Autista

Quando sbagli strada con il camion

Ciao ragazzi, eccomi qua. Vedete la situazione con questo telefono? Spettacolare. Mi riprende e riprende la strada. Ora vi voglio condividere questo tragitto che faccio in Umbria. Siamo pronti? Partiamo.

Allora ragazzi, io ho appena finito di caricare a un’azienda a Nocera Umbra, materiale edile che sto portando giù ad Altamura. E giovedì, no è mercoledì, mercoledì primo settembre, è arrivato settembre finalmente. E sono le 16.40. E questo è il viaggio di ritorno, perché il viaggio di andata l’ho finito stamattina, anzi oggi pomeriggio, intorno alle 12. Dopo aver caricato i divani a Matera ieri, sono partito verso le 16.18 da Matera e avevo tre scariche salotti, divani che ho già consegnato altre volte a Mondo Convenienza. È un lavoraccio perché le consegne sono tranquille perché vengono tutte nella regione Lazio. Fino a questo momento ho fatto tre viaggi con i divani, li ho consegnati sempre nel Lazio.

Il problema però è che oltre a fare l’autista mi tocca fare anche il magazziniere. Una volta che arrivo lì a destinazione, dopo aver parcheggiato, messo sotto rampa il camion, mi tocca entrare nel magazzini e aiutare il ragazzo a scaricare. È un lavoraccio perché sudi a bestia e ti fai un mazzo esagerato. Però questa situazione la devo discutere con Ginevrino e voglio capire se è normale la cosa, che io debba scaricare oltre a consegnare?

Quindi ho fatto la consegna a Riano, poi le ultime due a Viterbo. Erano due distinte lì vicino e voglio condividere con voi quello che mi è capitato a Riano e in un certo modo anche qui a Nocera Umbra. Allora, da quando faccio questo lavoro è bello fare dei tragitti, non in autostrada, ma in questi paesini, visitare, scoprire. Infatti sono passato da Spoleto e ho scoperto che è spettacolare. Comunque è bello fare questi tragitti, questi paesini.

Il problema è che quando tu non conosci la strada, il navigatore ti fa fare delle strade che io ho in un certo modo paura. E oggi, stamattina, a Rianno ho tanta tanta paura. Perché? Allora, io utilizzo sia Google Maps che, sappiamo tutti, non fa dei tragitti per i camion m per le auto e il TomTom che ho nel camion. Allora, per essere sicuro, io utilizzo entrambi. E capita spesso, molte volte, che quando devo andare a scaricare in qualche posto, il TomTom non mi sa dire l’indirizzo esatto, no? Non lo trovo, invece con Google basta digitare l’azienda e lei me lo trova subito. Vedi che bello, vedi? Vedi questi posti particolari, vedi queste ragazze qui? Passeggiano.

E quindi dicevamo, quindi utilizzo Google per arrivare proprio al punto esatto della destinazione. E stamattina ho messo Riano su TomTom e poi ho messo il deposito Mondo Convenienza su Google. Ci ero già stato al deposito Mondo Convenienza di Riano. Quindi ero quasi certo di rifare quella strada che avevo fatto in precedenza, quindi ero tranquillo che non trovavo problemi. E invece ne ho trovati e anche parecchi e anche pericolosi.

Allora sono arrivato a un certo punto che avevo seguito Google, sbagliando però. Dovrei poi cercare di usare sempre il navigatore del TomTom e non Google. Quindi mi sono affidato a Google e a un certo punto mi ha fatto girare a destra in una strada. Mancava poco, mancavano 10 km, ma neanche. Allora imboccando questa strada già c’era il segnale che non si poteva, c’era il divieto per i camion. Però il segnale specificava che era divieto dopo un certo chilometro.

Allora io mi sono fermato, già ho capito che non era la strada che avevo fatto la prima volta. E quindi già mi sono un po’ agitato. Ho imboccato questa strada perché non potevo tornare indietro. Non potevo fare la retromarcia, c’erano le macchine dietro che mi stavano suonando. Quindi ho imboccato questa strada e poi per essere sicuro che non facevo una cazzata mi sono fermato dopo 20 metri. E sono sceso a piedi per vedere se era tutto regolare. Ho visto che comunque la strada non era stretta. Allora mi sono messo nel camion, ho bestemmiato i santi e mi sono avventurato.

