C’è un momento preciso, durante ogni evento, in cui qualcosa cambia.
All’inizio gli invitati osservano. Passano davanti al photobooth, sorridono, guardano gli altri. Qualcuno dice: “Dopo”. Qualcun altro: “Non sono fotogenico”.
Poi succede sempre la stessa cosa.
Qualcuno entra. Uno solo. O in due. Indossa un cappello, prende un accessorio, fa una smorfia.
Scatta la prima foto.
Ed è lì che il photobooth smette di essere un oggetto e diventa un catalizzatore di emozioni.
Il photobooth è un luogo sicuro
Davanti a un photobooth non c’è giudizio.
Non c’è:
posa perfetta
luce studiata
aspettativa
C’è solo:
spontaneità
gioco
libertà
E questo vale per tutti:
per chi ha vent’anni
per chi ne ha cinquanta
per chi dice di non amare le foto
per chi normalmente resta ai margini
Il photobooth livella le differenze. Rende tutti uguali davanti all’obiettivo.
Le foto più belle sono quelle che nessuno aveva programmato
Ci sono immagini che non potresti mai chiedere a qualcuno di fare.
Un padre che ride come un ragazzo
Una nonna che indossa un cappello troppo grande
Amici che non si vedevano da anni e si ritrovano
Bambini che trascinano dentro gli adulti
Sono foto imperfette. E proprio per questo sono vere.
Il photobooth cattura:
il momento
l’istinto
l’emozione
Non la versione migliore di noi, ma la più autentica.
Matrimonio: il ricordo che gli invitati portano a casa
Quando si parla di matrimonio, spesso si pensa solo a quello che resterà agli sposi.
Ma c’è una verità che molti scoprono dopo:
👉 Gli invitati ricordano un matrimonio anche per quello che hanno vissuto in prima persona.
Una foto stampata del photobooth diventa:
un oggetto sul frigorifero
una cornice sulla scrivania
un segnalibro
un ricordo che torna fuori dopo anni
E ogni volta che viene guardata, riporta a quel giorno.
Non al matrimonio in generale. Ma a quel preciso momento di felicità.
Il valore del tempo: fermare un istante che altrimenti passerebbe via
Gli eventi passano in fretta. Troppo in fretta.
Ci si prepara per mesi, a volte per anni. E poi, in poche ore, è tutto finito.
Il photobooth ha una funzione potente:
rallenta il tempo.
Permette di:
fermarsi
ridere
condividere
creare
E la foto stampata è la prova che quell’istante è esistito davvero.
Diciotto anni: quando una festa diventa identità
A diciotto anni non vuoi solo una festa riuscita. Vuoi qualcosa che ti rappresenti.
Un photobooth a una festa di diciottesimo:
diventa il centro dell’evento
crea gruppi
rompe le barriere
accende la serata
E soprattutto lascia qualcosa di concreto agli amici.
Non una foto da scorrere. Ma una foto da conservare.
Qualcosa che, tra dieci anni, farà dire:
“Ti ricordi quella sera?”
Genitori e figli: un punto di incontro inaspettato
C’è una cosa sorprendente che succede spesso.
I genitori, inizialmente scettici, sono quelli che poi si divertono di più.
Perché il photobooth:
non è invasivo
non obbliga
non mette in difficoltà
Invita.
E quando genitori e figli si ritrovano insieme davanti all’obiettivo, succede qualcosa di raro:
condividono lo stesso linguaggio.
Una risata. Una smorfia. Una foto stampata da portare a casa.
Eventi familiari: quando la fotografia diventa eredità
Battesimi, comunioni, cresime.
Eventi che sembrano “semplici”. Ma che, col tempo, diventano fondamentali.
Perché sono:
i primi ricordi
le prime foto insieme
le prime occasioni di famiglia
La fotografia stampata qui non è solo un ricordo. È una testimonianza.
Un domani quella foto dirà:
“C’eravamo. Tutti.”
Eventi pubblici: quando un’esperienza crea appartenenza
Negli eventi pubblici e aziendali, il photobooth fa qualcosa di ancora più interessante.
Trasforma i partecipanti in ambasciatori dell’evento.
Una foto stampata:
viaggia
viene mostrata
viene raccontata
Non resta confinata in un post che scorre via.
Diventa parte della vita quotidiana di chi l’ha vissuta.
Perché la stampa è ancora un gesto rivoluzionario
Stampare oggi è un atto controcorrente.
In un mondo dove tutto è:
veloce
digitale
temporaneo
La stampa dice:
questo conta
questo resta
questo merita spazio
Una foto stampata ha un peso emotivo. Ha una durata. Ha una dignità.
La differenza tra ricordare e rivivere
Ricordare è un atto mentale. Rivivere è un’esperienza fisica.
Una foto stampata:
si prende
si guarda
si sente
È un ponte tra passato e presente.
Ed è questo che rende il photobooth così potente.
Non è nostalgia. È consapevolezza.
Scegliere un photobooth oggi non significa guardare indietro.
Entrare nel mondo dei droni non significa semplicemente imparare a pilotare un mezzo tecnologico. Significa sviluppare una mentalità professionale, fatta di pianificazione, consapevolezza e responsabilità.
Uno dei primi aspetti che ho compreso è che il drone è uno strumento, non il fine. Il vero valore non sta nell’oggetto che vola, ma nell’utilizzo che se ne fa, nel contesto operativo e nella capacità di offrire un risultato concreto al cliente.
Questo cambio di mentalità è fondamentale per chi vuole trasformare la passione in un’attività economica reale.
Dopo aver conseguito i patentini A1, A2 e A3, ho capito che quello non era un traguardo, ma l’inizio.
Il settore dei droni richiede:
Aggiornamento normativo costante
Studio delle nuove tecnologie
Miglioramento delle competenze operative
Approfondimento di ambiti verticali specifici
Oltre alle certificazioni obbligatorie, sto seguendo e seguirò corsi mirati su:
Sicurezza operativa avanzata
Pianificazione delle missioni
Riprese video professionali
Post-produzione
Analisi dei rischi
Applicazioni tecniche del drone
Questo approccio mi permette di costruire competenze reali, non solo attestati.
Molti vedono la normativa come un limite. Io la considero un vantaggio competitivo.
