo i protagonisti del matrimonio e degli altri eventi, dando voce agli sposi, ai vari fornitori che entrano in gioco nella festa di un matrimonio e a tutti gli addetti che si occupano nell’organizzazione di un evento, potrò sempre mettere in primo piano il photobooth. Ecco il collegamento.

Quando si parla del photobooth, in molti pensano che sia esclusivamente per l’utilizzo nei matrimoni, ma invece il photobooth potrebbe essere utile anche in altri campi.

Per esempio come forma di marketing nelle attività, un marketing innovativo e diverso dalle solite pubblicità che vengono fatte oggi.

Uno dei miei primi articoli scritti nel mio blog www.maurogadaleta.it, ho parlato di come il photobooth può essere utile per le aziende. L’articolo l’ho chiamato Flàshati per le aziende, ve lo linko nelle note di questo episodio. Nell’articolo scrivevo questo:

Lettura articolo

Perfetto ragazzi vi ringrazio per aver ascoltato la terza puntata di Sorridi Scatta Rivivi, prima di salutarvi volevo lasciarvi i miei riferimenti:

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su Instagram il mio profilo è Flàshati Matera,

su Linkedin la mia pagina è Flàshati PhotoBooth Matera. 

Per quanto riguarda il sito internet, è www.maurogadaleta.it  

Se vi fa piacere darmi un vostro parere su questo mio progetto di podcast, dirmi cosa ne pensate, se vi piace, se devo migliorare alcune cose, sono ben felice di ricevere i vostri feedback attraverso i canali social che vi ho comunicato.

Grazie mille, ci risentiamo alla prossima puntata.

Ciao Ciao

Flàshati Matera, Sorridi Scatta Rivivi

#2 Come è nato Flàshati PhotoBooth Matera

Ciao a tutti e benvenuti a Sorridi Scatta Rivivi, il podcast del divertimento stampato.

Io sono Mauro Gadaleta e questo è il podcast che tratta l’argomento del photobooth, del wedding e della sua organizzazione e degli eventi in generale.

Giovedì scorso, di pomeriggio, ho registrato la mia prima puntata del podcast e l’ho messa subito in onda senza riascoltarla, senza nessuna post produzione. Dovevo iniziare, come ho specificato nella puntata. Non potevo più aspettare altro tempo per iniziare: i miglioramenti del podcast in generale e del sottoscritto in particolare, verranno da se. 

Oggi è di nuovo giovedì, sono di nuovo in auto e sono pronto a registrare la mia seconda puntata. 

Inizialmente avevo pensato di programmare una puntata del podcast ogni due settimane, quindi oggi sono in anticipo con i tempi. Ma mi sentivo già pronto per parlare nuovamente e affrontare un nuovo argomento.

Questo podcast si focalizzerà sull’argomento del PhotoBooth, essendo io titolare di un’attività di PhotoBooth. Ma tratterà anche argomenti sul matrimonio con interviste ai protagonisti diretti e indiretti e spazierà sugli eventi in generale, privati o  pubblici.

Ho voluto iniziare questo progetto del podcast per mettermi in gioco io personalmente e sperimentare questa nuova forma di comunicazione in continuo fermento. 

Attraverso il podcast volevo dare voce agli articoli che scrivo sul mio blog, infatti in questa puntata del podcast leggerò un articolo che ho scritto sul blog, precisamente a maggio del 2019. In questo articolo ho voluto raccontare la storia di come è nato Flàshati PhotoBooth Matera. 

Buon ascolto

Lettura articolo

Rieccoci, ecco quindi come è iniziato il tutto. 

Anche per oggi la chiudiamo qua, vi lascio i miei riferimenti per ricevere pareri, opinioni, giudizi e considerazioni in merito a questo podcast o altro in particolare. Eccoli: 

su Facebook la mia pagina, Flàshati PhotoBooth Matera,

su Instagram il profilo è Flàshati Matera,

ho anche una pagina Linkedin, sempre Flàshati PhotoBooth Matera. 

Infine per quanto riguarda il sito internet, è il mio personale, ovvero www.maurogadaleta.it  

Inoltre vorrei creare un gruppo su Telegram, per realizzare una condivisione di idee, di esperienze, di aneddoti di tutti coloro che sono coinvolti nel mondo del PhotoBooth, del wedding e degli eventi in generale.

La mia è un’idea, al momento non ce nulla ma vi aggiornerò quando ci saranno delle novità. 

Vi ringrazio di cuore e ci risentiamo alla prossima puntata.

Ciao Ciao

Flàshati Matera, Sorridi Scatta Rivivi

#1 L'inizio di questa avventura

Ciao a tutti e benvenuti in questo nuovo podcast.

Io sono Mauro Gadaleta e questa è la prima puntata, la puntata 0 del mio podcast “Sorridi, Scatta, Rivivi”, il podcast che tratterà principalmente il mondo del photobooth ma che spazierà anche nel mondo del Wedding, della sua organizzazione e degli eventi in generale.

Allora amici, sono un pò emozionato perché questo è il mio debutto nel mondo del podcasting, il mio inizio da podcaster. Non è certo la prima volta che parlo davanti ad un microfono, per via dei miei trascorsi da animatore turistico da giovane, ma questa del podcast è una situazione completamente differente e nuova.

Dopo aver ascoltato tantissimi podcast di ogni genere, aver iniziato a scoprire questo mondo ed essermene appassionato, ho deciso che era giunto anche il mio momento per una serie di situazioni.

Io sono un ragazzo di 40 anni e faccio il venditore da 10 anni. Da due anni ho intrapreso anche un’attività di photobooth, diventando un affiliato di un’azienda siciliana di photobooth.