Ho chiesto subito a un netturbino se era quella la strada per arrivare a Mondo Convenienza. Intanto vedete dove io vado queste aziende che le fanno in certi posti assurdi. Ma questa è una strada che si può fare. Comunque mi sono fermato, ho chiesto al netturbino se era tutto in regola. E lui ha detto che sì era in regola, però a un incrocio dovevo girare a destra. Non a sinistra perché a sinistra era impossibile passare col mezzo.

Allora ho continuato e a un certo punto mi sono ritrovato nel paese di Riano. E lì mi sono spaventato di brutto. Infatti poi mi sono fermato e ho chiesto a delle persone ferme lì se era quella la strada per arrivare a Mondo Convenienza. E i signori mi hanno detto molto tranquillamente che no, avevo sbagliato strada. Che non era quella la strada da fare. Perché non potevo, non ci passava.

Allora ho detto cazzo, ma come cazzo devo fare? A ritornare indietro? E loro mi hanno detto che avevo fatto questa strada. Mi sto affidando al TomTom. Google mi diceva che potevo fare la A14. Mentre il TomTom mi dice che devo andare verso Roma. Devo andare verso Roma. Cioè vedete che cazzo di situazioni? Non vi dico. Però mi sa che questa strada l’ho già fatta. Sto tranquillo.Comunque sto passando Nocera Umbra con il camion. Scopro questi posti che non avrei mai scoperto, Nocera Umbra. Comunque, dicevo, i signori mi hanno detto che era impossibile passare con il mezzo. E allora cosa ho fatto?. Mi hanno consigliato di andare a destra, dove mi aveva detto il mio amico, poi di fare una versione a U e di tornare indietro.

Allora, cosa ho fatto? Sono arrivato a quell’incrocio, ho svoltato a destra e lì mi sono nuovamente fermato e ho chiesto informazioni a un signore che molto gentilmente mi ha spiegato che potevo continuare senza fare inversione a U. Potevo continuare perché ci passavano i pullman e seppure era stretta la strada, comunque c’erano delle curve un po’ pericolose, però mi potevo avventurare.

Allora, io anziché fare l’inversione a U, dopo un po’, quindi senza ritornare indietro, perdere un sacco di tempo, mi sono avventurato in questa strada. E la strada non era poi così tragica, insomma, andavo piano e sono riuscito ad arrivare. C’era una curva un po’ stretta, però l’ho fatta senza nessun problema.

Poi mi sono ritrovato, dopo una discesa ripida, in un incrocio e sia il Google e sia il navigatore TomTom mi dicevano di girare a sinistra. Allora, prima di girare a sinistra, mi sono fermato, sono sceso dalla macchina e ho visto che girando a sinistra era impossibile perché entravo dentro Riano. Proprio dentro il paesino era impossibile e infatti c’era un’indicazione che intanto non ci potevo passare.

Allora, a quel punto ho chiesto un’altra informazione a un ragazzo su un trattore che mi ha detto che invece di andare a destra dovevo girare a sinistra. Quindi entrambi Google e TomTom mi avevano detto una cazzata. Non so come cazzo mi dicevano di girare a sinistra. Comunque ho girato a destra e dopo un po’ sono arrivato a sto bellissimo deposito di Mondo Convenienza. Sono arrivato alle 7 e mezza dopo mezz’ora di ritardo dovuto a questa peripezia.

E ragazzi ho avuto veramente paura perché un conto è se tu sbagli strada con la macchina e non ci vuole niente a fare diversione, fare reetromarcia e tornare indietro. Se sbagli strada con un camion è qualcosa di… c’è il rischio veramente di chiamare i vigili del fuoco e farti arrivare un elicottero. È stato veramente molto molto brutto come situazione. Però me la sono cavato.

