Ciao ragazzi, è il momento di fare il video, quasi finita la settimana, io ancora non ho fatto un video. Allora, come state? Tutto bene?
Vi faccio il video con la doppia ripresa, sia frontale sia per farvi vedere la strada. Sono sulla A14, al chilometro 614, sto salendo per il secondo viaggio di andata. Già so il ritorno, che poi magari domani vi racconterò.
Allora, è mercoledì, sono le 18.45 e io come detto sto risalendo, sono all’altezza di quasi Canosa e mi sto recando a Lanciano. Non mi ricordo, quella R inizio comunque. Vicino Cesena, per lasciare due bancali e poi sono diretto in provincia di Padova per la consegna di legumi tramite un’azienda di Gravina. Da là poi, ve lo dico già, devo recarmi a Verona per caricare e scendere con consegna a Bari.
Allora, è mercoledì, io non ho avuto modo di farvi il video prima perché o me ne sono dimenticato, non ho mai trovato il momento esatto, giusto per fare questo video della mia vita da camionista.
C’è una novità, ho deciso di utilizzare Twitch, non so se la conoscete, è un social, un’applicazione che ti permette di fare delle dirette streaming, delle dirette, lasciamo i paroloni, delle dirette e ho già fatto il primo video e voglio continuare a utilizzarlo. Devo trovare gli aggeggi giusti, gli strumenti giusti per riprendere delle situazioni della mia vita.
A parte questi video che faccio durante un video di qualche minuto, massimo 10 minuti, più o meno durano questi video di YouTube, voglio utilizzare questo canale di Twitch per condividere con voi le mie giornate, quindi sono dei video che potranno durare un po’ di più, che potrò farvi portare con me in talune situazioni. Quindi questa è la novità che volevo annunciarvi.
Nelle note di questo video vi linkerò il canale di Twitch, il mio canale di Twitch, ecco questa è la situazione.
Per il resto nessun’altra novità rilevante, a parte che non si fa superare, queste sono delle situazioni veramente incredibili, uno che è in fase di sorpasso e non decide di diminuire, accelera pure, è un imbecile, i soliti imbecili che ci sono sulle strade.
Però mi sono deciso, anche se io sono a quota 95 km orari, devo diminuire, sarà un segnale, un eccesso di velocità. Però purtroppo l’imbecile non si è fatto superare, io ho dovuto accelerare, sennò facevamo la gara, a chi va più veloce. Va bene, questa è la situazione. Va bene, questa è la novità.
Tutto ok ragazzi, io alle 8.30 tenere fermo perché ho finito le ore di guida, le ore di impegno, dato che sono partito stamattina alle 5.30 e quindi 15 ore di impegno mi fanno sì che io alle 20.30 mi debba fermare. Cercherò di fermarmi in qualche Autogrill dove io mi possa fare una doccia rigenerante e poi dormire per ripartire domani mattina alle 5.30.
Quindi arriverò sicuramente mattinata domani verso le 10, le 11 in questo paese che si chiama Ariano. Il paese dove devo andare a scaricare dei cerchioni, un bancale e mezzo di cerchioni. E quindi poi da là non so da quanto distanza questo trasporto che devo fare in provincia di Padova. Però tanto non c’è fretta, visto che comunque il viaggio di ritorno che dalla Fercam a Somma Campagna mi ci vuole un’ora.
Là sicuramente come al solito parto in nottata domani notte e quindi posso arrivare anche nel tardo pomeriggio. Mi fermerò di nuovo, ho trovato un ristorante vicino a Somma Campagna. Magari domani con questa diretta Twitch vorrei farlo conoscere. Ho trovato un ristorante da camionisti che con 11 euro feci un primo, un secondo, l’acqua e il caffè e il contorno.
Tutto sto che mangiare così, quello che ho in famiglia, mi fa comodo a casa, è sempre bello rilassarsi mangiando a un tavolo anziché nel camion. Quindi sicuramente mangerò lì, poi mi recherò a questa sede di Fercam a Verona e attenderò la grazia che mi si carichi e io possa ritornare giù per godermi il fine settimana.
E ragazzi, quindi ora mi metto il link di Twitch e se non lo conoscete è un’applicazione che ti permette di fare delle dirette. Si possono fare pure con YouTube però Twitch è un po’ più specifico e vi dirò che non c’è nessun canale, non c’è nessuno che ha un canale che appunto di camionisti. Quindi io vorrei essere il primo, non esiste nessuno che fa delle dirette sul camion.
Ok? Ora sono all’incrocio tra la A14 e la A16. Va bene ragazzi, questo è il primo video e ci si sente domani, ci si vede domani con il secondo video. Va bene? Beh, ciao a tutti.
Ciao ragazzi, eccomi qua. Vedete la situazione con questo telefono? Spettacolare. Mi riprende e riprende la strada. Ora vi voglio condividere questo tragitto che faccio in Umbria. Siamo pronti? Partiamo.
Allora ragazzi, io ho appena finito di caricare a un’azienda a Nocera Umbra, materiale edile che sto portando giù ad Altamura. E giovedì, no è mercoledì, mercoledì primo settembre, è arrivato settembre finalmente. E sono le 16.40. E questo è il viaggio di ritorno, perché il viaggio di andata l’ho finito stamattina, anzi oggi pomeriggio, intorno alle 12. Dopo aver caricato i divani a Matera ieri, sono partito verso le 16.18 da Matera e avevo tre scariche salotti, divani che ho già consegnato altre volte a Mondo Convenienza. È un lavoraccio perché le consegne sono tranquille perché vengono tutte nella regione Lazio. Fino a questo momento ho fatto tre viaggi con i divani, li ho consegnati sempre nel Lazio.
Il problema però è che oltre a fare l’autista mi tocca fare anche il magazziniere. Una volta che arrivo lì a destinazione, dopo aver parcheggiato, messo sotto rampa il camion, mi tocca entrare nel magazzini e aiutare il ragazzo a scaricare. È un lavoraccio perché sudi a bestia e ti fai un mazzo esagerato. Però questa situazione la devo discutere con Ginevrino e voglio capire se è normale la cosa, che io debba scaricare oltre a consegnare?