Mi ritengo una persona “vogliosa” di fare sempre qualcosa di nuovo, di trovare l’idea giusta, quella che potrebbe dare una svolta alla mia vita. 

Per questo motivo, dopo aver scoperto cosa fosse il photobooth leggendo l’argomento su un giornale di business, mi sono adoperato per conoscerlo più approfonditamente e per capire come potevo, e se potevo, iniziare ad avviarlo nella mia zona di residenza.

Faccio il rappresentante da quasi 10 anni e percorro tanti km in una giornata con la mia auto. All’inizio il mio compagno di viaggio era la radio, qualche volta ascoltavo dei cd. Poi, non mi ricordo in che occasione, ho iniziato ad ascoltare un podcast attraverso un’applicazione sul mio cellulare.

Piano piano mi sono iniziati a piacere e la radio della macchina l’ho accantonata. Il podcast mi permetteva di imparare tanti argomenti, conoscere tante persone, scoprire tante cose che prima non conoscevo. Un pò alla volta mi iscrivevo ai podcast che mi interessavano e non vedevo l’ora di sentirli durante i miei tragitti in auto. I miei tragitti in auto diventavano momenti di apprendimento e di studio in un certo senso.

Intanto la mia attività “secondaria” del photobooth iniziava nel miglior modo possibile: ricevevo tante soddisfazioni negli eventi in cui venivo chiamato e scoprivo di aver fatto un grande investimento personale, oltre che economico, nel diventare il titolare della mia attività di PhotoBooth.

Diventato oramai un appassionato di podcast mi sono messo alla ricerca di un podcast in italiano che affrontasse l’argomento del photobooth per imparare e scoprire meglio il mio settore. Purtroppo però mi sono reso conto che non esisteva un podcast in italiano che trattasse l’argomento del photobooth. Esistevano solo podcast in lingua inglese: qualcuno ancora attivo, molti con puntate vecchie. 

Non essendo molto pratico dell’inglese mi sono posto una domanda: ma perché non farlo io un podcast sul photobooth?

Detto fatto.

Dopo essere stato invitato da Giulio Gaudiano, il principe in Italia dei podcast, e aver partecipato al Festival del Podcasting 2019 che si è tenuto il 12 ottobre a Milano, ho capito una volta per tutte che DOVEVO fare anche io il mio podcast.

Già il giorno dopo del Festival, ero alla ricerca del nome da dare al mio progetto di podcast, a conoscere i vari software per registrare, montare e mettere in onda una puntata. Ogni giorno mi sono esercitavo a parlare: ho creato una specie di diario di avvicinamento alla messa in onda della prima puntata, di questa puntata 0.

Scelto il nome da dare al mio podcast, ho fatto creare ad una mia amica grafica la locandina. Ho acquistato l’abbonamento su Spreaker e ho scelto la musica di apertura e chiusura. Infine ho voluto abbellire il podcast attraverso dei suoni. Non è detto che il tutto dovrà essere definitivo per l’intera vita di questo podcast ma intanto volevo iniziare dando un impronta carina al mio audio.

Infine ho provato e riprovato questa puntata 0 da solo in auto. Riascoltavo la registrazione fino a quando mi sono sentito pronto a metterla in onda e partite definitivamente.

Non potevo più aspettare, se avessi aspettato che fosse stato tutto perfetto non sarei mai partito. Come ho sentito dire dal psicologo podcaster Luca Mazzucchelli  in una puntata di un podcast: “non aspettare la perfezione per iniziare, ma inizia per ambire alla perfezione”, sono qui a registrare la puntata 0 con tutte gli errori che farò ma pronto a imparare e a perfezionare puntata dopo puntata questo mio progetto.

Per il momento va bene cosi e termino qui la puntata 0. Spero di ricevere i vostri pareri, le vostre opinioni su questo mio podcast. Sarei veramente orgoglioso di conoscere cosa ne pensate di questo mio progetto.

I miei riferimenti sono: 

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su Instagram il profilo è Flàshati Matera,

il sito internet è il mio personale, ovvero www.maurogadaleta.it  

Vi ringrazio di cuore e ci risentiamo alla seconda puntata, la puntata 1 di Sorridi Scatta Rivivi.

Ciao Ciao

Ascoltalo il primo episodio su Spreaker

Flàshati Matera

L’inizio spaventa, ma poi è tutto più bello

Ogni viaggio inizia con un primo passo da fare. E passo dopo passo si esce dalla propria zona di confort e si diventa migliori.

Ad oggi sono 107.

Cosa sono 107 e di cosa stiamo parlando? 107 sono gli eventi svolti da Flàshati PhotoBooth Matera fino ad oggi. Per qualcuno possono sembrare tanti eventi in due anni di attività, per altri possono essere pochi. Per noi sono quelli che ci siamo meritati di fare.

Possiamo e dobbiamo fare di più anno dopo anno, questo è il nostro obiettivo ovviamente. Vogliamo fare sempre di più rispetto all’anno precedente ma non solo dal punto di vista numerico, ma soprattutto migliorarci dal punto di vista qualitativo del nostro servizio.

E’ inutile svendere il servizio per voler fare tanti impegni lavorativi! Infatti se ci livelleremmo alla concorrenza e abbassassimo i prezzi faremmo ogni giorno un evento sicuramente (non è presunzione!), ma non è a quello a cui vogliamo puntare.

Fatta questa premessa (accennata anche in altri articoli precedenti al suddetto), affrontiamo l’argomento di oggi.

Ho già raccontato la mia storia con Flàshati PhotoBooth Matera: ho scritto, in questo blog, quell’articolo specifico dopo 18 mesi dall’inizio della mia avventura iniziata il 4 novembre 2017. Anche questa storia che vi racconterò oggi, è successa ben 21 mesi fa: febbraio 2018.