Conoscere bene le regole significa:
Operare legalmente
Evitare sanzioni
Proteggere clienti e persone
Trasmettere affidabilità
Un cliente serio cerca professionisti in regola, non improvvisati.
Ogni volo deve essere preceduto da:
Studio dello spazio aereo
Verifica delle zone geografiche
Valutazione del rischio
Check tecnico del drone
Analisi meteo
Questo lavoro spesso non si vede, ma è la parte più importante.
Le immagini aeree hanno un impatto visivo fortissimo. Ma non tutte le riprese sono uguali.
Un servizio professionale si distingue per:
Stabilità delle immagini
Scelta delle inquadrature
Movimenti fluidi
Coerenza narrativa
Qualità della post-produzione
Il drone diventa una telecamera volante, capace di raccontare una storia dall’alto.
Uno dei primi settori che sto valutando è quello immobiliare, dove il drone può fare davvero la differenza.
Perché usare il drone nel real estate?
Valorizza l’immobile
Mostra il contesto
Aumenta l’interesse dell’acquirente
Migliora la percezione del valore
Un buon video aereo può trasformare un semplice annuncio in un’esperienza visiva.
Il drone è uno strumento potentissimo per:
Ispezione tetti
Controllo facciate
Monitoraggio cantieri
Documentazione avanzamento lavori
I vantaggi rispetto ai metodi tradizionali
Riduzione dei rischi
Risparmio di tempo
Costi inferiori
Accesso a zone difficili
Documentazione visiva dettagliata
Questo ambito richiede grande attenzione alla sicurezza, ed è per questo che la formazione è fondamentale.
Un settore in forte crescita è quello dell’agricoltura di precisione e della promozione territoriale.
Il drone permette di:
Analizzare grandi superfici
Monitorare coltivazioni
Raccontare il territorio
Promuovere turismo e aziende locali
Il valore non è solo tecnico, ma anche comunicativo.
Uno degli obiettivi di MauroHouse Drone è dimostrare che si può costruire un’attività sostenibile, senza illusioni e senza scorciatoie.
Alcuni principi chiave:
Partire piccoli
Specializzarsi
Offrire qualità, non quantità
Costruire relazioni
Investire nella reputazione
Il guadagno arriva come conseguenza della professionalità, non viceversa.
Il nome e il logo MauroHouse Drone rappresentano:
Identità
Serietà
Visione a lungo termine
Il brand non è solo estetica, ma coerenza tra ciò che si promette e ciò che si offre.
Ogni servizio, ogni contenuto, ogni volo deve rispecchiare questi valori.
Il futuro è fatto di:
Crescita graduale
Specializzazione
Collaborazioni
Innovazione
Non ho fretta. Voglio costruire qualcosa di solido, credibile e duraturo.
Perché sono cruciali per il successo di un’azienda
Nel mondo digitale di oggi, le recensionidei clienti sono diventate un elemento cruciale per il successo di qualsiasi azienda, indipendentemente dal settore.
Grazie alla loro capacità di influenzare le decisioni di acquisto, le recensioni online rappresentano una potente forma di marketing “word-of-mouth” (passaparola), amplificando la reputazione di un’azienda su vasta scala.
Ma perché le recensioni dei clienti sono così importanti?
1. Costruzione della fiducia e della credibilità
Le recensioni dei clienti offrono una prospettiva autentica e non filtrata dell’esperienza che le persone hanno avuto con un prodotto o servizio.
In un’epoca in cui i consumatori sono bombardati da pubblicità e messaggi promozionali, le recensioni rappresentano una fonte di informazione più affidabile. Secondo vari studi, oltre il 90% dei consumatori legge le recensioni online prima di effettuare un acquisto e, una grande maggioranza, si fida delle recensioni tanto quanto delle raccomandazioni personali.
Pertanto, avere un gran numero di recensioni positive può aiutare a costruire fiducia e credibilità, rendendo i potenziali clienti più inclini a scegliere un’azienda rispetto ai suoi concorrenti.
2. Miglioramento della visibilità online
Le recensioni dei clienti non solo influenzano le decisioni di acquisto, ma migliorano anche la visibilità di un’azienda sui motori di ricerca.
Google e altri motori di ricerca tengono conto delle recensioni online nel loro algoritmo di posizionamento. Un alto numero di recensioni positive può migliorare il posizionamento di un’azienda nei risultati di ricerca, rendendola più visibile a potenziali clienti. Inoltre, piattaforme come Google My Business, Yelp e TripAdvisor utilizzano le recensioni come parametro chiave per classificare le aziende.
Di conseguenza, incoraggiare i clienti a lasciare recensioni può avere un impatto diretto sulla capacità di un’azienda di attrarre nuovi clienti attraverso la ricerca online.
3. Feedback costruttivo per il miglioramento
Le recensioni dei clienti forniscono preziosi feedback diretti sulle esperienze dei clienti con i prodotti o servizi di un’azienda.
Questi feedback possono evidenziare ciò che funziona bene e ciò che potrebbe richiedere miglioramenti. Le recensioni negative, in particolare, possono essere viste come un’opportunità per identificare e correggere le problematiche.
Ascoltare e rispondere alle recensioni negative in modo costruttivo dimostra che un’azienda è impegnata nel migliorare la propria offerta e nel fornire un servizio di qualità. Questo atteggiamento non solo aiuta a risolvere i problemi, ma può anche trasformare clienti insoddisfatti in sostenitori fedeli.
4. Promozione del passaparola digitale
Le recensioni dei clienti rappresentano una forma moderna di passaparola, che può avere un enorme impatto sulla reputazione di un’azienda.
Quando un cliente lascia una recensione positiva, sta raccomandando l’azienda ad altri potenziali clienti. Questo tipo di promozione è particolarmente efficace perché proviene da una fonte imparziale e, quindi, è considerata più genuina rispetto ai messaggi pubblicitari tradizionali.
Le recensioni positive possono anche essere condivise sui social media e altre piattaforme online, ampliando ulteriormente la portata del passaparola digitale.
5. Aumento delle conversioni e delle vendite
Le recensioni dei clienti possono avere un impatto diretto sulle conversioni e sulle vendite.