Quindi ho fatto la consegna a Riano, poi le ultime due a Viterbo. Erano due distinte lì vicino e voglio condividere con voi quello che mi è capitato a Riano e in un certo modo anche qui a Nocera Umbra. Allora, da quando faccio questo lavoro è bello fare dei tragitti, non in autostrada, ma in questi paesini, visitare, scoprire. Infatti sono passato da Spoleto e ho scoperto che è spettacolare. Comunque è bello fare questi tragitti, questi paesini.
Il problema è che quando tu non conosci la strada, il navigatore ti fa fare delle strade che io ho in un certo modo paura. E oggi, stamattina, a Rianno ho tanta tanta paura. Perché? Allora, io utilizzo sia Google Maps che, sappiamo tutti, non fa dei tragitti per i camion m per le auto e il TomTom che ho nel camion. Allora, per essere sicuro, io utilizzo entrambi. E capita spesso, molte volte, che quando devo andare a scaricare in qualche posto, il TomTom non mi sa dire l’indirizzo esatto, no? Non lo trovo, invece con Google basta digitare l’azienda e lei me lo trova subito. Vedi che bello, vedi? Vedi questi posti particolari, vedi queste ragazze qui? Passeggiano.
E quindi dicevamo, quindi utilizzo Google per arrivare proprio al punto esatto della destinazione. E stamattina ho messo Riano su TomTom e poi ho messo il deposito Mondo Convenienza su Google. Ci ero già stato al deposito Mondo Convenienza di Riano. Quindi ero quasi certo di rifare quella strada che avevo fatto in precedenza, quindi ero tranquillo che non trovavo problemi. E invece ne ho trovati e anche parecchi e anche pericolosi.
Allora sono arrivato a un certo punto che avevo seguito Google, sbagliando però. Dovrei poi cercare di usare sempre il navigatore del TomTom e non Google. Quindi mi sono affidato a Google e a un certo punto mi ha fatto girare a destra in una strada. Mancava poco, mancavano 10 km, ma neanche. Allora imboccando questa strada già c’era il segnale che non si poteva, c’era il divieto per i camion. Però il segnale specificava che era divieto dopo un certo chilometro.
Allora io mi sono fermato, già ho capito che non era la strada che avevo fatto la prima volta. E quindi già mi sono un po’ agitato. Ho imboccato questa strada perché non potevo tornare indietro. Non potevo fare la retromarcia, c’erano le macchine dietro che mi stavano suonando. Quindi ho imboccato questa strada e poi per essere sicuro che non facevo una cazzata mi sono fermato dopo 20 metri. E sono sceso a piedi per vedere se era tutto regolare. Ho visto che comunque la strada non era stretta. Allora mi sono messo nel camion, ho bestemmiato i santi e mi sono avventurato.
Ho chiesto subito a un netturbino se era quella la strada per arrivare a Mondo Convenienza. Intanto vedete dove io vado queste aziende che le fanno in certi posti assurdi. Ma questa è una strada che si può fare. Comunque mi sono fermato, ho chiesto al netturbino se era tutto in regola. E lui ha detto che sì era in regola, però a un incrocio dovevo girare a destra. Non a sinistra perché a sinistra era impossibile passare col mezzo.
Allora ho continuato e a un certo punto mi sono ritrovato nel paese di Riano. E lì mi sono spaventato di brutto. Infatti poi mi sono fermato e ho chiesto a delle persone ferme lì se era quella la strada per arrivare a Mondo Convenienza. E i signori mi hanno detto molto tranquillamente che no, avevo sbagliato strada. Che non era quella la strada da fare. Perché non potevo, non ci passava.
Allora ho detto cazzo, ma come cazzo devo fare? A ritornare indietro? E loro mi hanno detto che avevo fatto questa strada. Mi sto affidando al TomTom. Google mi diceva che potevo fare la A14. Mentre il TomTom mi dice che devo andare verso Roma. Devo andare verso Roma. Cioè vedete che cazzo di situazioni? Non vi dico. Però mi sa che questa strada l’ho già fatta. Sto tranquillo.Comunque sto passando Nocera Umbra con il camion. Scopro questi posti che non avrei mai scoperto, Nocera Umbra. Comunque, dicevo, i signori mi hanno detto che era impossibile passare con il mezzo. E allora cosa ho fatto?. Mi hanno consigliato di andare a destra, dove mi aveva detto il mio amico, poi di fare una versione a U e di tornare indietro.
Allora, cosa ho fatto? Sono arrivato a quell’incrocio, ho svoltato a destra e lì mi sono nuovamente fermato e ho chiesto informazioni a un signore che molto gentilmente mi ha spiegato che potevo continuare senza fare inversione a U. Potevo continuare perché ci passavano i pullman e seppure era stretta la strada, comunque c’erano delle curve un po’ pericolose, però mi potevo avventurare.
Allora, io anziché fare l’inversione a U, dopo un po’, quindi senza ritornare indietro, perdere un sacco di tempo, mi sono avventurato in questa strada. E la strada non era poi così tragica, insomma, andavo piano e sono riuscito ad arrivare. C’era una curva un po’ stretta, però l’ho fatta senza nessun problema.
Poi mi sono ritrovato, dopo una discesa ripida, in un incrocio e sia il Google e sia il navigatore TomTom mi dicevano di girare a sinistra. Allora, prima di girare a sinistra, mi sono fermato, sono sceso dalla macchina e ho visto che girando a sinistra era impossibile perché entravo dentro Riano. Proprio dentro il paesino era impossibile e infatti c’era un’indicazione che intanto non ci potevo passare.