Però ecco è difficile. Allora quindi come voleva dimostrare il TomTom mi fa fare la strada la A1. Quindi da Roma mi fa andare non da Ancona come mi aveva detto il Google Maps. E in un certo senso mi piace di più questa strada perché so già che c’è una stazione di servizio dove mi posso benissimo fermare, mangiare, fare la doccia, rilassarmi, fare le 9 ore e poi ripartire. Tanto non c’è fretta.

E quindi vi ho fatto scoprire questo. Nocera umbra. Bella questa situazione. Questa ripresa con la doppia fotocamera. Poi dopo Riano, finito Riano, dovevo… viaggio di torno, era… Nocera umbra. Nocera Umbra. Vabbè, comunque. No, ci siamo. Tutto ok.

Allora, Foligno per Roma. Allora fra 544 km arrivo ad Altamura. Vabbè, facciamo questa altra strada. Così vi posso far vedere queste strade. Questa strada che io non avevo mai percorso. Ora è la prima volta che la percorro. Ed è veramente bellissimo scoprire l’Umbria. Molto bella l’Umbria. Veramente, veramente merita. E quindi il viaggio di ritorno era da Nocera Umbra. Dovevo caricare materiale edile. Anche in questo caso è stato tragico. È stato tragico arrivarci. Perché poi uscito da Nocera Umbra entrambi i navigatori mi dicevano di attraversare Nocera Umbra. Allora io mi sono un po’ spaventato perché stavi attraversando un paesino. Allora mi sono fermato, ho chiamato l’azienda. Dovevo arrivarci. E lei mi ha detto che dovevo stare tranquillo. Dovevo farlo senza nessun problema. E quindi non è stato così tragico la situazione. Però vi dico che stamattina mi sono veramente spaventato.

E questa è ragazzi. A voi è mai capitata una situazione in cui vi siete ritrovati in una strada stretta, mai fatta, che pensavate che non facciano? Già la prima volta che sono arrivato a Riano ho fatto una strada che mi dava il segnale di divieto. Però mi sono avventurato perché non sapevo come arrivarci. In quel tratto c’è stato un attimino un piccolo tratto. Sono entrato nel paese. Però poi mi sono subito ritrovato nella strada grande che mi ha portato al mare. Stamattina invece io speravo di fare quella strada. La prima volta ho fatto una strada che mi ha portato in un’altra. La prossima volta che devo arrivare a Riano magari faccio una terza strada. Vediamo, poi vi faccio sapere.

Ok ragazzi, va bene così. Vi ho condiviso questa situazione stamattina. Vi saluto. Io vi ho detto che tra poco faccio 4 ore e mezza e poi mi fermo alla stazione di servizio. So già dove posso mangiare, lavarmi e dormire. Ok? Vi abbraccio a tutti. Buona strada.

Autista

Risalendo per il secondo viaggio

Ragazzi, buongiorno, anzi, buonasera: sono le 19.20, il sole sta tramontando, quindi è giusto che sia una buonasera.

Allora, allora, allora, io sto risalendo. Sono diretto verso il Lazio per scaricare i divani che ho caricato poco fa da Matera. Il solito edificio e scarico al solito, ai soliti destinatari che sono molto competenti. Devo andare a Riano e poi due consegne a Viterbo, quindi una salita tranquilla. Spero che anche la discesa sia positiva, in modo tale che torni presto in Basilicata.

E’ martedì io ho già fatto un viaggio perché sono partito lunedì mattina alle 4, e non vi dico le  “bombe atomiche” che ci volevano per svegliarmi alle 2.30 lunedì mattina, vabbè, comunque sono partito alle 4 e mi sono diretto in provincia di Macerata per consegnare i legumi, quindi poi da lì ho caricato lì vicino delle lavatrici, non so cosa erano, e sono sceso. Stamattina, ho scaricato a Bari, quindi è stato un velocissimo viaggio durato un giorno, molto operativo su questa questione.

Questo è il primo video che faccio con il nuovo cellulare, scusate, con una funzione che mi permette di utilizzare sia la fotocamera frontale sia quella posteriore. Domani, al prossimo video, utilizzerò per fare il video flash.