Studi dimostrano che le aziende con recensioni positive tendono a vedere un aumento significativo nelle loro vendite. Le recensioni agiscono come una forma di prova sociale, rassicurando i potenziali clienti sulla qualità del prodotto o servizio e riducendo il rischio percepito associato all’acquisto.
Più recensioni positive un’azienda ha, maggiore sarà la probabilità che un cliente scelga di fare un acquisto.
In sintesi, le recensioni dei clienti sono uno strumento potente e multifunzionale per qualsiasi azienda che desideri costruire fiducia, migliorare la visibilità online, ricevere feedback costruttivo e, in ultima analisi, aumentare le conversioni e le vendite.
Ignorare l’importanza delle recensioni può rappresentare una perdita significativa di opportunità di crescita e miglioramento. Pertanto, le aziende dovrebbero attivamente incoraggiare i propri clienti a lasciare recensioni e gestirle con attenzione per trarne il massimo vantaggio.
Promuovere una cultura del feedback e rispondere in modo proattivo alle recensioni è una strategia vincente per creare una reputazione solida e sostenibile nel tempo.
Il calcestruzzo è un materiale da costruzione ampiamente utilizzato nell’edilizia per la sua resistenza, versatilità e durata. Viene utilizzato per realizzare fondamenta, pavimentazioni, muri, pilastri e una vasta gamma di altre strutture. La sua composizione può variare a seconda delle esigenze specifiche del progetto e delle condizioni del sito.
Il calcestruzzo può essere rinforzato con materiali come l’acciaio per aumentarne la resistenza alla trazione. È un materiale essenziale nell’industria delle costruzioni e continua a essere sviluppato per migliorare le sue prestazioni e ridurre l’impatto ambientale.
Il calcestruzzo ha una storia che risale a millenni fa. Le prime forme di calcestruzzo vennero sviluppate da antiche civiltà come i Romani e i Greci. I Romani, in particolare, utilizzavano una miscela di calce, pozzolana (un tipo di cenere vulcanica) e acqua per creare un materiale da costruzione che è rimasto resistente e durevole per secoli. Questo materiale è noto come “opus caementicium” e costituiva la base delle loro imponenti strutture architettoniche come ponti, acquedotti e edifici.
Tuttavia, l’uso del calcestruzzo non è stato ampiamente diffuso fino alla Rivoluzione Industriale, quando il cemento Portland, un tipo di cemento idraulico, è stato sviluppato e commercializzato nel XIX secolo. Il cemento Portland ha rivoluzionato l’industria delle costruzioni, offrendo una soluzione più economica e versatile rispetto ai materiali tradizionali come la pietra e il mattone.
Da allora, il calcestruzzo è diventato uno dei materiali da costruzione più utilizzati al mondo, e il suo utilizzo è continuamente evoluto con l’introduzione di nuove tecnologie e materiali aggiuntivi per migliorarne le prestazioni e la sostenibilità. Oggi, il calcestruzzo è onnipresente in progetti di costruzione di ogni genere, dalle infrastrutture alle abitazioni, e continua a essere un elemento chiave nel settore edilizio.
Il calcestruzzo ha una vasta gamma di utilizzi in diversi settori:
Edilizia: è ampiamente utilizzato per la costruzione di fondamenta, muri, pavimentazioni, pilastri, travi e altri elementi strutturali nelle costruzioni residenziali, commerciali e industriali.
Infrastrutture: il calcestruzzo è impiegato nella costruzione di ponti, strade, autostrade, gallerie, dighe e altre opere infrastrutturali.
Opere idrauliche: È utilizzato per la costruzione di dighe, serbatoi, canali, condotte, sistemi di drenaggio e altre strutture idrauliche.
Opere di restauro: È utilizzato per il restauro e il rinforzo di strutture storiche e monumenti.
Progetti di ingegneria civile: è utilizzato per la realizzazione di opere di difesa costiera, sistemi di drenaggio, strutture di sostegno e altre opere idrauliche.
Industria: in ambito industriale, il calcestruzzo viene utilizzato per la realizzazione di pavimenti industriali, piattaforme, strutture di contenimento e altre applicazioni specifiche.
Architettura: il calcestruzzo è spesso utilizzato in progetti architettonici per creare elementi decorativi, facciate, pareti e strutture artistiche grazie alla sua versatilità di forma e colore.
Rinforzo di strutture esistenti: il calcestruzzo può essere utilizzato per il rinforzo e la riparazione di strutture esistenti che hanno subito danni o che richiedono miglioramenti strutturali.
Progetti specializzati: viene impiegato in progetti specializzati come la costruzione di piscine, serbatoi, strutture sotterranee e altre applicazioni uniche.
Il suo utilizzo continua a evolversi con l’introduzione di nuove tecnologie e materiali per migliorare le sue prestazioni, resistenza e sostenibilità.
Il calcestruzzo è composto principalmente da quattro ingredienti principali: cemento Portland, sabbia, ghiaia (o pietrisco) e acqua. La proporzione di ciascun componente può variare a seconda delle specifiche del progetto e delle esigenze di resistenza e durabilità.
Cemento Portland
È il legante del calcestruzzo ed è responsabile della sua coesione. Viene prodotto attraverso la macinazione di una miscela di calcare e argilla, che viene quindi cotta ad alta temperatura in un forno rotante e quindi macinata in un fine polvere. Il cemento Portland reagisce chimicamente con l’acqua per formare una matrice solida che tiene insieme gli altri componenti del calcestruzzo.
Sabbia
La sabbia fornisce al calcestruzzo la sua struttura granulare. Deve essere pulita e priva di impurità. La sabbia viene miscelata con il cemento per creare una matrice che conferisce al calcestruzzo la sua resistenza alla compressione.
Ghiaia o pietrisco
La ghiaia o il pietrisco forniscono al calcestruzzo la sua resistenza alla compressione e alla trazione. Questi aggregati sono composti da rocce naturali o artificiali di varie dimensioni, che vengono miscelate con il cemento e la sabbia per creare una miscela omogenea.
Acqua
L’acqua è necessaria per attivare la reazione chimica tra il cemento e gli altri componenti e per consentire al calcestruzzo di essere versato e modellato. La quantità di acqua utilizzata deve essere accuratamente controllata per garantire che la miscela abbia la consistenza corretta senza essere troppo liquida o troppo secca.