Partiamo da una domanda che ti voglio fare:

se non provi a fare una cosa non puoi di certo parlarne ad altre persone e non puoi sapere se quella cosa che hai fatto è una cosa buona e giusta, VERO?

Ma è anche VERO che iniziare a fare una cosa nuova, iniziare a sperimentare una novità a molti può spaventare: significa uscire dalla cosiddetta propria zona di confort. Significa uscire dal “cortile di casa”, dove si conoscono tutti gli spazi, tutte le abitudini, si conosce in pratica tutto, e andare in un “cortile sconosciuto” dove non si sa nulla. E a molti questa situazione non piace.

Non so se a te è mai capitato di andare in un cortile che non conosci, a me è successo! E non solo una volta.

Quando ho deciso di intraprendere questa nuova attività del photobooth, abbinandola al mio principale lavoro, avevo paura di iniziare, paura di uscire dalla mia zona di confort e non ottenere nessun beneficio rilevante, o addirittura che creasse dei problemi al mio lavoro di allora.

Ma come ho scritto sopra: se non provi a fare qualcosa non puoi verificare se quella cosa è una cosa buona e giusta. E così mi sono “buttato e sono entrato in un nuovo cortile.

La mia vita lavorativa prima del 4 novembre andava bene: avevo un buon lavoro, un lavoro che mi piaceva fare e che mi permetteva di vivere e far vivere la mia famiglia serenamente. Ma io volevo di più, volevo mettermi in gioco in una mia attività vera e propria, volevo fare l’imprenditore.

Così, ho iniziato l’attività nuova del photobooth. Un’attività che era poco conosciuta dalle persone in generale e ancor meno in Basilicata e quindi un’attività con molte probabilità di fallire.

Ma ho voluto rischiare!

Era tanta la mia voglia di avere un business tutto mio e diverso dai soliti presenti nella zona. Era tanta la mia voglia di avere un’ulteriore attività da abbinare al mio lavoro e poter sperimentare il mio essere imprenditore.

Dalla firma del contratto, e quindi essere ufficialmente il titolare di Flàshati PhotoBooth Matera, a l’essere proprietario materialmente dello strumento che mi permettesse di svolgere questa nuova attività, sono passati tre mesi circa. La firma del contratto è avvenuta il 4 Novembre 2017, a inizio febbraio del 2018 ho toccato con mano il mio totem, lo strumento del divertimento stampato.

Il primo impegno lavorativo mi è stato commissionato direttamente dalla sede centrale di Flàshati PhotoBooth di Adrano in provincia di Catania: era stato richiesto il noleggio del totem da parte dell’azienda Mondo Convenienza per pubblicizzare l’apertura del loro nuovo punto vendita nel centro commerciale di Casamassima (BA). L’utilizzo del photobooth sarebbe avvenuto nelle due giornate del carnevale di Putignano, durante la sfilata dei carri allegorici, la domenica e il martedì.

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Mondo Convenienza avrebbe allestito un proprio gazebo e il photobooth al suo interno avrebbe permesso alle persone, vestite da carnevale ma anche non vestite da carnevale, di potersi fotografare e ricevere la copia cartacea. Nel layout fotografico della stampa veniva pubblicizzato l’apertura del loro nuovo negozio a Casamassima.

Avevo ricevuto il totem a inizio febbraio e la prima delle due giornate di impegno era la domenica, precisamente l’11 Febbraio, la seconda giornata  era prevista il martedì, il 13 Febbraio.

Da Salvo Di Guardia (il titolare di Flàshati PhotoBooth) mi era stato comunicato:

  • l’orario dell’appuntamento per essere a Putignano,
  • il luogo dell’appuntamento a Putignano,
  • la persona che dovevo chiamare al mio arrivo a Putignano.

Su suggerimento di Salvo, qualche giorno prima dell’11 Febbraio, avevo commissionato, da una tipografia di Policoro, la grafica posteriore e anteriore da mettere sul totem photobooth. L’avevo poi, con qualche problemino, data dalla mia inesperienza, affissa al mio nuovissimo “giocattolo” alcuni giorni prima della domenica.

Ero ansioso e emozionato la domenica mattina dell’11 Febbraio: era il mio primo impegno con questa mia nuova attività! Non vedevo l’ora di iniziare, capirne il funzionamento e vedere il suo riscontro sulla gente.

Carico tutto l’occorrente nella mia auto la domenica mattina, ovvero:

  1. il totem,
  2. le quattro staffe metalliche per reggere il totem,
  3. la base per avvitare le staffe,
  4. il flash da posizionare sopra il totem,
  5. le varie prese elettriche.

Parto da Policoro alle ore 9.00 di una fredda domenica d’inverno con il cielo grigio. Entro le ore 11.00 dovevo essere in una piazza di Putignano. Google Maps aveva previsto il tempo di arrivo in un’ora e venti circa da Policoro, quindi alle 9.00 era l’orario giusto per arrivare anche in anticipo, salvo imprevisti.

Alle ore 10.15 arrivo in auto nella piazza che Salvo mi aveva indicato. Google Maps mi indicava un tragitto aggiuntivo che però, visto l’evento che era in corso a Putignano, non potevo percorrere.

Chiamo il referente e gli spiego il problema. Mi dice che mi avrebbe raggiunto dove ero fermo con l’auto e ci saremmo organizzati per il trasporto del mio materiale a piedi.

Arriva un ragazzo, scarichiamo il mio materiale, lo portiamo nella piazza dove era posizionato il loro stand e infine sposto la mia auto in un parcheggio regolare un po’ distante.

Era una giornata nuvolosa e c’era un forte vento che disturbava, di molto, il gazebo di Mondo Convenienza, bello grande ad aria che avevano portato e dove al suo interno ci sarebbe stato il mio photobooth.