Ok ragazzi, non ho da condividere nulla, a parte le notizie di questo viaggio. Per il momento non c’è nulla, è una bella serata, le temperature sono scese, quindi questo è positivo perché si dorme bene. Io, prima, non ho il tempo per dormire, quindi anche il pomeriggio dormo dalle 2 alle 4 e anche il pomeriggio si dorme senza poi alzarti con il sudore, quindi questo è già positivo. Anzi, la prossima volta devo ricordarmi di portare già il sacco a pelo per la notte, questa è la cosa che devo ricordarmi di fare.

Io sono partito alle 6, ora sono le 19, ho 3 ore e mezza di autonomia per guidare, quindi ho fatto le ore di guida della giornata e devo fermarmi. Quindi è una buona notte, starò dormendo. E’ un viaggio…io preferisco la notte che dormo e non viaggiare, tanto il giorno hai meno possibilità di addormentarmi ed essere stanco, e la notte con le luci, anche se dormi, non sei al 100%. Stanotte quindi starò dormendo. Mi sveglio domani mattina con le 7, devo stare a Riano, però ce la faccio tranquillamente, sono 150 km, quindi non è un problema.

La posizione di Riano la conosco, spero che non sia problematica, ma non credo che sia un problema arrivare a Riano.

Va bene ragazzi, ho chiesto a Ginevrino un weekend per farmi una breve vacanza. Quest’anno sta andando così, il prossimo anno farò una vacanza vera e propria.

Va bene, buon viaggio, buon lavoro a tutti.

Buona serata ragazzi. Vi abbraccio.

Flàshati Matera

L’intervista a Martina

Io – Intervistatore

Ok, ci siamo. Allora Martina presentati, presentati.

Martina – Intervistata

Mi chiamo Martina Demuro, ho 31 anni, sono mamma di Luigi e quasi mamma di un altro bimbo, che si chiamerà Alessandro e collaboro con te nel photo booth.

Io – Intervistatore

Perfetto. Come hai conosciuto Mauro, cioè me? Siamo marito e moglie, lei è Martina.

Martina – Intervistata

Perché faceva il pagliaccio, faceva l’animatore turistico e io frequentavo quella spiaggia e da lì ha rubato il mio numero.

Io – Intervistatore

Si raccontaci, non nel dettaglio, però racconta.

Martina – Intervistata

Hai rubato il mio numero per poi farti lo squillo sul tuo telefonino. Hai rubato il mio telefonino per farti lo squillo sul tuo telefonino.

Io – Intervistatore

Si.

Martina – Intervistata

E da lì poi è nato tutto.

Io – Intervistatore

Ok perfetto. Allora un tuo parere quando Mauro, cioè io, ho intrapreso l’attività di photo booth?

Martina – Intervistata

Non ero d’accordo.

Io – Intervistatore

Cosa hai pensato.

Martina – Intervistata

Non ci credevo perché era una cosa, quindi, come tutte le cose nuove fanno paura, spaventano non fanno paura, quindi non ero molto d’accordo.

Io – Intervistatore

Tu non sei una che ha voglia di sperimentare?

Martina – Intervistata

No. Io quando lo vedo all’opera, ok.

(Intromissione di Simba)

Io – Intervistatore

Quindi, dicevi, tu sia una persona molto intraprendente, hai sempre paura?

Martina – Intervistata

Voglio prima vederle in funzione le cose per crederci.

Io – Intervistatore

Che sensazione hai avuto quando hai visto per la prima volta l’aggeggio di Flàshati, del totem. Ti ricordi?

Martina – Intervistata

No non. mi ricordo.

Io – Intervistatore

Io mi ricordo che era una sera, sono andato a prenderlo in Calabria, l’ho portato giù nel garage, io mi ricordo di averti chiamato per…

Martina – Intervistata

E però, sinceramente non ricordo la prima volta che l’ho visto.

Io – Intervistatore

Va bene. E ti ricordi la prima volta che lo hai visto in funzione?

Martina – Intervistata

Si al matrimonio, anzi al quarantesimo di tua sorella.