Oltre a questi ingredienti principali, possono essere aggiunti additivi o additivi speciali al calcestruzzo per migliorarne le prestazioni in determinate condizioni, come agenti ritardanti per rallentare l’indurimento, agenti aeranti per aumentare la sua resistenza al gelo, o superplastificanti per migliorare la lavorabilità e la resistenza.
Una volta miscelati insieme, questi ingredienti vengono lavorati per formare una miscela omogenea, che può poi essere versata in forme e lasciata indurire. Durante il processo di indurimento, il cemento Portland reagisce con l’acqua per formare una matrice solida e resistente che lega insieme gli aggregati, creando così il materiale solido e duraturo che è il calcestruzzo.
Molto spesso erroneamente si pensa che il cemento e il calcestruzzo siano la stessa cosa ma non è così.
Il calcestruzzo e il cemento sono due materiali strettamente correlati utilizzati nella costruzione, ma hanno scopi e composizioni leggermente diversi:
Il cemento è il componente principale del calcestruzzo. È un legante idraulico prodotto attraverso la cottura di una miscela di calcare e argilla ad alta temperatura, seguita dalla macinazione in polvere fine. Il cemento Portland è il tipo più comune di cemento utilizzato nella produzione di calcestruzzo. È una polvere fine che, mescolata con acqua, forma una pasta che indurisce e lega insieme gli aggregati per formare il calcestruzzo.
Il calcestruzzo è il materiale da costruzione risultante dalla miscelazione di cemento Portland, aggregati, acqua e, talvolta, additivi o ammendanti. Il cemento agisce come legante che tiene insieme gli aggregati, creando una miscela solida e resistente.
In sintesi, il cemento è un componente, il calcestruzzo è il prodotto finito che utilizza il cemento come uno dei suoi ingredienti principali.
Molto spesso, in determinate situazioni il calcestruzzo viene rinforzato con l’utilizzo di armatura in acciaio all’interno della miscela. Questa pratica è nota come calcestruzzo armato resistente e capace di sopportare carichi sostenuti e importanti.
Nel calcestruzzo armato, l’acciaio è inserito all’interno della forma in modo strategico prima che il calcestruzzo venga versato. L’acciaio viene utilizzato perché ha una resistenza alla trazione molto più elevata rispetto al calcestruzzo. Quando il calcestruzzo indurisce intorno all’armatura di acciaio, si crea una combinazione efficace che sfrutta le migliori proprietà di entrambi i materiali: la resistenza alla compressione del calcestruzzo e la resistenza alla trazione dell’acciaio.
L’armatura di acciaio può essere sotto forma di barre, reti o altre forme, a seconda delle esigenze specifiche del progetto e delle condizioni di carico. Questa pratica è essenziale in molte strutture, come ponti, edifici, fondazioni e strutture di ingegneria civile, perché consente loro di resistere a sollecitazioni meccaniche senza compromettere la sicurezza e la stabilità della struttura.
Il calcestruzzo è il fondamento solido su cui si erige il futuro, la roccia su cui costruire i sogni dell’umanità.
Ciao ragazzi, eccomi con un nuovo video: sono a Monte Pradone, vicino Ascoli al polo, al polo logistico Marconi, non lo so chi di voi lo conosce. Io non ci ero mai stato e oggi è la prima volta che sono qui.
Tra parentesi, è molto bello il fatto che con questo lavoro, con questa azienda, ho la possibilità di scoprire tanti posti nuovi, a differenza delle mie due precedenti esperienze dove avevo sempre i soliti tragitti, i soliti viaggi da fare. Qui invece da Ginevrino ho sempre cose nuove, anche il viaggio di andata è stato diverso dal solito: mi sono recato a un paesino a 720 sul livello del mare per scaricare lenticchie che ho caricato da Lofrese a Gravina., chiusa parentesi.
Allora sono qui, sono le 18 e 14 e sono qui ad aspettare la grazia benedetta che inizia a caricare per scendere giù in direzione già so la direzione, Modugno. Sono arrivato stamattina qui intorno alle 11.30, ho fatto presto stamattina allo scarico delle lenticchie e credevo qua mi potessero caricare per poter scendere subito, magari avere anche la fortuna di scaricare già oggi, stasera e stasera stessa essere a casa.
Quindi sono arrivato prima delle dodici e mezzo e mi hanno dato la notizia bomba che caricavano dopo mezzanotte, quindi io sto dalle 12 più o meno. Sei ore le abbiamo fatte e ora aspettiamo le altre sei ore. E quindi questa è la situazione, le attese sono l’aspetto peggiore del lavoro dei camionisti.
Sono quelle situazioni che ti mettono in paranoia, ti mettono angoscia, ti mettono in cattivo umore, perché io potevo benissimo caricato prima così io avevo tutto il tempo di magari, non dico di scaricare a Bari ma sarei arrivato a Bari domani mattina appena apriva ero li pronto. Adesso invece devo aspettare qui mezzanotte, magari finiscono di caricare l’una le due poi scendere veloce e non essere più il primo nello scaricare. Mi preme essere il prima possibile di ritorno perché domani, giovedì ho un impegno personale che vi avevo accennato ieri nel precedente video, lo sapete, e quindi ecco la mia premura è essere in casa per poter espletare le mie cose personali.
Volevo condividere questo video sono le attese, queste attese infinite e c’è da che avevo anche letto un post su Facebook di questa non unione, non collaborazione in tutta la filiale della logistica e poi l’autista è quello ne va di peggio. Perché potevi benissimo stare a Bari, potevo benissimo aver finito i tuoi impegni e magari stare sulla strada di casa e invece sto qui in questo parcheggio sotto questo sole opaco ma fa un caldo incredibile in cabina.
Infatti ho dormito un paio d’ore prima con il camion acceso, infatti c’è il collega che già da prima che arrivassi e mi parcheggiassi, il camion acceso. Volevo prima di concludere questo video, volevo raccontarvi la disavventura mi è capitata questa mattina proprio allo scarico delle lenticchie.
Allora sapete che io per districarsi, ho la mappa in cabina e utilizzo Google Maps sul telefono. A volte le utilizzo entrambi anche per controllare meglio.
