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Quali sono i magnifici 8?

Ecco le 8 marche di trattori stradali che circolano in Italia.

Se non sei un camionista gli 8 loghi dell’immagine forse non ti dicono nulla, o perlomeno le hai viste ma non ti suscitano nessun effetto.

Per chi invece fa il lavoro dell’autotrasportatore gli 8 simboli significano molto di più.

Sono i loghi dei trattori stradali, più volgarmente detti, camion.

Anche al sottoscritto alcune marche nell’immagine non dicevano nulla, fino a quando non ho iniziato a fare questo lavoro.

Sono le 8 marche di camion che circolano in Italia e, tranne casi eccezionali, le uniche.

Vediamole e scopriamo qualcosa per ognuna di esse.

In Italia, da uno studio di Trudus, il marketplace per camion, è emerso che il podio è questo:

1. Iveco

2. Scania

3. Mercedes

In Europa invece la classifica di trattori stradali più presente è la seguente:

1. DAF

2. Volvo

3. Scania

Andiamo a conoscerli più in dettaglio.

Iveco

Iveco sta per l’ acronimo di Industrial Vehicles Corporation (letteralmente Società per la produzione di veicoli industriali), è una società italiana fondata nel 1975 a Torino.

Ha impianti produttivi in Europa, Cina, Brasile, Russia, Australia, Africa e Argentina.

Iveco fa parte di Iveco Group che comprende altri marchi tra cui:

  • Iveco Bus per la costruzione di mezzi per il trasporto di passeggeri;
  • Iveco Astra per la costruzione di veicoli fuori strada per l’edilizia e l’industria estrattiva;
  • Magirus per la costruzione di veicoli antincendio;
  • Iveco Defence Vehicles per la costruzione di veicoli militari.

Volvo Truck

Volvo Trucks è una compagnia svedese di proprietà del gruppo Volvo. Grazie all’acquisizione di Renault Trucks, nel 2001, il gruppo Volvo si presenta tra i maggiori costruttori mondiali di autocarri.

Il gruppo Volvo è nato nel 1928 a Goteborg.

MAN

MAN, acronimo di Maschinenfabrik Augsburg-Nürnberg, è una società tedesca produttrice di automezzi pesanti.

Dal 2011 fa parte del gruppo Volkswagen da cui è stata acquistata.

L’azienda MAN è nata nel 1758 a Monaco ed è specializzata anche nella costruzione di veicoli ferrotranviari.

Ford Trucks

La storia del segmento autocarri di Ford inizia nel 1960.

Inizialmente l’F-Max era stato concepito per il mercati americano, turco, russo ed Europa Orientale, in Europa Occidentale e quindi anche per il mercato italiano, ha fatto la sua prima comparsa nel 2018.

Il modello F-Max, l’unico per il momento presente nel mercato italiano va a sostituire il modello Cargo.

Mercedes Benz

Il gruppo Mercedes Benz è famosa e conosciuta per le sue autovettura e anche furgoni leggeri.

Il gruppo però è anche produttore di veicoli industriali e autobus.

È un’azienda tedesca che ha sede a Stoccarda.

Mercedes-Benz è il marchio commerciale utilizzato da vari produttori nel tempo. Nel 2007, a seguito del disimpegno della Daimler dal gruppo nato dall’unione con la Chrysler, Mercedes-Benz è il marchio della nuova Daimler AG unitamente a Maybach, McLaren (fino al 2009) e Smart.

DAF

DAF è una casa produttrice di camion e di autovetture (la cui produzione è interrotta), con sede a Eindhoven (Paesi Bassi), fondata nel 1928. Tra le sue attività vi è anche la fabbricazione di veicoli militari.

La denominazione DAF dal 1932 è l’acronimo di Van Doornes Automobilfabrieken.

Scania

Scania è un’azienda svedese con sede a Södertälje in Svezia, controllata per il 45,66% dal gruppo Volkswagen, per il 13% della MAN e il resto distribuito tra vari azionisti.

Il nome Scania deriva dalla contea omonima.

Renault Trucks

La Renault Trucks è un’azienda francese che produce veicoli industriali e commerciali (autocarri e furgoni).

Essa fa parte del gruppo svedese Volvo, dal momento della sua vendita da parte di Renault, avvenuta il 2 gennaio 2001. L’azienda fu fondata nel 1978 dalla fusione di Berliet e Saviem col nome Renault Véhicules Industriels.

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I vantaggi di fare il camionista

E’ scontato che in ogni lavoro ci sono gli aspetti positivi e negativi. Sicuramente fare il calciatore ha pochissimi aspetti negativi, ma per i sogni ci stiamo attrezzando.

Ritornando con i piedi per terra, affrontiamo aspetti più comuni e quindi lavori alla portata della maggioranza delle persone.

Come detto, in ogni lavoro, volente o nolente, ci sono i pro e i contro. Non voglio in questo articolo fare esempi che non mi competono su lavori che non conosco, vorrei affrontare il mestiere che faccio: l’autotrasportatore.

Aspetti negativi ce ne sono tanti e saranno affrontati in un seguente articolo, ora però vorrei iniziare a evidenziare gli aspetti positivi del fare il camionista come lavoro. Perché, seppur la maggioranza mi dirà il contrario e non ammetterà quello che dico, anche fare il camionista ha i suoi pro.

Io ne voglio condividere 3, secondo me i più importanti e che mi toccano da vicino.