Io – Intervistatore

Sì esatto, lì è stata la prima volta.

Martina – Intervistata

E da lì ho scoperto che è stata una cosa che avrebbe successo che nemmeno noi ce lo aspettavamo.

Io – Intervistatore

Ok. Vabbè io avevo scritto: “ti ricordi come è andata?”. E’ andata bene al compleanno?

Martina  – Intervistata

Sì si è andata bene, venivano anche dagli altri tavoli.

Io – Intervistatore

La prima volta che lo abbiamo utilizzato è stato al compleanno di mia sorella che faceva i 40 anni, lo abbiamo portato a Molfetta e lì lo abbiamo sperimentato, è stata la prima volta che lo abbiamo sperimentato. Va bene Martina: sono passati due anni che abbiamo il photo booth, che che giudizio dai a questo investimento?

Martina – Intervistata

Se massimo è 10, li dò 11.

Io – Intervistatore

Interessante, va bene. Tu lo avresti fatto di anni fa?

Martina – Intervistata

No. Perché due anni fa avevo altro per la testa.

Io – Intervistatore

Sì, due anni fa è stato un momento molto particolare per noi che poi vi racconterò nel mio libro. Poi, conoscevi il photo booth due anni fa?

Martina – Intervistata

No

Io – Intervistatore

Non avevi mai visto questo aggeggio?

Martina – Intervistata

Mai

Io – Intervistatore

Si, in  effetti anche io non l’ho conoscevo, l’ho conosciuto attraverso la lettura di un giornale, di una rivista. Hai mai fatto un evento da sola senza la mia presenza?

Martina – Intervistata

Si l’anno scorso a Febbraio. E’ stato un po particolare per paura di non saperla gestire, ma poi siamo riusciti alla grande. Da lì ho preso un’altro evento.

Io – Intervistatore

Si, eri con tuo padre perché io ero impegnato in una convention a Rimini. Ma io mi ricordo che tu hai fatto un’altro evento da sola.

Martina – Intervistata

Si.

Io – Intervistatore

Tu eri in un matrimonio e io in un altro.

Martina – Intervistata

Si, mi ricordo, quindi sono due.

Io – Intervistatore

L’evento che ricordi con più gioia senza dire il nome degli sposi?

(intromissione di Simba)

Io – Intervistatore

Allora dicevamo, l’evento che ricordi con più gioia senza dire il nome degli sposi. Un evento anche che abbiamo fatto insieme.

Martina – Intervistata

Nessuno in particolare, più o meno sono stati tutt positivi.

Io – Intervistatore

Ok, e l’evento che ricordi con più dispiacere sempre senza dire il nome degli sposi?

Martina – Intervistata

Quando la macchina ci ha bidonato, perché non abbiamo capito che cosa sia successo e ci ha fatto saltare il matrimonio.

Io – Intervistatore

Si era Agosto, il 23 Agosto. Ok, consiglieresti il photo booth agli sposi?

Martina – Intervistata

Sì, se tornassi indietro lo prenderei anche al mio matrimonio. Anche se non esisteva nemmeno.

Io – Intervistatore

Si esisteva però qui in zona nessuno lo utilizzava. Consiglieresti il photo booth in altri eventi che non sia il matrimonio?

Martina – Intervistata

Sì perché vanno bene in qualsiasi evento, dal battesimo ai 18 anni soprattutto i diciott’anni, matrimoni, dove c’è festa c’è il photo booth.

(intromissione Simba)

Io – Intervistatore

Ok va bene, la penultima domanda: come immagini Flàshati PhotoBooth Matera tra 10 anni?

Martina – Intervistata

Con più macchine che lavorano in vari eventi oppure farci noi un photo booth.

Io – Intervistatore

Ok, l’ultima domanda: hai dei sogni? Aldilà degli aspetti lavorativi, oppure anche lavorativi?

Martina – Intervistata

Un sogno si sta per avverare e di avere sempre la serenità che abbiamo adesso.

Io – Intervistatore

Ok va bene, grazie.

Flàshati Matera

La mia intervista

Buongiorno.