Allora, a quel punto ho chiesto un’altra informazione a un ragazzo su un trattore che mi ha detto che invece di andare a destra dovevo girare a sinistra. Quindi entrambi Google e TomTom mi avevano detto una cazzata. Non so come cazzo mi dicevano di girare a sinistra. Comunque ho girato a destra e dopo un po’ sono arrivato a sto bellissimo deposito di Mondo Convenienza. Sono arrivato alle 7 e mezza dopo mezz’ora di ritardo dovuto a questa peripezia.
E ragazzi ho avuto veramente paura perché un conto è se tu sbagli strada con la macchina e non ci vuole niente a fare diversione, fare reetromarcia e tornare indietro. Se sbagli strada con un camion è qualcosa di… c’è il rischio veramente di chiamare i vigili del fuoco e farti arrivare un elicottero. È stato veramente molto molto brutto come situazione. Però me la sono cavato.
Però ecco è difficile. Allora quindi come voleva dimostrare il TomTom mi fa fare la strada la A1. Quindi da Roma mi fa andare non da Ancona come mi aveva detto il Google Maps. E in un certo senso mi piace di più questa strada perché so già che c’è una stazione di servizio dove mi posso benissimo fermare, mangiare, fare la doccia, rilassarmi, fare le 9 ore e poi ripartire. Tanto non c’è fretta.
E quindi vi ho fatto scoprire questo. Nocera umbra. Bella questa situazione. Questa ripresa con la doppia fotocamera. Poi dopo Riano, finito Riano, dovevo… viaggio di torno, era… Nocera umbra. Nocera Umbra. Vabbè, comunque. No, ci siamo. Tutto ok.
Allora, Foligno per Roma. Allora fra 544 km arrivo ad Altamura. Vabbè, facciamo questa altra strada. Così vi posso far vedere queste strade. Questa strada che io non avevo mai percorso. Ora è la prima volta che la percorro. Ed è veramente bellissimo scoprire l’Umbria. Molto bella l’Umbria. Veramente, veramente merita. E quindi il viaggio di ritorno era da Nocera Umbra. Dovevo caricare materiale edile. Anche in questo caso è stato tragico. È stato tragico arrivarci. Perché poi uscito da Nocera Umbra entrambi i navigatori mi dicevano di attraversare Nocera Umbra. Allora io mi sono un po’ spaventato perché stavi attraversando un paesino. Allora mi sono fermato, ho chiamato l’azienda. Dovevo arrivarci. E lei mi ha detto che dovevo stare tranquillo. Dovevo farlo senza nessun problema. E quindi non è stato così tragico la situazione. Però vi dico che stamattina mi sono veramente spaventato.
E questa è ragazzi. A voi è mai capitata una situazione in cui vi siete ritrovati in una strada stretta, mai fatta, che pensavate che non facciano? Già la prima volta che sono arrivato a Riano ho fatto una strada che mi dava il segnale di divieto. Però mi sono avventurato perché non sapevo come arrivarci. In quel tratto c’è stato un attimino un piccolo tratto. Sono entrato nel paese. Però poi mi sono subito ritrovato nella strada grande che mi ha portato al mare. Stamattina invece io speravo di fare quella strada. La prima volta ho fatto una strada che mi ha portato in un’altra. La prossima volta che devo arrivare a Riano magari faccio una terza strada. Vediamo, poi vi faccio sapere.
Ok ragazzi, va bene così. Vi ho condiviso questa situazione stamattina. Vi saluto. Io vi ho detto che tra poco faccio 4 ore e mezza e poi mi fermo alla stazione di servizio. So già dove posso mangiare, lavarmi e dormire. Ok? Vi abbraccio a tutti. Buona strada.
Ragazzi, buongiorno, anzi, buonasera: sono le 19.20, il sole sta tramontando, quindi è giusto che sia una buonasera.
Allora, allora, allora, io sto risalendo. Sono diretto verso il Lazio per scaricare i divani che ho caricato poco fa da Matera. Il solito edificio e scarico al solito, ai soliti destinatari che sono molto competenti. Devo andare a Riano e poi due consegne a Viterbo, quindi una salita tranquilla. Spero che anche la discesa sia positiva, in modo tale che torni presto in Basilicata.
E’ martedì io ho già fatto un viaggio perché sono partito lunedì mattina alle 4, e non vi dico le “bombe atomiche” che ci volevano per svegliarmi alle 2.30 lunedì mattina, vabbè, comunque sono partito alle 4 e mi sono diretto in provincia di Macerata per consegnare i legumi, quindi poi da lì ho caricato lì vicino delle lavatrici, non so cosa erano, e sono sceso. Stamattina, ho scaricato a Bari, quindi è stato un velocissimo viaggio durato un giorno, molto operativo su questa questione.
Questo è il primo video che faccio con il nuovo cellulare, scusate, con una funzione che mi permette di utilizzare sia la fotocamera frontale sia quella posteriore. Domani, al prossimo video, utilizzerò per fare il video flash.
Ok ragazzi, non ho da condividere nulla, a parte le notizie di questo viaggio. Per il momento non c’è nulla, è una bella serata, le temperature sono scese, quindi questo è positivo perché si dorme bene. Io, prima, non ho il tempo per dormire, quindi anche il pomeriggio dormo dalle 2 alle 4 e anche il pomeriggio si dorme senza poi alzarti con il sudore, quindi questo è già positivo. Anzi, la prossima volta devo ricordarmi di portare già il sacco a pelo per la notte, questa è la cosa che devo ricordarmi di fare.
Io sono partito alle 6, ora sono le 19, ho 3 ore e mezza di autonomia per guidare, quindi ho fatto le ore di guida della giornata e devo fermarmi. Quindi è una buona notte, starò dormendo. E’ un viaggio…io preferisco la notte che dormo e non viaggiare, tanto il giorno hai meno possibilità di addormentarmi ed essere stanco, e la notte con le luci, anche se dormi, non sei al 100%. Stanotte quindi starò dormendo. Mi sveglio domani mattina con le 7, devo stare a Riano, però ce la faccio tranquillamente, sono 150 km, quindi non è un problema.