Al mio arrivo i ragazzi di Mondo Convenienza stavano sistemando e finire di montare la loro struttura, dopodiché inizierò a sistemare la mia postazione.

Il vento però aumentava di potenza e i problemi si facevano sempre più seri. Smettono di lavorare e aspettiamo tutti che la situazione meteorologica possa cambiare o, eventualmente, trovare un’alternativa di postazione necessaria: l’essere in una piazza molto grande, senza edifici nelle vicinanze, faceva percepire il vento in modo molto consistente e non potevamo continuare a stare li.

Intanto era festa a Putignano: gente mascherata sorridente che si divertiva, bimbi che giocavano a buttarsi i coriandoli, persone già posizionate ai bordi della strada dietro le transenne, in attesa di vedere dal vivo la sfilata dei carri, musica di sottofondo.

Dopo circa un’ora ai ragazzi di Mondo Convenienza viene comunicato che dovevano spostarsi in una diversa zona della festa. Il vento intanto non aveva smesso.

Smontiamo tutto e a piedi raggiungiamo la nuova postazione. Era a circa 200 metri di distanza e ci avevano sistemati in un incrocio dove il vento si percepiva in modo minore.

I ragazzi di Mondo Convenienza montano il gazebo, dopodiché io, per la prima volta, monto il mio PhotoBooth. Lo provo ed è tutto ok!

La situazione era questa:

la gente che si sarebbe voluta far fotografare GRATIS, avrebbe ricevuto la copia cartacea che il mio PhotoBooth avrebbe opportunamente stampato. La foto sarebbe stata poi messa in un cartoncino marchiato Mondo Convenienza e consegnata ai protagonisti dello scatto. Le hostess avrebbero chiesto ai protagonisti dello scatto se potevano condividere, sulla pagina Facebook di Mondo Convenienza, la loro foto digitale per un’ulteriore forma di pubblicità. Questo richiesta avveniva attraverso un’autorizzazione scritta. 

Ogni ora circa io dovevo collegare, tramite hotspot di un cellulare, il mio totem a internet, avvisare Salvo, il quale tramite condivisione in remoto del PhotoBooth avrebbe recuperato gli scatti da condividere.

Il mio lavoro era SOLO quello di fare da supporto ai ragazzi di Mondo Convenienza e alle hostess e ogni ora “guidare” Salvo nel recupero delle foto digitali.

La giornata trascorse in modo molto tranquillo senza intoppi di nessun genere.

Mi divertii a vedere il carnevale di Putignano, mi emozionai a vedere all’opera il mio nuovo strumento di business. La gente attratta dal gazebo di Mondo Convenienza o invitata direttamente dalle hostess, si avvicinava e veniva invitata a fotografarsi davanti il photobooth e riceveva la stampa della stessa.

Adulti, bambini, ragazzi si divertono in pose simpatiche, in foto di gruppo, in foto originali. Molti davano il loro consenso per condividere la loro foto anche sulla pagina Facebook di Mondo Convenienza. Quindi ogni ora con Salvo al telefono indicavo quale foto doveva lui copiare sul sul computer per poi metterla in rete.

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Alle ore 20.00 circa la sfilata terminò, la gente si allontanò dalla festa e quindi i ragazzi di Mondo Convenienza decisero di terminare la giornata lavorativa e che quindi il primo giorno potevano considerarsi concluso.

Anche io ovviamente smontai la mia strumentazione e grazie al furgone di Mondo Convenienza riuscii a raggiungere la mia auto senza dover fare un bel po’ di strada a piedi. Caricai il tutto, salutai i ragazzi e presi la strada di ritorno per Policoro.

Fu una bella giornata, il mio primo impegno lavorativo era andato tutto bene. Durante il tragitto di ritorno da solo mi rividi nella mente la giornata e a quello che avevo iniziato a fare: l’imprenditore vero e proprio!

Il lunedì successivo mi contattò Salvo e purtroppo le previsioni metereologiche dicevano che a Putignano il martedì 13 Febbraio era prevista al 95% pioggia e temporali.

La domenica il vento e la nuvolosità avevano comunque permesso lo svolgimento della sfilata, ma la pioggia prevista il martedì non avrebbe concesso in nessun modo lo svolgimento della sfilata che doveva iniziare alle ore 20.00.

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Questo imprevisto non mi permise di fare la mia seconda giornata nel carnevale di Putignano con il mio photobooth.

Ero uscito dal mio cortile abitudine che avevo avuto fino a quel momento ed ero entrato in un nuovo cortile più grande che comprendeva “spazi” che già avevo ma altri “spazi”, ovvero: abitudini nuove, sentimenti nuovi, esperienze nuove, nuove conoscenze, nuovi modi di fare e di pensare.

Mi piaceva questo mio nuovo cortile!

“La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”                  (Albert Einstein)

Mauro Gadaleta
Flàshati Matera

Sono arrivato nella capitale, sulla radio, in un programma. E’ la prima volta.

La mia intervista a “Live Social”, il programma che ogni giorno va in onda su Radio Roma Capitale.

Agosto era terminato da pochi giorni.

Il caldo non ci aveva lasciato ma, il pensiero di essere giunti a Settembre, faceva immaginare a tutti che l’estate stava finendo.

L’inizio dell’anno scolastico iniziava dopo qualche giorno e le ferie, per la maggior parte delle persone, erano oramai un lontano ricordo.

Per quanto mi riguarda, non avevo ancora assaporato l’ebrezza delle ferie, anzi, dovevo attendere ancora due mesi per potermi concedere qualche giorno di riposo come di solito faccio. Per me i mesi estivi sono quelli di maggior impegno e così, quando la maggior parte delle persone si rilassa al mare, io lavoro ancora di più.