Allora la mia intenzione era fare delle interviste e quindi delle interviste a spose, fornitori di servizi, fornitori di matrimoni, di eventi e fare interviste appunto doveva l’intervista doveva comunque partire dal sottoscritto cioè intervistare l’affiliato di Flàshati PhotoBooth Matera cioè che sarei io quindi la prima intervista che ho deciso di fare è quella a me quindi ecco l’intervista.

 

Io – Intervistatore

Bene. benvenuti all’intervista all’affiliato di Flàshati PhotoBooth Matera. Allora intervistiamo Mauro Gadaleta. Allora Mauro Gadaleta presentati. 

Io – Mauro Gadaleta

Allora, ciao a tutti. Allora mi presento. Allora io sono Mauro Gadaleta, sono un ragazzo di 40 anni originario della Puglia. Sono nato a Molfetta in provincia di Bari ma da oltre dieci anni abito in Basilicata a Policoro. Da maggio del 2010 svolgo la professione di agente di commercio per un’importante azienda nazionale dei prodotti alimentari. Sono un ragazzo appassionato di nuove opportunità di business e questo mi ha portato a conoscere Flàshati PhotoBooth, un’azienda siciliana. Dal 4 novembre del 2017 mi sono affiliato e sono diventato il responsabile di Flàshati PhotoBooth Matera. Sono sposato e ho un bambino. Allora, ritornando al fatto di Flàshati PhotoBooth Matera, ho conosciuto questa realtà e appassionato di nuove opportunità, verificando che nella zona non c’erano altre attività di photo booth ho voluto affiliarmi e quindi aggiungere questa nuova opportunità al mio lavoro principale che è quello di agente di commercio.

Io – Intervistatore

Benissimo, benissimo. Penso che tu mi abbia già risposto alla seconda domanda che avevo in mente di farti, ovvero quando e come hai iniziato a fare questo lavoro, il lavoro di affiliato con Flàshati PhotoBooth Matera. Spiegaci direttamente come è avvenuta questa tua conoscenza.

Io – Mauro Gadaleta

Certo, volentieri. Allora come detto sono un abbonato del giornale Millionaire e sfogliando questo giornale mi sono imbattuto in un articolo che parlava di questa azienda: Flàshati PhotoBooth, siciliana. Mi ha interessato perché richiedeva un investimento non troppo oneroso rispetto ad altre situazioni e, visto che volevo conciliare, abbinare, al mio business principale di agente di commercio una nuova attività che potesse svolgere anche mia moglie Martina, ho chiesto informazione sia a Flàshati PhotoBooth sia a un’altra azienda che proponeva il franchising sul photo booth. Dopo alcuni giorni ho ricevuto la telefonata di Salvo di Guardia, il titolare di Flàshati PhotoBooth, il quale mi ha chiesto delle informazioni, mi ha fatto delle domande sul perché volevo affiliarmi. Mi ha proposto tutti i dettagli e io poi gli ho detto che ci avrei pensato e lo avrei poi richiamato. Dopo alcuni giorni in cui ho verificato la fattibilità di questo investimento che andavo a fare,  quindi ho ricercato su internet il settore del photo booth, mi sono informato sui vari concorrenti che c’erano qui in zona, che non ce n’erano, e sui tempi che richiedeva questo impegno da parte mia in questo nuovo business, anche perché io ho fatto questa scelta sempre partendo dal presupposto che non dovevo togliere spazio al mio lavoro principale che è quello di agente di commercio, quindi verificato il tutto mi sono accorto che comunque era una situazione fattibile che poteva portarmi dei benefici sia lavorativi sia professionali sia personali, quindi ho poi contattato nuovamente Salvo, gli ho dato la mia disponibilità a diventare l’affiliato in Basilicata di Flàshati PhotoBooth e così il 4 novembre del 2017 ho firmato il contratto e sono diventato a tutti gli effetti  l’affiliato in Basilicata.

Io – Intervistatore

Bene, bene, bene. Grazie del tuo racconto molto dettagliato. Allora passiamo alla domanda successiva: che consiglio daresti a chi vuole intraprendere questo tuo lavoro.