La posizione di Riano la conosco, spero che non sia problematica, ma non credo che sia un problema arrivare a Riano.
Va bene ragazzi, ho chiesto a Ginevrino un weekend per farmi una breve vacanza. Quest’anno sta andando così, il prossimo anno farò una vacanza vera e propria.
Il Fondo di Garanzia dell’INP è una tutela per i lavoratori in caso di insolvenza da parte del datore di lavoro. È uno strumento per i lavoratori subordinati che si trovano nella situazione di non aver ricevuto il pagamento di determinate spettanze a causa dell’insolvenza del datore di lavoro.
Esso ha il compito di assicurare il pagamento delle seguenti spettanze ai lavoratori:
trattamento di fine rapporto (TFR), compresi gli eventuali interessi;
ultime retribuzioni non percepite dal lavoratore (solitamente gli ultimi tre messi di stipendio).
Possono fare richiesta al Fondo di Garanzia i lavoratori subordinati che non abbiano ricevuto il TFR o le ultime retribuzioni a causa di una delle seguenti situazioni:
Fallimento dell’azienda (o altre procedure concorsusali come concordato preventivo, amministrazione straordinaria, ecc);
Cessazione dell’attività senza attivazione di procedure concorsuali, se il lavoratore dimostra di aver tentato di recuperare il credito senza successo.
Per accedere al Fondo, il lavoratore deve essere titolare di un credito per TFR o retribuzioni non pagate o dimostrare che il datore di lavoro è insolvente (attraverso sentenza di fallimento o altro titolo esecutivo).
La richiesta deve essere presentata all’INPS tramite:
portale online INPS con SPID, CIE o CNS;
patronati o consulenti del lavoro;
sede territoriale INPS di competenza.
Successivamente l’INPS verifica la documentazione e provvede al pagamento delle somme spettanti neei limiti preevisti dalla normativa. I tempi di erogazione possono variare, ma in genere si aggirano intorno a qualche mese dall’approvazione della domanda.
Queste informazioni le ho prese tramite internet ma erano in mia conoscenza, seppur in. modo molto generale, attraverso colleghi.
Dal 26 Aprile 2021 al 30 Ottobre 2022 ho lavorato come autista presso la “Essegi Transport di Scaltrito Ginevrino Alessandro” sita a Poggiorsini in provincia di Bari, un paese vicino Gravina in Puglia.
Dopo le mie prime due esperienze da camionista di tre mesi ciascuna, fatte in accompagnamento con un collega, decisi di fare il salto di qualità provando l’esperienza di guida in solitaria. Tramite internet trovai l’annuncio di Essegi Transport: dopo una prima chiamata andai ad incontrare il titolare in sede.
L’impatto fu molto positivo così, dopo aver rinunciato a proseguire con l’azienda di Policoro dove stavo lavorando, iniziai la mia prima esperienza di camionista vero e proprio, potendo guidare un camion completamente da solo facendo la linea nazionale.
Ginevrino, il titolare della Essegi Transport, mi aveva dato fiducia e mi permetteva di realizzare quello che volevo fare. Guidare in coppia con altri non era il mio sogno e non potevo imparare realmente il lavoro continuando stando con altri in cabina.
La mattina del 26 Aprile partivo da solo con un Iveco Stralis rosso, trasportando farina, da Poggiorsini verso la logistica MD di Trezzo sull’Adda. Ricordo perfettamente quel primo viaggio verso il nord dell’Italia: un ricordo bello ed emozionante.
L’esperienza con Ginevrino è stata bella. Con lui si era instaurato un rapporto di amicizia che andava oltre il lavoro: essendo quassi coetanei non si era creata quella relazione di capo e lavoratore. Da parte mia c’era comunque il rispetto nei suoi confronti senza mai superare il livello limite.
Potendo guidare da solo ero riuscito ad imparare tanto: come fare i parcheggi e posizionarmi sotto le ribalte, conoscere nuove strade, convivere e far fronte agli imprevisti e ai guasti meccanici, risolvere i problemi con gli scarichi e i carichi, le questioni con le forze dell’ordine.
Anche se la distanza tra Poggiorsini e Policoro non era poca, dovendola fare almeno due volte la settimana (il lunedì o la domenica sera per iniziare la settimana lavorativa e il venerdì pomeriggio o il sabato mattina per ritornarmene a casa) non c’era da parte mia nessuna intenzione di cambiare azienda. La paga era buona e avveniva regolarmente ogni fine mese. Fino al mese di Giugno 2022.
Dopo la morte del collega Rocco, tragicamente scomparso a causa di un incidente stradale vicino Barberino del Mugello sull’autostrada A1, le cose erano cambiate in azienda.
Non considerando i vari intoppi di organizzazione interna che erano aumentati vistosamente già in estate, quello che invece non consideravo legittimo erano i ritardi nel pagamento che da fine Giugno 2022 erano diventati una normalità.
Il giorno del pagamento non avveniva più regolarmente dal 25 al 27 di ogni mese ma poteva arrivare anche fino al 5/10 del mese successivo. Ogni fine mese diventava una sofferenza vedere l’accredito dello stipendio sul conto corrente e ogni fine mese dovevo quasi pregare Inida (la compagna di Ginevrino) o la segretaria per sapere se il bonifico era stato fatto o meno.
Con le scadenze che avevo a fine mese e le cose da pagare, anche un giorno di ritardo dell’accredito dello stipendio per me era un problema.
Ginevrino ovviamente non si faceva vedere ne sentire alla fine del mese e a Settembre, un pomeriggio, ricevo la sua chiamata. Con la scusa di chiedermi notizie sulla consegna di un viaggio a Bari mi parla, cercando di scusarsi, della situazione che tutti i suoi dipendenti stiamo affrontando. Mi promette, a fine chiamata, che le cose cambieranno a breve e tutto si risolverà.
A fine mese di Settembre, il giorno 30 però il bonifico dello stipendio non è ancora arrivato: le promesse di Ginevrino si rivelano nulle.