Stamattina la via della consegna non era presente su Google Maps, allora ho chiesto informazioni ad un collega che ci era già stato. A pochi metri dalla piazza, in questa rotatoria c’erano 4 stradine e io ho seguito quella che mi diceva Google Maps. Convinto che Google Maps mi dicesse la giusta direzione, ho iniziato, ho imboccato questa via ma purtroppo c’erano degli alberi alti che mi hanno sicuramente graffiato il rimorchio, ho rotto tanti rami ma poi ho fatto giusto 50 metri, ho chiesto a due persone incrociate se era la strada giusta per raggiungere l’azienda che già e mi hanno riferito che la strada giusta era la seconda uscita della rotatoria. Ho dovuto fare retromarcia con difficoltà, ma la cosa più difficile è stata quando sono arrivato alla fine e dovevo girarmi per far sì che mettessi il rimorchio nella giusta posizione della rotazione e da qui rifare, imboccare la strada. E’ stato e molto difficile.
Tutto qua ragazzi che così capita va bene, ci si vede al prossimo video.
Allora, sono le 8 più o meno, 8:12 e io sono fermo a Fermo, no Fermo, sono a Porto Sant’Elpidio e sto aspettando di terminare la mia pausa delle 9 ore per ripartire con destinazione vicino Mantova.
Sto trasportando delle pietre che ho caricato giù e devo scaricare su. E volevo darvi questa notizia sbalorditiva veramente. Allora mi trovo con un nuovo camion che ve lo faccio vedere. Non è un Mercedes ma uno Scania. Sono fermo qui ma la cosa più incredibile e inspiegabile è questa leva qua.
Sto guidando un camion con le marce, assurda vista la mia inesperienza. Infatti quando ho intanto questo lavoro dal 4 ottobre avevo sempre guidato camion con il cambio automatici e quindi per me era diventata un’abitudine guidare questi camion.
Quando ieri sono arrivato al parcheggio e Ginevrino mi aveva già preannunciato che comunque avrei cambiato camion visto che il Mercedes doveva andare in officina per fare dei lavori meccanici e di carrozzeria. Mi ha detto che dovevo cambiare camion, io credevo che mi desse un altro camion con le marce automatiche dato che, già dall’inno gli avevo, proprio all’inizio quando ci siamo conosciuto, gli avevo detto che io non avevo mai guidato camion con le marce, mai portato un camion con le marce quindi ero inesperto su questo camion. Però lui ieri, quando sono arrivato, metti in moto lo Scania blu e parti.
Quando ho apero lo sportello e ho messo in moto il camion e ho visto le marce, li mi sono un attivino spaventato. Ho detto, cavolo e adesso come faccio. Ginevrino non c’era, stava arrivando. No glielo devo dire a Ginevrino, io purtroppo non posso partire con un camion con le marce, io non lo so portare.
Lui poi è arrivato, e ha detto ma non ti preoccupare, impari tanto è come la macchina, così colà e in effetti mi sono messo in marcia e sono partito e sto imparando, ho imparato tutte le altre cose che mi sono successe da quando viaggio da solo.
Bè ragazzi, a parte qualche cazzata non ve la nego mi è successa, finora tutto regolare. Ecco qua la marcia, allora: qui c’è questa leva che me l’avevano parlato del camion con le marce, che c’è questa levetta qui, giù le marce basse, su le marce alte. Poi c’è questa levetta al lato, con le ridotte, senza ridotte e poi c’è qui è spiegato bene con R retromarcia, questa questa lettera mi ha detto Ginevrino è la retromarcia ridotta per le manovre, poi c’è 1 2 e 3 nere con le marce che simboleggiano le marce ridotte e poi 4 5 e 6 di colore grigio che stanno a significare le marce, quelle più veloci.
Eh ragazzi io più o meno me la sono cavata, vabbè c’è da dire che la cosa simpatica è che quando m i sono messo su sono partito con la marcia, con la prima veloce e il camion si è spento.
Però era la prima volta, faccio muovere un camion con le marce, poi ho rimediato e sono partito e da ieri mattina che lo sto utilizzando. Sto trovando delle difficoltà nel capire come, comunque da capire bene, devi sentire i giri del motore, devi cambiare in un certo modo, non è facile. Devi essere più attendo rispetto a guidare un camion in automatico però me la sto cavando a differenza di chi mi aveva insegnato che sarebbe stato assurdo, impossibile, incredibile.
Ragazzi serve la buona volontà, buona volontà di imparare. Questo vi volevo dire di questa situazione qua.
Devo stare solo una settimana con questo nuovo camion perché poi sistemato pronto il mio Mercedes quindi però mi ha fa piacere che sto facendo pratica con il camion con le marce così posso dire che so guidare anche il camion con le marce.
L’Italia confina a nord con Francia, Svizzera, Austria e. Slovenia, come si può benissimo notare dall’immagine.
Queste sono le uniche nazioni confinanti, il resto dei confini italiani sono rappresentati dal mare.
Per poter raggiungere il resto dell’Europa su strada quindi, tralasciando il mezzo navale, è necessario percorrere dei valici o trafori con le 4 nazioni confinanti a nord dell’Italia.
Per raggiungere la Francia esistono i seguenti valici e trafori:
Traforo Colle di Tenda
Colle della Maddalena
Colle del Moncenisio
Traforo del Frejus
Colle del Monginevro
Traforo del Monte Bianco
Colle del Piccolo San Bernardo
Autostrada Ventimiglia-Nizza
Colle dell’Agnello
Colle della Lombarda
Colle della Scala
Per raggiungere la Svizzera esistono i seguenti valici e trafori:
Traforo del Gran San Bernardo
Colle del Gran San Bernardo
Confine di Piaggio Valmara
Confine di Stato Iselle
Confine di Ponte Ribellasca
Confine di Gaggioli
Confine di Porto Ceresio
Confine di Zenna
Confine di Chiasso
Confine di Albogaso
Passo della Spluga
Confine di Campocologno
Confine di Val Bregaglia
Per raggiungere l’Austria esistono i seguenti valici:
Passo del Brennero
Passo di Resia
Passo Stalle
Prato Alta Drava
Valico di Coccau
Passo di Monte Croce Carnico
Per raggiungere la Slovenia esistono i seguenti valici:
Valico di Fusine
Valico di Stupizza
Valico di Gorizia
Valico di Sant’Andrea
Valico di Fernetti
Valico di Pese
Raccordo Rabuiese
Valici e Trafori per la Francia
Traforo Colle di Tenda
Il Traforo del Colle di Tenda è gratuito e consente di raggiungere la Francia passando da Limone Piemonte (CN) e scendendo verso la Liguria (Ventimiglia) e quindi per la Costa Azzurra.