Io – Mauro Gadaleta

Allora che consiglio darei a chi si vuole affacciare in questo questo settore dal photo booth che si sta diffondendo sempre più e sempre tanti professionisti cercano di abbinare al loro servizio? Darei, il consiglio che darei è quello di farlo in modo professionale quindi di non farlo in modo molto così improvvisato perché ce ne sono tantissimi di photo booth ultimamente e quindi la scelta da parte degli sposi, come di altre attività che vogliono dare il photo booth, di fare il servizio di photo booth, è molto difficile. La gente cerca sempre qualcosa di bello, sempre un photo booth professionale con dei servizi aggiuntivi, quindi il consiglio che darei quindi in definitiva, è quello di fare un un’attività di photo booth fatta bene, aggiungendoci dei servizi in più.

Io – Intervistatore

Bene. Quali difficoltà hai trovato nell’attività di Flàshati PhotoBooth Matera?

Io – Mauro Gadaleta

Allora quali difficoltà? La difficoltà principale è stata quella di non conoscere questo settore e quindi per me era tutto nuovo. Allora, sono stato fortunato perché in Basilicata non ce n’erano altre attività di photo booth, quindi, ce n’erano mai erano delle attività molto improvvisate, questo mi ha avvantaggiato. Però la difficoltà principale è stata quella di districarmi nel fare marketing e di trovare delle strade per raggiungere i clienti. Nessuna difficoltà in particolare, difficoltà solo nel fare, nel trovare qualcosa di particolare che potesse coinvolgere, farmi conoscere dai clienti.

Io – Intervistatore

Cosa hai studiato per arrivare a questo punto?

Io – Mauro Gadaleta

Cosa ho studiato? Bè ho studiato, ho letto articoli, ho ascoltato audio che mi potessero insegnare argomenti sul marketing, sul content marketing, sul podcast. Questo, perché dal punto di vista di come stare a contatto con la gente era avvantaggiato in quanto ho svolto da giovane, per sei estati, attività di animazione. Quindi sapevo, sono una persona molto estroversa a cui piace stare a contatto con la gente e far divertire.

Io – Intervistatore

Perfetto. Cosa significa per te lavorare nel photo booth, nel settore del photo booth?

Io – Mauro Gadaleta

Allora, cosa significa? Bè, al di là del fatto dal punto di vista prettamente economico, che mi porta non nego dei benefici economici, per me lavorare nel mondo del photo booth significa far divertire le persone, dare un servizio innovativo, far rivivere l’emozione della carta stampata e stare a contatto con la gente. Farla divertire: questo è un qualcosa che mi è rimasto dagli anni in cui ho svolto l’attività di animatore. Ecco, mi piace stare a contatto con la gente, sono una persona molto estroversa, mi piace far divertire.

Io – Intervistatore

Bene e chi devi ringraziare? C’è qualcuno che vuoi ringraziare per essere qui?

Io – Mauro Gadaleta

A chi voglio ringraziare? Bè voglio ringraziare Martina che mi sopporta e poi voglio ringraziarmi io personalmente perché non mi abbatto, sono una persona positiva che cerca sempre di superare le difficoltà.

Io – Intervistatore

Bene. Passiamo all’ultima domanda: come ti vedi tra dieci anni e come vedi il mondo del photo booth tra dieci anni?

Io – Mauro Gadaleta

Come mi vedo tra dieci anni? Allora, tra 10 anni mi vedo che Flàshati PhotoBooth Matera è una bella realtà, consolidata sul mercato e sicuramente tra 10 anni ci saranno tanti photo booth, il settore del photo booth sarà invaso e io sarà stato bravo a fare qualcosa in più, a dare dei servizi aggiuntivi che altri non sono riusciti a fare. Il mio sogno è quello di avere un furgone e di fare photo booth, di dare anche la possibilità di fare photo booth nel furgone.

Io – Intervistatore

Perfetto. Bè grazie Mauro per questa bella intervista e buon lavoro.

Io – Mauro Gadaleta

Grazie a voi, grazie dell’opportunità. Ciao.