Siamo alla fine di Ottobre, mi trovo a Frosinone per scaricare della merce. Dopo i ripetuti messaggi a Inida per chiederli se il bonifico era stato fatto, con Martina al telefono abbiamo una discussione: questi ritardi mi portavano a un continuo stress e non lavoravo più con serenità e tranquillità.
E’ il 28 Ottobre del 2022, è un venerdì e il bonifico non è stato ancora fatto. Deve andar bene e me lo faranno il 31 Ottobre per vederlo accreditato il 3/4 Novembre: intollerabile questo ritardo e questa mancanza di rispetto. Decido di andarmene definitivamente. Il lunedì 30 Ottobre si farà festa per il ponte del 1° Novembre, occasione ideale per andare al CAF e inviare via PEC le dimissioni.
Quel venerdì di fine Ottobre arrivo tardi al parcheggio, dal porto di Bari realizzo anche un video (https://youtu.be/EOE_WpfNOLE?feature=shared) per documentare e lasciare in memoria il mio ultimo viaggio con Ginevrino. Il lunedì sono al CAF per inviare le dimissioni in tronco per giusta causa. Queste partiranno il giorno dopo, il 1° Novembre.
Non ho voglia nemmeno di avvisare di quello che sto facendo, non ho voglia nemmeno di chiamarli per spiegare, gli invio un’email, una PEC, spiegandogli la mia decisione e allegando il licenziamento che intanto avevo fatto preparare dal CAF.
Da quel momento in poi non ho più sentito né rivisto Ginevrino, nemmeno un suo messaggio ho ricevuto. Questo lo immaginavo e immaginavo anche che ottenere quello che mi spettava economicamente (l’ultimo mese di lavoro e il TFR) sarebbe stata un’impresa. Per questo motivo mi affido ad un avvocato per seguire l’iter per avere, legalmente, le mie spettanze.
Avere avuto un atteggiamento “amichevole” e andar via in maniera più “normale” non sarebbe servito a nulla e mi avrebbe portato molto più tempo per avere i miei soldi con un punto interrogativo se mai gli avrei ottenuti perlomeno tutti. Questo modo amichevole è stato attuato dalla segretaria e difatti i miei dubbi si sono rivelati fondati.
Su suggerimento dell’avvocato mi affido alle vie legali per avere le mie spettanze e dopo due anni e mezzo finalmente il cerchio si è chiuso.
Il 27 Febbraio viene accolta la mia domanda riguardo il TFR e un mese dopo, il 26 Marzo quella dei Crediti di Lavoro.
Ci sono voluti due anni e mezzo per vedermi accreditato quello che era mio.
In questo lungo periodo gli avvenimenti sono stati tanti tra cui il fallimento nel 2024 della Essegi Transport che era prevedibile per come stavano andando le vicissitudini da quel Giugno 2022.
A Poggiorsini non sono più andato, non sono mai più passato davanti al parcheggio dei camion ma in giro ho ogni tanto rivisto i camion con la scritta Scaltrito. Ginevrino sta continuando a fare il titolare di autotrasporti, nonostante tutto, con una nuova società, in barba ai tanti debiti che ha accumulato. Purtroppo in Italia le cose vanno così.
Rimane comunque il ricordo di una bella e fruttuosa esperienza lavorativa con la Essegi Transport: 80 settimane trascorse imparando realmente il lavoro del camionista di linea guidando da solo.
Negli ultimi tempi, ho scoperto un nuovo interesse che sta prendendo sempre più spazio nella vita di tutti: i droni.
Questo affascinante mondo tecnologico mi ha conquistato per le sue infinite possibilità e per il suo impatto in diversi settori. Con l’innovazione in continua evoluzione e le opportunità di business emergenti, ho deciso di approfondire questa passione e valutare come trasformarla in un’attività concreta.
La versatilità dei droni è incredibile. Esplorando le loro applicazioni, ho scoperto quanto possano essere utili in ambiti come:
Fotografia e videografia aerea: la possibilità di catturare immagini spettacolari da prospettive uniche.
Esplorazione e monitoraggio: ispezioni di territori difficilmente accessibili e monitoraggio ambientale.
Innovazione e tecnologia: l’uso dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie applicate ai droni.
Un mercato in crescita esponenziale
Secondo recenti studi, il mercato globale dei droni crescerà di oltre il 15% annuo nei prossimi anni. Questo è dovuto all’aumento della domanda in settori come:
Agricoltura di precisione: monitoraggio delle colture, analisi del terreno e ottimizzazione delle risorse.
Edilizia e infrastrutture: ispezione di cantieri, rilievi topografici e monitoraggio strutturale.
Sicurezza e sorveglianza: controllo di aree sensibili, eventi e infrastrutture critiche.
Consegne e logistica: sperimentazioni avanzate per la consegna rapida di merci e prodotti sanitari.
Il mio percorso nel mondo dei droni
Per essere “idoneo” ho acquisito le due abilitazioni necessarie a pilotare un drone in modo professionale. A giorni inizierò un corso “Da zero a dronista” che mi farà comprendere ulteriori conoscenze e potrò addentrarmi ancor più in questo nuovo mondo.
Gli obiettivi sono:
Approfondire la conoscenza: voglio studiare e acquisire certificazioni per operare in modo professionale.
Acquistare il primo drone professionale: esplorare le diverse opzioni per trovare quello più adatto alle mie esigenze.
Testare e sperimentare: iniziare con piccoli progetti per acquisire esperienza sul campo.
Valutare opportunità di business: analizzare i settori in cui potrei avviare un’attività legata ai droni.
Questo viaggio è appena iniziato, ma sono entusiasta di esplorare le potenzialità di questa tecnologia e vedere dove potrà portarmi.
Il settore dell’autotrasporto è un pilastro fondamentale dell’economia globale, garantendo il trasporto efficiente di merci su brevi e lunghe distanze.
