
Il Fondo di Garanzia dell’INP è una tutela per i lavoratori in caso di insolvenza da parte del datore di lavoro. È uno strumento per i lavoratori subordinati che si trovano nella situazione di non aver ricevuto il pagamento di determinate spettanze a causa dell’insolvenza del datore di lavoro.
Esso ha il compito di assicurare il pagamento delle seguenti spettanze ai lavoratori:
- trattamento di fine rapporto (TFR), compresi gli eventuali interessi;
- ultime retribuzioni non percepite dal lavoratore (solitamente gli ultimi tre messi di stipendio).
Possono fare richiesta al Fondo di Garanzia i lavoratori subordinati che non abbiano ricevuto il TFR o le ultime retribuzioni a causa di una delle seguenti situazioni:
- Fallimento dell’azienda (o altre procedure concorsusali come concordato preventivo, amministrazione straordinaria, ecc);
- Cessazione dell’attività senza attivazione di procedure concorsuali, se il lavoratore dimostra di aver tentato di recuperare il credito senza successo.
Per accedere al Fondo, il lavoratore deve essere titolare di un credito per TFR o retribuzioni non pagate o dimostrare che il datore di lavoro è insolvente (attraverso sentenza di fallimento o altro titolo esecutivo).
La richiesta deve essere presentata all’INPS tramite:
- portale online INPS con SPID, CIE o CNS;
- patronati o consulenti del lavoro;
- sede territoriale INPS di competenza.
Successivamente l’INPS verifica la documentazione e provvede al pagamento delle somme spettanti neei limiti preevisti dalla normativa. I tempi di erogazione possono variare, ma in genere si aggirano intorno a qualche mese dall’approvazione della domanda.
Queste informazioni le ho prese tramite internet ma erano in mia conoscenza, seppur in. modo molto generale, attraverso colleghi.
Dal 26 Aprile 2021 al 30 Ottobre 2022 ho lavorato come autista presso la “Essegi Transport di Scaltrito Ginevrino Alessandro” sita a Poggiorsini in provincia di Bari, un paese vicino Gravina in Puglia.
Dopo le mie prime due esperienze da camionista di tre mesi ciascuna, fatte in accompagnamento con un collega, decisi di fare il salto di qualità provando l’esperienza di guida in solitaria. Tramite internet trovai l’annuncio di Essegi Transport: dopo una prima chiamata andai ad incontrare il titolare in sede.
L’impatto fu molto positivo così, dopo aver rinunciato a proseguire con l’azienda di Policoro dove stavo lavorando, iniziai la mia prima esperienza di camionista vero e proprio, potendo guidare un camion completamente da solo facendo la linea nazionale.
Ginevrino, il titolare della Essegi Transport, mi aveva dato fiducia e mi permetteva di realizzare quello che volevo fare. Guidare in coppia con altri non era il mio sogno e non potevo imparare realmente il lavoro continuando stando con altri in cabina.
La mattina del 26 Aprile partivo da solo con un Iveco Stralis rosso, trasportando farina, da Poggiorsini verso la logistica MD di Trezzo sull’Adda. Ricordo perfettamente quel primo viaggio verso il nord dell’Italia: un ricordo bello ed emozionante.
L’esperienza con Ginevrino è stata bella. Con lui si era instaurato un rapporto di amicizia che andava oltre il lavoro: essendo quassi coetanei non si era creata quella relazione di capo e lavoratore. Da parte mia c’era comunque il rispetto nei suoi confronti senza mai superare il livello limite.
Potendo guidare da solo ero riuscito ad imparare tanto: come fare i parcheggi e posizionarmi sotto le ribalte, conoscere nuove strade, convivere e far fronte agli imprevisti e ai guasti meccanici, risolvere i problemi con gli scarichi e i carichi, le questioni con le forze dell’ordine.
Anche se la distanza tra Poggiorsini e Policoro non era poca, dovendola fare almeno due volte la settimana (il lunedì o la domenica sera per iniziare la settimana lavorativa e il venerdì pomeriggio o il sabato mattina per ritornarmene a casa) non c’era da parte mia nessuna intenzione di cambiare azienda. La paga era buona e avveniva regolarmente ogni fine mese. Fino al mese di Giugno 2022.
Dopo la morte del collega Rocco, tragicamente scomparso a causa di un incidente stradale vicino Barberino del Mugello sull’autostrada A1, le cose erano cambiate in azienda.
Non considerando i vari intoppi di organizzazione interna che erano aumentati vistosamente già in estate, quello che invece non consideravo legittimo erano i ritardi nel pagamento che da fine Giugno 2022 erano diventati una normalità.