Siamo al 3 Settembre. È un pomeriggio. Sono circa le ore 15.00.

Il mio giro settimanale da agente di commercio mi porta a Gorgoglione in provincia di Matera.

Gorgoglione è un piccolo paesino della Basilicata, al confine tra la provincia di Matera e quella di Potenza. Ha meno di 1000 abitanti, è disposto su una montagna e per arrivarci devi superare una serie di curve, salire una montagna e farti un bel po’ di chilometri se la raggiungi da Policoro.

In questo piccolo paesino lucano c’è un ristorante con cui, con il lavoro di agente di commercio, ci lavoro abbastanza bene. E sinceramente non lo avrei mai immaginato.

Faceva caldo quel pomeriggio e io ero appena arrivato a Gorgoglione. Ero davanti il ristorante e mi accingevo a parcheggiare la mia auto quando mi squilla il telefono. È un numero fisso con prefisso del Lazio.

Da specificare che ho un’applicazione sul cellulare che mi avvisa quando si tratta di telefonate pubblicitarie. In quei casi non rispondo perché non ho voglia di parlare al telefono anche con loro: ricevo già tante chiamate lavorative durante la giornata, non posso stare anche a sentire loro che mi devono vendere qualcosa di cui non ne ho bisogno.

L’applicazione non mi avvisa che la telefonata dal Lazio è indesiderata cosi, spengo la macchina e rispondo.

È una donna, lavora nella redazione di una radio di Roma. Si presenta e mi chiede se sono Mauro Gadaleta di Flàshati PhotoBooth Matera.

Rispondo di sì e mi chiede se poteva parlare.

Rispondo nuovamente di si perché non ero impegnato con dei clienti e volevo sapere il perché mi stavano chiamando.

La signora si chiama Fabiana e inizia a parlare della radio per cui lavora che è “Radio Roma Capitale”, nel loro palinsesto radiofonico hanno un programma che si chiama Live Social che va in onda ogni giorno intorno alla mezzanotte. Live Social si basa su interviste fatte ad esperti di ogni settore. Vengono intervistati professionisti, imprenditori, i quali raccontano la loro esperienza e le loro passioni. Le persone intervistate possono essere di ogni parte d’Italia.

Tramite la mia pagina Facebook hanno scoperto Flàshati PhotoBooth Matera e vorrebbero intervistarmi per farmi raccontare la mia attività.

In un primo momento mi sembrava di aver capito male: “una radio della capitale chiama me e vuole che gli parli di un’attività della Basilicata”?.

Incuriosito continuo a sentirla e a farle delle domande per avere la certezza di non essere vittima di uno scherzo telefonico. Sembra tutto vero invece e ovviamente, quando mi chiede se ero interessato alla sua proposta, accetto immediatamente. Si tratta della mia prima intervista che ricevo inerente la mia attività di PhotoBooth dopo un’anno dall’inizio, non potevo non accettare.

Dopo la mia conferma, Fabiana inizia a spiegarmi più nel dettaglio di cosa tratterà l’intervista che mi verra fatta telefonicamente: devo decidere io il giorno e l’orario più opportuno per farla. Potrei anche il giorno dopo ma preferisco avere qualche giorno per “entrare nella parte” dell’intervistato! Decido quindi che può andar bene la settimana successiva, per il 10 Settembre nel pomeriggio, intorno alle ore 15.00. Fabiana prende nota e mi mi conferma il 10 Settembre alle 15.00.

Prima di salutarmi mi informa che l’intervista ovviamente verra registrata e messa in onda in radio dopo qualche settimana e sarò informato per poterla sentire direttamente il giorno prestabilito. Inoltre, a seguito di una piccola spesa da affrontare, posso ricevere anche il formato video dell’intervista per utilizzarla nei miei canali social: accetto ovviamente! Dovrò, per questo motivo, inviare alla redazione delle immagini, inerenti la mia attività, che verranno utilizzate nel video.

Ci salutiamo.

Sono felicissimo, non mi sembra ancora vero. Informo Martina di quanto mi è appena successo.

Intanto devo continuare la mia giornata da agente di commercio: dopo aver visitato il ristorante di Gorgoglione, devo recarmi a Stigliano, che si trova a 20 km, per visitare altri clienti. Dopodiché tornerò a Policoro e terminerò la mia giornata lavorativa.

In serata visitato il sito di Radio Roma Capitale per capire meglio da chi sono stato contattato, guardo la pagina Facebook di Live Social e mi accorgo che non è stato uno scherzo!

Il giorno dopo inizio a guardare nel mio archivio le foto che potrebbero essere utilizzate nel video. La scelta è molto ampia ma alla fine mi decido e invio il tutto all’indirizzo email che mi era stata dato da Fabiana.

Arriva il 10 Settembre.

Sono a Marconia per la visita a due miei clienti che il martedì mattina visito abitualmente: sono le ore 10.00.

Ricevo la chiamata da parte di una ragazza che lavora nella radio, mi ricorda dell’appuntamento per l’intervista e mi avvisa che sarò chiamato qualche minuto prima delle ore 15.00 per parlare con il conduttore della trasmissione e conoscerci meglio. Dopodiché avverrà l’intervista e la sua registrazione.

Qualche giorno prima il 10 Settembre, mi era venuto in mente di scrivere su un foglio bianco quello che dovevo dire, o meglio scrivere i punti più importanti per evitare di dimenticarli e anche per prepararmi al meglio all’intervista. Ma poi non l’ho più fatto: “Ma dai, non sono così imbranato! Riuscirò a destreggiarmi al meglio tra le domande che riceverò e farò una grande intervista”.

Continuo nel mio giro abituale del martedì da venditore.

È pomeriggio, sono dalle parti di Pomarico, sono circa le ore 15.00.