Tuttavia, negli ultimi anni, l’industria sta affrontando una crisi significativa: la carenza di autisti. Secondo le stime della IRU (International Road Transport Union), in Europa mancano oltre 400.000 autisti e il problema rischia di peggiorare senza interventi adeguati.
L’intero settore sta affrontando da diversi anni una significativa perdita di camionisti. Secondo le stime dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, solo in Italia mancano almeno 22.000 autisti.
Negli ultimi dieci anni, il numero di imprese di autotrasporto in Italia è diminuito di oltre 21.000 unità, passando da 101.935 nel 2013 a 80.687 nel 2023, registrando una contrazione del 20,8%.
Questa carenza è attribuita a vari fattori, tra cui lo stress lavorativo, l’impegno fisico richiesto e le lunghe ore di lavoro, che rendono la professione meno attraente per le nuove generazioni. Inoltre, il costo elevato per ottenere la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC), obbligatoria per legge, rappresenta un ulteriore ostacolo per chi desidera intraprendere questa carriera.
Questa tendenza solleva preoccupazioni per il futuro del settore e per la continuità delle catene di approvvigionamento.
Le cause principali di questa triste fenomeno possono essere:
1. Invecchiamento della forza lavoro
Una delle principali cause della carenza è l’età media elevata dei camionisti. In molti paesi europei, oltre il 30% degli autisti ha più di 55 anni, e il numero di giovani che entrano nel settore è insufficiente a coprire i pensionamenti.
2. Condizioni di lavoro dure
Essere camionista significa affrontare lunghe ore di guida, notti fuori casa e stress elevato. Le difficili condizioni di lavoro scoraggiano molti giovani dall’intraprendere questa carriera.
3. Costi elevati per la formazione
Per diventare autista di mezzi pesanti, è necessario ottenere la patente di categoria C/CE e la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC), con un costo che può superare i 5.000 euro. Questo rappresenta una barriera significativa per chi vorrebbe entrare nel settore.
4. Retribuzioni non sempre competitive
Sebbene gli stipendi dei camionisti siano aumentati negli ultimi anni, in alcuni paesi i salari rimangono relativamente bassi rispetto all’impegno richiesto. Inoltre, la concorrenza tra aziende ha portato ad un’erosione dei margini di profitto, limitando gli aumenti salariali.
5. Restrizioni normative e burocrazia
Le rigide normative europee sui tempi di guida e riposo sono necessarie per la sicurezza, ma talvolta rendono il lavoro più complesso e meno flessibile. Inoltre, le lunghe attese ai terminal e ai confini aggravano il disagio per gli autisti.
Questa scarsità di nuove leve di giovani che entrano nel settore provoca ovviamente dei problemi:
ritardi nella catena di approvvigionamento e un aumento del costo dei trasporti. Le aziende sono quindi costrette a pagare di più per trattenere i conducenti, con un impatto sui prezzi finali per i consumatori.
aumenti della dipendenza da lavoratori stranieri, difatti molti paesi stanno reclutando camionisti da Paesi extra-UE per colmare il divario, ma le difficoltà burocratiche e le barriere linguistiche rendono il processo lento.
spinta all’automazione e alla digitalizzazione per fronteggiare alla carenza del personale, investendo in nuove tecnologie e nella digitalizzazione della logistica.
Alcuni governi e aziende, per cercare di risolvere questa carenza, stanno offrendo corsi finanziati per la patente e il CQC, riducendo le barriere economiche per chi vuole intraprendere questa carriera.
Questi aiuti però non stanno producendo i risultati sperati in quanto dapprima bisognerebbe aumentare le retribuzioni, migliorare le aree di sosta e garantire maggiore flessibilità nei turni per rendere il lavoro più attraente da parte dei giovani.
L’implementazione di veicoli più sicuri e confortevoli, l’uso di software avanzati per ottimizzare le tratte e ridurre il tempo di attesa per migliorare la qualità della vita degli autisti renderebbe ancora più appetibile la voglia di diventare camionista per le nuove leve.
La carenza di autisti in Europa è una sfida complessa che richiede un intervento coordinato tra governi, aziende e sindacati. Solo attraverso misure concrete, come incentivi alla formazione, miglioramento delle condizioni lavorative e innovazione tecnologica, sarà possibile garantire un futuro sostenibile per il settore dei trasporti su gomma.
Negli ultimi anni, una nuova figura è emersa nel panorama digitale: il camionista YouTuber.
Il camionista YouTuber
Questi autotrasportatori non si limitano più a percorrere migliaia di chilometri su strada, ma condividono le loro esperienze con milioni di spettatori attraverso video e vlog su YouTube. Ma chi sono e perché riscuotono tanto successo?
I camionisti YouTuber raccontano la loro quotidianità attraverso riprese dai loro abitacoli, mostrando paesaggi mozzafiato, momenti di difficoltà e le sfide del loro mestiere. Tra i contenuti più apprezzati troviamo:
– vlog di viaggio: percorsi spettacolari, strade difficili e panorami inediti;
– il dietro le quinte del mestiere: come si carica e si scarica un camion, la manutenzione, le difficoltà burocratiche;
– consigli per aspiranti camionisti: spiegazioni su licenze, stipendi e attrezzature;
– intrattenimento e aneddoti: esperienze divertenti o drammatiche vissute sulla strada.
Perché hanno successo?
Il fascino dei camionisti YouTuber risiede nella loro autenticità. Offrono un punto di vista unico su una professione spesso sottovalutata, permettendo agli spettatori di immergersi nella realtà del trasporto su strada. Inoltre, il pubblico è variegato: dagli appassionati di motori agli aspiranti autotrasportatori, fino a chi semplicemente ama i viaggi virtuali.
I camionisti YouTuber hanno successo per diversi motivi, combinando autenticità, passione e un punto di vista unico su un mondo poco conosciuto.
Le principali ragioni del loro successo sono molteplici.