Il passaggio è gratuito e presenta vari tornanti fattibili sia con auto che camper NON per mezzi pesanti.
Attualmente è presente un semaforo, della durata di 20 minuti, per il passaggio alternato nella galleria del Traforo e da un po’ di tempo si sta lavorando alla realizzazione del secondo tunnel (a seguito dei blocchi dei lavori non è possibile indicare una data in cui sarà terminato).
Colle della Maddalena
Il Colle della Maddalena è una bellissima strada panoramica che, sempre dalla Provincia di Cuneo e più precisamente dopo il comune di Argentera (CN), raggiunge la Francia nel Alta Provenza (Larche, Barcellonette, Sisteron…); da qui in prossimità di Gap si può decidere se scendere verso sud della Francia o risalire a nord.
Raggiunta la Francia, se si scende verso sud, dopo il paese di Tallard è possibile prendere l’Autostrada o proseguire su strada normale molto scorrevole e con manto stradale in ottime condizioni; se si va verso nord occorre seguire le indicazioni per Gap e da qui immettersi sulla N85 direzione Grenoble o proseguire ancora per un po’ sulla D994 e poco dopo Veynes imboccare la E712 sempre verso Grenoble (da qui è possibile immettersi prima in Autostrada).
Colle del Moncenisio
Il Colle del Moncenisio è in Provincia di Torino e lo si raggiunge immettendosi nella SS25, Strada Provinciale del Moncenisio, subito dopo l’abitato di Susa per poi ridiscendere nel territorio transalpino in Savoia.
E’ abitualmente utilizzato per raggiungere il nord della Francia.
Il tragitto è discretamente percorribile seppure dobbiamo segnalare che il primo tratto ha una pendenza più importante ed occorre porre una maggiore attenzione soprattutto in discesa per non surriscaldare i freni.
Raggiunta la Francia, poco dopo Modane si può scegliere se immettersi sull’Autostrada A43 o proseguire sulla strada Dipartimentale non a pedaggio D1006.
Traforo del Frejus
L’alternativa al Colle del Moncenisio, per l’inverno o se si vogliono accelerare i tempi di percorrenza, è il Traforo del Frejus che si imbocca dopo Bardonecchia (TO).
Si può raggiungere il Traforo tramite la Strada Statale di Bardonecchia SS335 o l’Autostrada A32; superato il confine si può proseguire in Autostrada A43 o proseguire per via normale dopo l’abitato di Frenay.
Colle del Monginevro
Il Colle del Monginevro è in Provincia di Torino e lo si raggiunge provenendo da Susa sulla Strada Statale SS24 o Autostrada A32 (fino ad Oulx).
E’ abitualmente utilizzato per raggiungere il sud della Francia in quanto, superato il confine nazionale, si scende a Briancon nel dipartimento delle Alte Alpi; da Briancon si procede verso sud ma è anche possibile, seppur con una strada più impegnativa la D1091, raggiungere Grenoble.
Traforo del Monte Bianco
Il Tunnel a pagamento del Monte Bianco collega la Valle d’Aosta con l’Alta Savoia.
Il traforo si può raggiungere provenendo dall’Autostrada E25 o dalla Strada Statale 26 e raggiungendo Courmayeur; da qui, oltrepassato il confine, si arriva a Chamonix dove si potrà proseguire mantenendo l’Autostrada o imboccando la D1205 in prossimità di Marlioz-l’Abbaye.
Colle del Piccolo San Bernardo
Il Colle del Piccolo San Bernardo collega la cittadina di La Thuile in Valle d’Aosta con la Valle d’Isere in Francia e l’intera Savoia.
E’ il colle meno elevato delle Alpi Nord Occidentali e di conseguenza quello considerato più agevole se si vuole raggiungere la zona Savoiarda.
Autostrada Ventimiglia-Nizza
Per chi parte dalla Liguria o durante i mesi invernali quando i colli sono chiusi, è possibile raggiungere la Francia attraverso l’Autostrada che da Ventimiglia (IM) conduce in Costa Azzurra.
Colle dell’Agnello
Il Colle dell’Agnelloè il secondo valico automobilistico più alto d’Italia e terzo in Europa con pendenze medie dell’11% e picchi decisamente superiori e con numerose curve e tornanti.
Si trova in Provincia di Cuneo e collega il comune di Pontechianale con il comune Francese di Molines-en-Queyras.
Colle della Lombarda
Il Colle della Lombarda è probabilmente uno dei più suggestivi valichi alpini con una pendenza media che sfiora il 7% ed unisce la SP255, che da Vinadio (CN) porta al Santuario di Sant’Anna, a Isola in Francia nel dipartimento delle Alpi Marittime.
Colle della Scala
Il Colle della Scala è stato per secoli il più agevole tra Bardonecchia e la Francia, unisce la Val di Susa (TO) con Nevache in la Val della Clarée (Francia) nelle Alte Alpi.
Di fatto il Colle è completamente in territorio transalpino ed è aperto orientativamente tra maggio e novembre.
Valici e Trafori per la Svizzera
Traforo del Gran San Bernardo
Il Traforo del Gran San Bernardo collega il comune di Saint-Remy in Valle d’Aosta con Bourg San Pierre in Svizzera.
Si può raggiungere imboccando la SS27 provenendo da Aosta ed una volta in Svizzera arrivare a Martigny da dove si può prendere l’Autostrada o proseguire su Strada normale.
Il costo del pedaggio per il traforo varia a seconda della tipologia di veicolo. E’ possibile fare il biglietto di sola andata, andata e ritorno (valevole 30 giorni) o abbonamento per più transiti.
Colle del Gran San Bernardo
Il Colle del Gran San Bernardo collega il comune di Saint-Remy in Valle d’Aosta con Bourg San Pierre in Svizzera in alternativa al Traforo.
Si può raggiungere imboccando la SS27 provenendo da Aosta ed una volta in Svizzera arrivare a Martigny da dove si può prendere l’Autostrada o proseguire su Strada normale.