Dovevo raggiungere Matera quel giorno per parlare con un cliente che mi aveva chiamato interessato a lavorare con l’azienda che rappresento come venditore.

Sono le 15.08 il telefono squilla, chiamano da Roma. Voglio fermarmi per non incorrere in multe e anche per evitare che possa avere problemi con la linea telefonica se continuo a viaggiare in auto.

Sono sulla strada che collega Ferrandina Scalo a Matera, prendo un’uscita e mi fermo su un cavalcavia in una zona tranquilla. Rispondo alla telefonata.

Dall’altra parte della cornetta c’è un simpatico ragazzo, molto cordiale e affabile. Parliamo 5 minuti, mi fa delle domande per capire meglio quello che faccio poi mi spiega come andrà l’intervista e il post-intervista.

Benissimo, tutto molto semplice, sono tranquillo e a mio agio, un pò emozionato ma è anche giusto che lo sia. Voglio parlare bene di Flàshati PhotoBooth Matera per farla conoscere a tutti gli ascoltatori di Live Social.

Rimango in attesa qualche secondo, parte la sigla e inizia l’intervista.

Dopo quasi 20 minuti (tempo che è letteralmente volato e io non me ne sono assolutamente reso conto!) l’intervista finisce, la registrazione anche. Saluto il conduttore e si chiude la chiamata.

È andato tutto bene, non mi sono impappinato, credo di aver detto tutto quello che c’era da dire sulla mia attività, penso di aver fatto un buon lavoro.

Dopo alcune settimana vengo avvisato tramite un’email della messa in onda a mezzanotte di un sabato sera (come è solito nel programma) della mia intervista. Purtroppo non ho modo di ascoltarla ma non vedo l’ora di poterla vedere in video.

Passano altre settimane e vengo avvisato un giovedì mattina che la mia video-intervista è sulla pagina Facebook di Live Social.

La guardo incuriosito. Devo dire che è uscita una bella cosa, anche a Martina piace e mi conferma che mi sono destreggiato bene nello rispondere e farmi conoscere.

Condivido l’intervista sui miei canali social e sono qui a raccontare con questo articolo come sono arrivato alla mia prima intervista direttamente nella capitale.

La prima è andata, ora aspettiamo le successive.

 

Mauro Gadaleta
Flàshati Matera

Respiriamo profondamente e spegniamo le candeline

Nell’articolo del 28 Ottobre 2018 scorso affrontavo l’argomento del primo compleanno di Flàshati PhotoBooth Matera; raccontavo come era avvenuto il “contatto” con l’azienda siciliana, come avevo iniziato questa mia nuova avventura e riassumevo tutto l’anno che era trascorso fino al grande giorno del 4 novembre 2018. Che è, per quanto mi riguarda, una data molto importante dato che è il compleanno anche di mia moglie Martina.

Nel momento in cui scrivo questo articolo, che vuole festeggiare e raccontare il secondo compleanno, mancano dieci giorni al 4 Novembre 2019 ma, per un grande traguardo bisogna pensare e scrivere un grande articolo e quindi mi sono messo subito all’opera.

Nell’articolo del 28 Ottobre 2018 scrivevo che:

Credevo che il PhotoBooth potesse piacere alla gente già dall’inizio; ero fiducioso che questa attività che andavo ad iniziare potesse conciliarsi perfettamente con il mio lavoro principale senza togliermi tempo, risorse o energie. Ero positivo.

Bé, a distanza di un altro anno trascorso, sono ancora positivo, fiducioso e pieno di entusiasmo per la strada intrapresa con il photobooth.

Anche in occasione di questo articolo voglio condividere con te i “numeri” della seconda stagione di Flàshati PhotoBooth Matera:

  • 60 impegni fatti (+39% dal 2018);
  • oltre 4500 scatti effettuati (+2% dal 2018)
  • oltre 12000 foto stampate (+20% dal 2018)
  • utile iniziato.

Questi numeri li approfondiamo nel dettaglio, tenendo conto delle stesse caratteristiche che avevo tenuto conto l’anno scorso.

  • Tipo di Eventi fatti

31 Matrimoni, 11 Compleanni, 2 Comunioni, 2 Battesimi, 4 Fiere, 1 Anniversario di nozze, 2 Inaugurazioni, 8 Eventi pubblici.

  • Città toccate

Matera, Tito, Turi, Bernalda, Bari, Marconia, Craco, Montescaglioso, Metaponto, San Basilio, Pane e Vino, Villapiana, Ginosa Marina, Ginosa, Sant’Arcangelo, Carovigno, Tricase, Cerignola, Torre Santa Susanna, Lecce, Mesagne, Monopoli, Bisceglie, Grassano, Palombaio, Gravina in Puglia, Buccino, Latronico, Novoli, Novasiri Marina, Policoro.

  • Tipo di formato utilizzato

Cartolina verticale 14 volte, Cartolina orizzontale 44 volte, Fotostrip orizzontale 2 volte, Fotostrip verticale 3 volte.

  • Portafoto utilizzato

23 volte Si, 37 volte No.

  • Presa dell’evento

1 da Villaggio di Babbo Natale, 1 da Jump Training di Altamura, 7 da SalvySpettacoli, 1 da Flàshati PhotoBooth, 6 da Flàshati PhotoBooth Salento, 13 da Matrimonio.com, 6 da passaparola, 1 da Nonnandò, 2 dalla Prova pranzo, 11 da amicizia, 5 da Facebook, 1 da Marr Calabria, 5 da telefonata.

  • Pubblicazione foto su Facebook

16 volte No, 44 volte Si.

  • Singola o doppia copia

43 volte doppia copia, 17 volte singola copia.

  • Custodia doppia copia

11 volte Scatola in legno, 32 volte Album.