Il giorno del pagamento non avveniva più regolarmente dal 25 al 27 di ogni mese ma poteva arrivare anche fino al 5/10 del mese successivo. Ogni fine mese diventava una sofferenza vedere l’accredito dello stipendio sul conto corrente e ogni fine mese dovevo quasi pregare Inida (la compagna di Ginevrino) o la segretaria per sapere se il bonifico era stato fatto o meno.
Con le scadenze che avevo a fine mese e le cose da pagare, anche un giorno di ritardo dell’accredito dello stipendio per me era un problema.
Ginevrino ovviamente non si faceva vedere ne sentire alla fine del mese e a Settembre, un pomeriggio, ricevo la sua chiamata. Con la scusa di chiedermi notizie sulla consegna di un viaggio a Bari mi parla, cercando di scusarsi, della situazione che tutti i suoi dipendenti stiamo affrontando. Mi promette, a fine chiamata, che le cose cambieranno a breve e tutto si risolverà.
A fine mese di Settembre, il giorno 30 però il bonifico dello stipendio non è ancora arrivato: le promesse di Ginevrino si rivelano nulle.
Siamo alla fine di Ottobre, mi trovo a Frosinone per scaricare della merce. Dopo i ripetuti messaggi a Inida per chiederli se il bonifico era stato fatto, con Martina al telefono abbiamo una discussione: questi ritardi mi portavano a un continuo stress e non lavoravo più con serenità e tranquillità.
E’ il 28 Ottobre del 2022, è un venerdì e il bonifico non è stato ancora fatto. Deve andar bene e me lo faranno il 31 Ottobre per vederlo accreditato il 3/4 Novembre: intollerabile questo ritardo e questa mancanza di rispetto. Decido di andarmene definitivamente. Il lunedì 30 Ottobre si farà festa per il ponte del 1° Novembre, occasione ideale per andare al CAF e inviare via PEC le dimissioni.
Quel venerdì di fine Ottobre arrivo tardi al parcheggio, dal porto di Bari realizzo anche un video (https://youtu.be/EOE_WpfNOLE?feature=shared) per documentare e lasciare in memoria il mio ultimo viaggio con Ginevrino. Il lunedì sono al CAF per inviare le dimissioni in tronco per giusta causa. Queste partiranno il giorno dopo, il 1° Novembre.
Non ho voglia nemmeno di avvisare di quello che sto facendo, non ho voglia nemmeno di chiamarli per spiegare, gli invio un’email, una PEC, spiegandogli la mia decisione e allegando il licenziamento che intanto avevo fatto preparare dal CAF.
Da quel momento in poi non ho più sentito né rivisto Ginevrino, nemmeno un suo messaggio ho ricevuto. Questo lo immaginavo e immaginavo anche che ottenere quello che mi spettava economicamente (l’ultimo mese di lavoro e il TFR) sarebbe stata un’impresa. Per questo motivo mi affido ad un avvocato per seguire l’iter per avere, legalmente, le mie spettanze.
Avere avuto un atteggiamento “amichevole” e andar via in maniera più “normale” non sarebbe servito a nulla e mi avrebbe portato molto più tempo per avere i miei soldi con un punto interrogativo se mai gli avrei ottenuti perlomeno tutti. Questo modo amichevole è stato attuato dalla segretaria e difatti i miei dubbi si sono rivelati fondati.
Su suggerimento dell’avvocato mi affido alle vie legali per avere le mie spettanze e dopo due anni e mezzo finalmente il cerchio si è chiuso.
Il 27 Febbraio viene accolta la mia domanda riguardo il TFR e un mese dopo, il 26 Marzo quella dei Crediti di Lavoro.


Ci sono voluti due anni e mezzo per vedermi accreditato quello che era mio.
In questo lungo periodo gli avvenimenti sono stati tanti tra cui il fallimento nel 2024 della Essegi Transport che era prevedibile per come stavano andando le vicissitudini da quel Giugno 2022.
A Poggiorsini non sono più andato, non sono mai più passato davanti al parcheggio dei camion ma in giro ho ogni tanto rivisto i camion con la scritta Scaltrito. Ginevrino sta continuando a fare il titolare di autotrasporti, nonostante tutto, con una nuova società, in barba ai tanti debiti che ha accumulato. Purtroppo in Italia le cose vanno così.
Rimane comunque il ricordo di una bella e fruttuosa esperienza lavorativa con la Essegi Transport: 80 settimane trascorse imparando realmente il lavoro del camionista di linea guidando da solo.