Una volta raggiunto il bivio per il traforo, se si prosegue verso il colle, la strada si inerpica lungo 15 tornanti fino a raggiungere i 2473 m.; da qui si ha una splendida vista sui monti, su un piccolo laghetto e si può raggiungere un ospizio dove vengono allevati fin dal XVI i cani San Bernardo.
Confine di Piaggio Valmara
Questo valico di frontiera collega la Provincia piemontese del Verbano Cusio Ossola con il Canton Ticino in Svizzera, passando per la SS34 che si dirama lungo il lago Maggiore per finire sulla S13 in territorio Svizzero che da Brissago va verso Locarno.
Confine di Stato Iselle
Questo valico di frontiera collega la Provincia piemontese del Verbano Cusio Ossola con il Canton Vallese in Svizzera passando per la SS33 del Sempione e giungendo sulla S9 elvetica.
Confine di Ponte Ribellasca
Questo valico di frontiera collega la Provincia piemontese del Verbano Cusio Ossola con il Canton Ticino in Svizzera passando per la SS337 e giungendo sulla Strada Cantonale verso Intragna. Questo percorso è poco usato e durante il periodo invernale rimane chiuso durante le ore notturne.
Confine di Gaggioli
Questo valico di frontiera collega la Provincia di Varese con il Canton Ticino in Svizzera passando per la SP3 che si imbocca dopo il comune di Malnate per raggiungere la Via Cantonale che conduce al comune elvetico di Rancate.
Confine di Porto Ceresio
Questo valico di frontiera collega la Provincia di Varese con il Canton Ticino in Svizzera passando per la SS344 per arrivare alla Via di Confine nel comune di Brusino Arsizio (Svizzera).
Confine di Zenna
Questo valico di frontiera collega la Provincia di Varese con il Canton Ticino in Svizzera passando per la SS394 per arrivare sulla Via Cantonale nel comune elvetico di Gambarogno lungo la sponda orientale del Lago Maggiore.
Confine di Chiasso
Questo valico di frontiera, tra i più utilizzati per raggiungere la Svizzera, collega la Provincia di Como con il Canton Ticino passando per l’Autostrada A9 che da Ponte Chiasso raggiunge Chiasso e si immette sulla E35. In alternativa alla A9 è possibile raggiungere il confine da Via Brogeda.
Confine di Albogaso
Questo valico di frontiera, collega la Provincia di Como con il Canton Ticino passando per la SS340 che si imbocca da Menaggio e che raggiunge Lugano attraverso la Via Cantonale costeggiando in parte il Lago di Lugano.
Passo della Spluga
Il Passo della Spluga è uno dei più importanti valichi alpini e collega la Valle Spluga con l’Alta Valle del Reno. Si raggiunge imboccando la SS36 che da Chiavenna conduce verso il Montespluga e quindi nel comune elvetico di Spluga. Questo valico usato dai vacanzieri nel periodo estivo è caratterizzato da un alto numero di tornanti.
Confine di Campocologno
Questo valico di frontiera collega la Provincia di Sondrio con il Cantone dei Grigioni in Svizzera passando per la SS38 che da Tirano conduce alla S29 nel comune elvetico di Brusio.
Confine di Val Bregaglia
Questo valico di frontiera collega la Provincia di Sondrio con il Cantone dei Grigioni in Svizzera passando per la SS37 che si imbocca dopo Chiavenna che conduce alla S3 nel comune elvetico di Bregaglia.
Valici per l’Austria
Passo del Brennero
Il Passo del Brennero è uno dei collegamenti più importanti verso il nord Europa e mette in comunicazione l’Alto Adige con il Tirolo in Austria.
E’ possibile raggiungere il passo attraverso l’Autostrada A22 e proseguire sull’Autostrada Austriaca A13 oppure arrivare sulla SS12 e quindi proseguire sulla N182; in entrambi i casi il primo comune importante in territorio estero è Gries am Brenner e da qui proseguire.
Una volta in Austria, proseguendo in autostrada, si transiterà sull’imponente viadotto a pagamento Europabrucke (Ponte dell’Europa).
Passo di Resia
Il Passo di Resia collega l’Alto Adige con il Tirolo in Austria passando per la SS40 che si imbocca a Sluderno e che conduce alla N180 per il comune di Nauders.
Il percorso affianca in parte lo splendido lago Resia offrendo una meravigliosa vista sul lago stesso e le montagne.
Passo Stalle
Il Passo Stalle è un valico alpino che collega l’Alto Adige e precisamente la Valle di Anterselva con la Defereggental in Austria. In zona Valdaora si imbocca la SP44e si ridiscende in Austria tra i graziosi scenari della Deferegental sulla L25.
Gli ultimi 5 Km in territorio Italiano sono a senso unico alternato e regolamentati da un semaforo mentre sul versante austriaco la strada è a doppio senso di marcia.
Prato Alta Drava
Il Prato Alta Drava è l’ultimo comune Italiano nella Val Pusteria al confine con l’Austria che collega la Valle con il Comune del Tirolo di Arnbach.
Da San Candido si prosegue sulla SS49 e si raggiunge la N100 in territorio Austriaco. In questa zona passa anche la splendida ciclabile DOBBIACO-LIENZ.
Valico di Coccau
Il Valico di Coccau collega l’Italia con l’Austria attraverso l’Autostrada A23 che dopo aver superato Udine si dirige a Tarvisio e da qui al confine (in Austria si percorrerà l’Autostrada A2).
E’ anche possibile optare per la SS13 che affianca quasi in linea parallela l’autostrada di cui sopra e raggiungere l’Austria e il comune di Arnoldstein sulla N83.
Passo di Monte Croce Carnico
Il Passo di Monte Croce Carico è un valico alpino delle Alpi Carniche che collega il Friuli Venezia Giulia con l’Austria e precisamente il paese di Timau con Mauthen in Austria.
A Tolmezzo si imbocca la SS52 e si raggiunge il confine da dove si intraprenderà la N110 in territorio austriaco.
Valici per la Slovenia
Valico di Fusine
Il Valico di Fusine collega l’Italia con la Slovenia attraverso la SS54 che proviene da Tarvisio e prosegue dopo il confine sulla N202 verso Kranjska Gora.