  • Mese dell’ evento

1 Novembre, 3 Dicembre 2 Febbraio, 2 Marzo, 3 Aprile, 6 Maggio, 12 Giugno, 6 Luglio, 14 Agosto, 8 Settembre, 2 Ottobre.

  • Giorno della settimana dell’evento

14 volte di Domenica, 6 volte di Lunedì, 1 volta di Martedì, 7 volte di Mercoledì, 6 volte di Giovedì, 6 volte di Venerdì, 17 volte di Sabato.

  • Proprietà dell’evento

3 di Luigi Pizzuto, 57 miei.


Come l’anno scorso, anche nell’anno 2019, ho “concesso” il mio servizio gratis in particolari situazioni e in altre ancora, ho dovuto pagare io stesso per essere presente.

Le occasioni in cui ho pagato, ovviamente, sono state le fiere di settore. Anche se quest’anno era il secondo anno e quindi mi ero già fatto conoscere un po’ di più sul mercato, ho ritenuto comunque opportuno partecipare a eventi di wedding. Sono del parere che non bisogna mai mollare nel marketing ed investire sempre in pubblicità.

Quest’anno non parteciperò alla fiera di Tito, fatta l’anno scorso e raccontata in un determinato articolo. Questo per due mie considerazioni.

La prima considerazione: l’importo importante, non solo economico, da sostenere per esserci

L’anno scorso era il primo anno, volevo a tutti i costi partecipare ad una fiera importante del settore del matrimonio, anche per una mia esperienza personale e per capire come funzionava il mondo delle fiere.

Non volevo, e non mi sembrava opportuno, ambire già come primo anno, alle fiere più importanti del settore qui al sud Italia, quelle di Bari o di Lecce o di Taranto. Non ero in grado di confrontarmi con quelle realtà del photobooth più esperte di me e da più anni sul mercato.

Avevo optato quindi per la fiera del wedding più importante e più ambita della Basilicata. Quella di Tito era, e lo è tuttora, considerata la migliore.

Per cinque giorni di fiera (dal giovedì al lunedì) ho dovuto pagare 800 euro per lo stand. Importo giusto, meno rispetto alle fiere in Puglia. Ho dovuto affrontare, per la partecipazione alla fiera, anche la spesa di 300 euro per l’allestimento dello stand; io personalmente non avevo né il tempo materiale né la voglia e l’esperienza di affrontare lavori di pitturazione, di falegnameria o elettrici.

Investimento economico che non mi ha portato a nessun risultato nell’immediato, in quanto da quella fiera non sono riuscito a prendere nemmeno un evento. Il mio obiettivo, in cuor mio, era che partecipandovi riuscivo a ottenere subito qualcosa, ma era troppo bello per essere vero. Il problema però è stato un altro: la necessità di raggiungere Tito per cinque giorni consecutivi.

La distanza che separa Tito da Policoro non è poca e io, dopo il mio “giro” in auto della mattina come rappresentante, mi sobbarcavo il pomeriggio altri km per essere a Tito. La sera tornavo a casa intorno alle ore 22 dopo tanta strada percorsa, veramente stanco.

La seconda considerazione: provare nuovi palcoscenici

Quest’anno voglio dedicarmi e sperimentare altre forme di pubblicità, non che non le abbia già fatte il primo anno, ma le voglio approfondirle meglio. Parlo delle prove pranzo organizzate dalle stesse sale ricevimento, dei wedding day che le location fanno. Insomma concentrarmi più su questi eventi di nicchia, anziché partecipare ad una fiera sposi vera e propria dove, dopotutto, risulti essere “uno dei tanti” nella massa.

Come già scritto, anche quest’anno ho offerto il mio servizio in alcune situazioni senza percepire nessun compenso economico. Il concedersi gratuitamente secondo il mio punto di vista lo trovo parte imprescindibile del commercio, quindi tutto regolare. Lo sarà ovviamente anche nei prossimi anni.


Dal punto di vista della parte social, la pagina Facebook continua a crescere e cerco di gestirla non solo inserendo le foto degli eventi ma anche arricchendola di informazioni utili inerenti il photobooth che possono interessare le persone che mi seguono.

Ho proseguito l’inserimento, sul sito slideshare.net, dei miei layout fotografici che stanno via via aumentando: li metto sempre in gruppi da 20 e creo delle slide che vado a inserire su questo sito (dal 41 al 60, dal 61 al 80, dal 81 al 100).

Sto spingendo molto sul profilo di Instagram aziendale. Instagram è il social del momento e così curo particolarmente il profilo e ogni giorno inserisco 3 post per informare i miei follower. Faccio spesso le stories, ovvero raccontando il dietro le quinte del mio servizio, e ovviamente Instagram è utile anche come canale di promozione.


Mi posso ritenere soddisfatto della scelta fatta anche per il secondo anno!

Affronto adesso il terzo anno con delle novità in serbo, delle idee in testa che voglio sperimentare e che voglio utilizzare per distinguermi dalla massa.

Come scrivevo l’anno scorso, ripropongo nuovamente anche adesso il mio slogan:

“Flàshati PhotoBooth Matera: il divertimento te lo stampiamo”

 

Mauro Gadaleta
Flàshati Matera

Lo sapevi che una cosa fatta bene può essere fatta meglio?

Ecco una novità 2020 per un photobooth sempre migliore.

Scopri di cosa si tratta!

All’inizio di ogni storia commerciale è sempre tutto molto bello: i progetti, le aspirazioni sono al massimo dell’entusiasmo. Gli occhi di chi inizia un nuovo progetto non vedono altro che il meglio.