Contenuti autentici e non costruiti
I loro video mostrano la vita reale sulla strada, senza filtri o sceneggiature artificiali. Il pubblico apprezza la genuinità delle loro esperienze, dalle difficoltà quotidiane ai momenti di soddisfazione, rendendoli figure credibili e vicine agli spettatori.
Una professione affascinante e sottovalutata
Molte persone sono curiose di sapere cosa significhi davvero essere un camionista: come si vive in viaggio, quali sono le difficoltà, come funzionano i camion e i trasporti internazionali. I camionisti YouTuber offrono un accesso privilegiato a questo mondo.
Paesaggi e viaggi da sogno
Attraverso i loro video, gli spettatori possono esplorare strade spettacolari, montagne innevate, lunghi tratti desertici o metropoli in giro per il mondo. Il fascino della scoperta e della libertà su strada attira molti appassionati di viaggi e avventure.
Comunità di appassionati e aspiranti camionisti
Molti giovani e appassionati di motori seguono questi YouTuber per imparare di più sul mestiere, dai requisiti per diventare camionisti alla manutenzione dei mezzi. Creano così una community attiva, dove ci si scambia consigli ed esperienze.
Storie, aneddoti e intrattenimento
Oltre agli aspetti tecnici e paesaggistici, i camionisti YouTuber raccontano storie divertenti, avventure on the road e momenti di tensione vissuti sulla strada. Questo li rende non solo informativi ma anche intrattenenti.
Opportunità di guadagno e collaborazioni
Alcuni camionisti YouTuber riescono a monetizzare il loro canale attraverso pubblicità, sponsorizzazioni con aziende di trasporti, collaborazioni con brand di accessori per camion e merchandising, rendendo questa attività una seconda fonte di reddito.
Il futuro dei camionisti digitali
Con la crescente digitalizzazione, il fenomeno dei camionisti YouTuber è destinato a espandersi. Alcuni collaborano con aziende di trasporto, mentre altri monetizzano tramite sponsorizzazioni e merchandising. In un’epoca in cui i social media dominano l’informazione, anche il mestiere dell’autotrasportatore trova il suo spazio online.
La crescente digitalizzazione del settore e l’interesse del pubblico per il mondo dei trasporti, porta sempre più persone a scoprire la vita su strada, alle sfide del mestiere e alle tecnologie dei camion.
I camionisti YouTuber possono educare e intrattenere, mostrando il dietro le quinte del trasporto su gomma.
La piattaforma YouTube rimane centrale, ma TikTok, Instagram e Twitch stanno guadagnando terreno.
Inoltre anche lo streaming live dai camion per interagire in tempo reale appassiona il pubblico. Infine prendono sempre più piede la creazione di podcast e vlog di viaggio.
Con l’utilizzo di questi nuovi canali, i camionisti YouTuber hanno la possibilità di monetizzare la loro “creatività” con:
– la pubblicità e le sponsorizzazioni di aziende di trasporti, produttori di camion, carburanti e accessori. – affiliazioni e collaborazioni con brand tecnologici e di sicurezza stradale. – corsi online e consulenze su come diventare camionisti o gestire una carriera digitale nel settore.
La nascita di questi camionisti social ha portato conseguentemente alla creazione di community, come la creazione di gruppi Telegram, Discord o Facebook per condividere esperienze e consigli o a eventi dal vivo e raduni.
I camionisti YouTuber rappresentano una nuova frontiera dell’intrattenimento e dell’informazione, portando il pubblico direttamente sulle strade del mondo. Con autenticità e passione, stanno cambiando la percezione del loro lavoro, dimostrando che anche la vita dietro un volante può essere avvincente e coinvolgente.
Il Certificato di Qualificazione del Conducente (CQC) è un documento essenziale per chiunque svolga attività professionale di trasporto su strada. Il CQC merci è obbligatorio per chi trasporta merci conto terzi, mentre il CQC persone è richiesto per il trasporto di passeggeri.
Vediamo come rinnovare il CQC merci e come sia possibile integrarlo con il CQC persone.
Rinnovo del CQC Merci
Il CQC ha una validità di cinque anni e il suo rinnovo avviene attraverso la partecipazione a un corso di formazione periodica. Questo corso ha una durata di 35 ore e non prevede esami finali, ma è obbligatoria la frequenza.
Passaggi per il rinnovo:
Iscrizione al corso di aggiornamento presso un’autoscuola o un ente di formazione autorizzato.
Frequenza obbligatoria delle 35 ore di corso.
Aggiornamento della patente con il rinnovo del CQC presso la Motorizzazione Civile.
Pagamento delle tasse previste, tra cui i diritti di Motorizzazione e il costo del nuovo documento.
Integrazione con il CQC Persone
Chi possiede il CQC merci e desidera estenderlo anche al trasporto di persone (o viceversa) deve seguire un corso integrativo specifico e superare un esame. Questo iter consente di ottenere entrambi i certificati senza dover frequentare nuovamente il corso completo.
Passaggi per l’integrazione:
Iscrizione a un corso integrativo di 35 ore per ottenere l’abilitazione al trasporto di persone.
Superamento di un esame finale presso la Motorizzazione Civile.
Aggiornamento del CQC con l’aggiunta della nuova qualificazione.
Scadenze e Normative
È importante tenere sotto controllo la scadenza del proprio CQC, poiché non è possibile guidare professionalmente con un certificato scaduto. Il rinnovo può essere effettuato già nei 12 mesi precedenti alla scadenza. In caso di mancato rinnovo entro due anni dalla scadenza, sarà necessario sostenere nuovamente l’esame.
Rinnovare il CQC merci e integrare il CQC persone è un processo regolato e necessario per continuare a operare nel settore dei trasporti. Affidarsi a scuole guida e centri di formazione accreditati è la scelta migliore per garantire un aggiornamento conforme alle normative vigenti.
Le insegne luminose sono molto più di semplici cartelli: sono un elemento fondamentale per la visibilità e l’identità di un’attività commerciale, sia essa un piccolo negozio o una grande catena.