Nonostante l’altitudine non troppo elevata, in inverno è uno dei luoghi più freddi di tutta la Regione raggiungendo anche -30°.
Valico di Stupizza
Il Valico di Stupizza collega l’Italia con la Slovenia attraverso la SS54 che da Udine porta verso Cividale del Friuli e da qui al confine e si riversa sulla N102 in direzione Caporetto ed il tratto mediano della Valle d’Isonzo.
Valico di Gorizia
Gorizia è una cittadina completamente confinante con il comune Sloveno di Nova Goriza e pertanto ci sono molte vie cittadine che fanno da confine tra i due stati.
Valico di Sant’Andrea
Attraverso l’Autostrada A34 che scorre a sud di Gorizia si raggiunge la Slovenia lungo la via più utilizzata e precisamente si arriva a Vertoiba immettendosi sulla H4 in territorio estero.
Valico di Fernetti
Il confine di Stato di Fernetti attraverso il Raccordo RA14 collega l’Italia alla Slovenia in direzione Sesana.
Valico di Pese
Attraverso ilValico di Pese (o Pesek) si raggiunge il territorio Sloveno percorrendo la SS14 che si dirige a Cosina a sud della Slovenia ed eventualmente si prosegue in Croazia direzione Fiume.
Raccordo Rabuiese
Attraverso il Raccordo Rabuiese si raggiunge l’Istria sia Slovena che, andando verso sud, quella Croata. Si imbocca il raccordo in zona Lacotisce (TS) e si raggiunge la superstrada slovena H5 in direzione Capodistria.
Avevo 5 mesi fa, per “gioco”, scritto un articolo in cui elencavo i 30 canali YouTube di camionisti italiani.
Mi ero divertito a fare una classifica in base ai numero degli iscritti di ciascun canale e mi ero soffermato ai primi 30.
A distanza di 5 mesi, riscrivo uno stesso articolo aggiornando la classifica con i numero di iscritti e inserendo altri 17 canali (quelli sottolineati) che ho scoperto o che mi hanno suggerito.
Credo che ce ne siano altri canali ma che non ho potuto inserire perché io non li conosco. Come d’altronde nasceranno altri canali nei prossimi mesi: ragion per cui faremo un successivo articolo.
Questo elenco è aggiornato al 28 Agosto 2023 per quanto riguarda il numero di iscritti per ognuno.
Ho aperto il mio canale YouTube il 7 Novembre 2014.
In quel periodo facevo il rappresentante e avevo attivato YouTube, non ricordo bene, sicuramente senza nessun valido motivo.
Non era mia intenzione metterci video, anche perché in quel periodo ero focalizzato soprattutto su Facebook.
Poi arriva il 2020, il COVID e l’intenzione forzata di cambiare lavoro. Ho le patenti e allora penso seriamente di iniziare a fare il camionista.
Nel mentre la possibilità diventa sempre più concreta, inizio a navigare su YouTube per scoprire i canali che trattano l’argomento dei camion.
Scopro tanti colleghi “youtuber” e la cosa inizia a piacermi.
Durante gli 11 anni di lavoro come venditore avevo utilizzato Instagram, Facebook e un blog per informare “il mondo esterno” della mia professione di rappresentante Marr.
Anche da camionista voglio essere “social” e penso a YouTube come canale comunicativo. Proprio su YouTube avevo scoperto canali di colleghi camionisti e credo che sia il mezzo più idoneo.
Studio come utilizzare il mio canale YouTube da camionista, aperto già da 6 anni ma mai utilizzato, senza nessun video caricato. Non ho idee ben precise ma la voglia di condividere, quella è ben decisa.
Siamo ai giorni nostri, sono passati 3 anni (quasi) dal mio inizio in questo nuovo mondo. 3 anni che utilizzo YouTube per condividere la mia vita da camionista.
Finora ho caricato oltre 500 video, ho superato i 1000 iscritti, ho varie Playlist, ho portato idee nuove e ne ho in mente altre.
Oggi inizio un nuovo appuntamento.
Ogni settimana, nella sezione Community del mio canale, riproporrò i miei video passati. Inserirò il link e ne racconterò (per quello che ne ricorderò) la “storia” di quel particolare video o short.
Un modo per ricordare “com’ero”, cosa dicevo e cosa pubblicavo.
Ero consapevole che, a differenza delle marche di trattori stradali presenti in Italia, il mondo dei semirimorchi era più vasto.
Ma non immaginavo che dopo sole due settimane dovessi rivedere il mio primo articolo per farne un secondo.
Aggiornandolo il primo articolo con altre 8 marche di aziende che malauguratamente avevo dimenticato.
Tre di queste otto aziende “dimenticate” sono straniere.
Avendo la possibilità di poter sconfinare i confini italiani posso vedere anche aziende di semirimorchi che magari in Italia non sono così comuni.
Reis Treyler
Azienda con sede in Turchia a Konya. Produttore di rimorchi telonati, a sponda o ribaltabili.
PaganiniCar
PaganiniCar è un’azienda italiana nata nel 1976 con il nome di Officine Paganini. È famosa per la realizzazione di rimorchi e semirimorchi con allestimento ribaltabile.
Kempf
Kempf produce rimorchi agricoli e speciali. Azienda tedesca, uno dei principali fornitori di rimorchi in Europa oltre che in Germania.
Bartoli Rimorchi
Bartoli è presente con i suoi centri di assistenza in tutta Italia ed è rivenditore di semirimorchi nonché anche di noleggi.
Omsp Macoli
Dal 1970 azienda italiana produttore di veicoli cisterna autoportanti per gas liquefatti (GPL, CO2, LIN, LOX e LAR).
Orthaus
Orthaus Trailer, costituita nel 2010, si trova nel territorio di Sakarya-Akyazi in Turchia. La maggior parte della produzione dell’azienda viene esportata.
Rinaldo
Vanta oltre 70 anni di tradizione nella produzione di allestimenti per veicoli commerciali e industriali.
Adamoli
Nasce nel 1977 nella periferia di Mantova come una piccola officina. Sinonimo di costruzione e vendita di semirimorchi, rimorchi, ribaltabili, piani mobili e tappeti rotanti.
Ci sarà anche un terzo articoli in cui affronto l’argomento dei semirimorchi?