Poi una volta che sei sul campo di battaglia e inizi a capire come funziona, a combattere ogni giorno, inizi a vedere i problemi che prima non immaginavi che ci potessero essere e di cui nessuno te ne aveva mai parlato. Piccoli o grandi difficoltà si incontrano ripetutamente sulla propria strada e tu devi essere bravo, con le spalle larghe e la testa dura, a superarli per andare avanti e proseguire sulla strada intrapresa.

Sei stato il primo a intraprendere questo business nella tua zona, uno dei primi a portare questa novità: pensi che ci vorrà molto tempo per la scoperta di nuove realtà simili alla tua. Ma quando le cose vanno bene, le nascita di nuovi competitor si susseguono ad un ritmo incensante. La concorrenza aumenta e trovare nuovi clienti diventa sempre più complicato, allora uno dei modi più semplici e veloci per differenziarsi è abbassare i prezzi.

Abbassare i prezzi non ti porta da nessuna parte: aumenterai magari le persone che ti contatteranno e che acquisteranno il tuo servizio ma il tuo margine di guadagno sarà basso. I soldi netti guadagnati tolte tutte le spese che ti metterai in tasca per ogni servizio svolto saranno sempre meno. Poi di conseguenza inizierai a svolgere un servizio non di qualità e venderai il tuo prodotto senza valorizzarlo e questo ti porterà a svalutare la tua professionalità. Ma anche l’intero mercato!

E allora sorgono spontanee tre domande:

  • perché abbassare il prezzo e guadagnare meno?
  • perché abbassare il prezzo e vendere una scarsa qualità del tuo prodotto?
  • perché abbassare il prezzo e compromettere la tua professionalità?

Noi di Flàshati PhotoBooth Matera queste domande non ce le poniamo nemmeno e sinceramente nemmeno ci interessano. E lo sai il perché? Perché Flàshati PhotoBooth Matera per la prossima stagione non li abbasserà i prezzi ma gli aumenterà.

“Eh ma sei un pazzo, c’è la crisi, ci si sposa sempre meno, il photobooth non è un servizio che tutti vogliono”. “Non è una buona idea aumentare i prezzi”.

“Il photobooth non è conosciuto, i commercianti preferiscono fare i volantini e non utilizzare il tuo servizio, nessuno lo capisce e tu che fai? Aumenti pure i prezzi? Sei un incosciente!”.

Affermazioni possibiliste ma che il sottoscritto non condivide.

Siamo convinti della nostra scelta di andare controcorrente: ora bisogna però giustificare la decisione presa.

Un famoso Sir Winston Churchill diceva che “Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare”.

In parole povere, se rimaniamo sulla stessa strada intrapresa otterremo sempre gli stessi risultati e rimarremo degli anonimi photobooth come tutti gli altri presenti sul mercato.

Noi vogliamo offrire un servizio di photobooth di qualità con dettagli e ricercatezza. Noi vogliamo “regalare” ricordi che rimangono impressi nella mente delle persone per l’originalità.

Per ottenere questo l’unica strada e differenziarsi dagli altri, migliorando il proprio servizio inserendo dei dettagli. E il primo dettaglio è il backdrop. Così la nostra novità è inserire i fondali nel nostro servizio.

In foto ecco il nostro primo fondale:

Per i primi due anni di attività non avevamo mai né realizzato né utilizzato un fondale in nessuna occasione. In due anni di attività, con oltre 100 lavori fatti, nella location della festa dove eravamo presenti, cercavamo al momento del montaggio la postazione migliore, una parete o un “fondale naturale” che potesse andare bene per fare le foto.

Cercavamo sempre di utilizzare un muro particolare come colore o forma, oppure optavamo per una parete neutra della sala. Evitavamo sempre di posizionarci in un modo che permetteva alla gente di passare dietro le spalle dei soggetti che si stavano facendo la foto in quel momento.

Poi abbiamo scoperto i backdrop, i fondali, e ci siamo resi conto del “salto in più che si poteva fare” con questo strumento. Lo abbiamo visto usare spesso da un nostro “concorrente” pugliese di grande esperienza e ci siamo resi conto di quanto possa cambiare in meglio il servizio del photobooth.

Abbiamo all’inizio cercato aziende che potessero realizzare un fondale elegante, basilare e facile da trasportare. Trovandolo abbiamo realizzato il nostro fondale standard, che potremmo utilizzare in occasioni particolari.

Eccolo:

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Naturalmente questo fondale, con il nostro logo, non è ideale in occasioni come i matrimoni e allora ci siamo messi alla ricerca di fondali adatti a questo tipo di contesto.

All’inizio le opzioni erano due:

  1. potevamo farli fare direttamente da qualche sarta, ma avrebbe richiesto la scelta del materiale del telo e questo al massimo sarebbe stato o a tinta unita o con fantasie non troppo particolari;
  2. potevamo realizzare la grafica del telo e poi commissionare l’azienda che ci aveva realizzato il primo fondale per produrlo, ma personalmente non avevamo né gli strumenti tecnici necessari né il tempo per la progettazione del telo.

Poi finalmente su Instagram abbiamo scoperto dei profili di aziende cinesi che realizzano fondali spettacolari nella grafica, particolari nei dettagli e fatti bene. Così abbiamo potuto ottenere il fondale bianco con i fiori  mostrato nella foto a inizio articolo.

Daremo la possibilità a chi sceglierà il nostro servizio di poter optare per diversi fondali con differenti fantasie e potremo anche far realizzare fondali personalizzati da utilizzare nella propria festa.

Al momento in cui sto scrivendo abbiamo commissionato anche il secondo fondale che è questo:

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A differenza dei muri delle sale o di alberi di qualche giardino, avere un fondale specifico può offrire a tutti gli invitati di una festa delle foto più professionali, più belle e più originali.

Dovevamo giustificare l’aumento del prezzo? Bé credo che di averlo fatto!

 

 

Mauro Gadaleta