I vantaggi di investire in un’insegna luminosa sono numerosi
I vantaggi delle insegne luminose: visibilità, ed efficacia nel migliorare la comunicazione visiva di un’attività commerciale.
* Visibilità 24/7: le insegne luminose assicurano una visibilità costante, giorno e notte, catturando l’attenzione dei passanti anche nelle ore serali. * Riconoscibilità del marchio: un’insegna luminosa ben progettata diventa un vero e proprio simbolo del tuo brand, facilitando il riconoscimento da parte dei clienti. * Impatto visivo: le insegne luminose creano un impatto visivo forte e positivo, contribuendo a migliorare l’immagine della tua attività. * Informazioni utili: oltre al nome dell’attività, le insegne possono comunicare orari di apertura, servizi offerti, promozioni e molto altro. * Durata e affidabilità: realizzate con materiali di alta qualità e dotate di tecnologie a LED, le insegne luminose garantiscono una lunga durata e richiedono poca manutenzione. * Personalizzazione: le possibilità di personalizzazione sono infinite: forme, colori, dimensioni, materiali e tipologie di illuminazione possono essere adattati a qualsiasi stile e budget.
Le diverse tipologie delle insegne luminose
Le diverse tipologie di insegne luminose in un contesto urbano, con design variegati e colori vibranti.
* Insegne a cassetta: classiche e versatili, sono adatte a qualsiasi tipo di attività. * Insegne a proiezione: ideali per facciate ampie, creano un effetto scenografico. * Insegne a led modulari: offrono una grande flessibilità nella progettazione e possono assumere qualsiasi forma. * Insegne a volume: realizzate in materiali tridimensionali, sono particolarmente adatte per le attività che vogliono distinguersi. * Insegne totem: alte e impattanti, sono perfette per le attività situate lungo strade trafficate.
Come scegliere quella giusta?
La scelta dell’insegna luminosa giusta dipende da diversi fattori:
* Tipo di attività: a seconda del settore e del target di clientela, si potranno scegliere stili e dimensioni differenti. * Location: l’insegna deve essere ben visibile dal punto di vista della strada e del marciapiede. * Budget: esistono soluzioni per tutte le tasche, dalle più economiche alle più sofisticate. * Regolamento comunale: è importante verificare le normative locali in materia di insegne pubblicitarie.
Un’insegna luminosa ben progettata è un investimento che può fare la differenza per il successo della tua attività.
Organizzare un compleanno per i 18 anni è un evento speciale che richiede una pianificazione meticolosa.
Questo traguardo segna l’ingresso ufficiale nell’età adulta, e ogni dettaglio della festa dovrebbe riflettere l’importanza del momento.
Tra le ultime tendenze per rendere unico e indimenticabile un compleanno di 18 anni, il PhotoBooth si sta affermando come uno degli elementi più apprezzati.
Cos’è un PhotoBooth?
Un PhotoBooth è una cabina fotografica (o uno spazio attrezzato) dotata di fotocamera, illuminazione professionale e una serie di accessori e sfondi personalizzabili.
È pensato per catturare momenti divertenti, spontanei e creativi durante gli eventi. Grazie alla possibilità di stampare le foto istantaneamente o riceverle in formato digitale, il PhotoBooth si trasforma in un perfetto ricordo per gli invitati.
Perché scegliere un PhotoBooth per un 18° compleanno?
Il PhotoBooth è un’attrazione che coinvolge gli invitati, rompendo il ghiaccio tra gli ospiti che potrebbero non conoscersi, creando un’atmosfera divertente.
Ogni scatto è un ricordo che dura nel tempo. Gli ospiti possono portare a casa le loro foto personalizzate, mentre il festeggiato conserva immagini indimenticabili della serata.
Dai cartelli con scritte divertenti agli sfondi tematizzati, il PhotoBooth può essere adattato allo stile della festa, rendendola ancora più unica.
Grazie alla possibilità di ricevere le foto in formato digitale, gli invitati possono condividere i loro scatti sui social network, amplificando l’eco dell’evento.
Idee creative per il PhotoBooth di un 18° compleanno
Temi personalizzati
Lo stile del PhotoBooth può riflettere il tema della festa, che sia elegante, vintage, tropicale o ispirato a un film preferito.
Accessori divertenti
Cappelli, occhiali oversize, parrucche colorate e cartelli con frasi ironiche aggiungono un tocco di originalità agli scatti.
Sfondo personalizzato
Uno sfondo con il nome del festeggiato, la data della festa o un design speciale crea un set fotografico professionale.
Filtri digitali
Alcuni PhotoBooth moderni offrono la possibilità di aggiungere filtri stile Instagram, rendendo le foto ancora più accattivanti.
Libro dei ricordi
Le foto stampate possono essere inserite in un album dove gli invitati possono lasciare dediche e auguri per il festeggiato.
Come scegliere il PhotoBooth perfetto?
Quando si sceglie un PhotoBooth per un 18° compleanno, è importante considerare alcuni aspetti:
– Qualità delle foto: assicurati che il servizio offra immagini di alta qualità.
– Personalizzazione: controlla che gli accessori, lo sfondo e i layout delle foto siano personalizzabili.
– Opzioni digitali: la possibilità di scaricare le immagini o condividerle direttamente sui social è un valore aggiunto.
– Servizio professionale: scegli un fornitore affidabile con recensioni positive e un team esperto per evitare imprevisti.
Il PhotoBooth è molto più di un semplice angolo fotografico: è un’esperienza che rende il compleanno di 18 anni ancora più speciale.
Con i suoi scatti creativi, i momenti di allegria e i ricordi indelebili che lascia, questo elemento si conferma un must-have per ogni festa moderna.
Se stai organizzando un compleanno indimenticabile, il PhotoBooth potrebbe essere l’ingrediente perfetto per garantire il successo dell’evento.
Rendi il tuo 18° compleanno un evento memorabile, uno scatto alla volta!