La libertà

Fare il lavoro del camionista comporta, come primo e più evidente aspetto, la libertà.

Vorresti mettere a confronto il lavoro di un operaio in una fabbrica con quello di un camionista? 

Vorresti mettere a confronto il lavoro di un dipendente in un banale ufficio seduto in una scrivania davanti al computer a fare le stesse cose tutto il giorno, tutti i giorni, con il lavoro del camionista?

Dai, facciamo i seri, e diciamo le cose come sono.

Fare il camionista è un tipo di lavoro in cui sei libero dalla monotonia, dalla banalità, dalle solite e ripetibile cose che tanti lavori sono costretti a sopportare.

Facendo il camionista sei libero di viaggiare, di incontrare sempre gente nuova, di scoprire posti diversi, usanze diverse. Sei libero dalla continua oppressione di un capo che ti mette pressione e ti sta sempre con il fiato sul collo?

Non credo proprio e questo è un vantaggio. 

La scoperta

Questo secondo aspetto è forse quello più logico e risaputo da parte della gente comune.

Vuoi mettere la possibilità concreta di scoprire sempre posti nuovi e diversi facendo il camionista rispetto a un semplice lavoro in un negozio?

Chi fa il camionista “di linea” può vedere città nuove e diverse ogni settimana, ancor più se l’estero. Ma anche il camionista “giornaliero” ha la possibilità di scoprire gente diversa ogni giorno.

Il camionista è un lavoro mai banale e mai uguale che tanti altri che stanno sempre nelle 4 mure di un ufficio o di un negozio e vedono sempre le stesse persone e colleghi.

L’indipendenza

E siamo giunti all’ultimo aspetto che io ho considerato un vantaggio nel fare il lavoro del camionista.

Come detto in precedenza, il camionista è colui che vive sulla strada, guidando un mezzo pesante e trasportando la merce da un luogo ad un altro. Gli viene consegnata la merce e lui la deve portare, integra ovviamente, in un posto ben preciso.

Questa è la sua mansione. Spesso ha la necessità di rispettare degli orari ben precisi, molte altre volte questi orari sono più flessibili. Naturalmente non può fare quello che vuole e arrivare quando vuole: ma questa è ovvietà.

Ricevuto il compito il camionista ha l’indipendenza di gestire il suo compito rispetto ad altri lavori. Può gestire il suo tempo nel miglior modo possibile rispettando il compito affidatogli.


Di aspetti positivi ce ne sarebbero ancora altri, ma mi voglio fermare a questi tre.

Poi affronteremo gli aspetti negativi del fare questo lavoro. Saranno decisamente più di tre!

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Fare la “linea” VS Fare il “giornaliero”

Buongiorno ragazzi, come va?

Scusate se non vi guardo ma sto guidando, quindi sempre sicurezza. Allora nuovo video, innanzitutto in questi giorni vi devo far vedere quella novità, quella bellissima situazione che vi avevo preannunciato nei giorni scorsi ma ancora non ho avuto tempo peer farsi sentire perché è una cosa che va ascoltata.

Allora oggi è venerdì, io sto guidando e mi sto recando al parcheggio. Ho fatto questa giornata, sono le 13 44 e mi mancano, diciamo venti km e sto tornando a Poggiorsini. In questo video volevo parlargli di questa settimana come è andata.

Siamo al 28 di Maggio e tra tre giorni finisce Maggio. Allora in questo mese e mezzo ho notato, già nei primi giorni di Aprile, Ginevrino, il titolare, mi aveva detto che ogni fine mese ha meno lavori e qu indi non riesce a creare dei viaggi i settimanali per i dieci autisti che lui ha, quindi a fine mese c’è meno lavoro. In questa settimana, questo terso viaggio, tra virgolette se si può chiamare viaggio, nella giornata di oggi e la giornata di lunedì e stata una settimana un po particolare rispetto alla settimana scorsa, dove avevo fatto i tre viaggi in una settimana. Ero partito domenica, non questa domenica, ed ero ritornato sabato pomeriggio a casa, stando tutta la settimana fuori casa facendo tre viaggi completi.

Questa settimana invece, parlo di maggio, ho fatto si tre viaggi ma ora vi spiego che viaggi sono. Sono partito lunedì, sono andato a scaricare il carico che avevo fatto sabato a Molfetta e sono tornato intorno alle 2 al piazzale. Poi ho lavato il camion, va bene servizi vari, sono stato a casa alle 6, quindi lunedì alle sei di pomeriggio stavo a casa. Quindi il primo viaggio, tra virgolette.

Poi sono partito martedì e questo si può chiamare un viaggio: sono stato caricato il vetro a Castellaneta e sono andato vicino Vicenza, da lì ho scaricato e caricato e sono ritornato giù e ieri ero a casa sempre verso le 7. Stamattina alle sei e mezza sono ritornato ho ripreso il camion, ho caricato a Poggiorsini stesso, ho scaricato a Rutigliano, ho caricato dii nuovo il vetro a Castellana e ora sto tornando al parcheggio.

Quindi questa è stata una settimana come se ho fatto il lavoro giornaliero come autista. E sinceramente non m i dispiace più di tanto. Perché sapere che esci di casa, seppur presto, stamattina mi sono svegliato alle quattro e mezza e alle 6.30 ero già sul camion già in partenza; sapere che, ti svegli la mattina e comunque nel tardo pomeriggio sei a casa non è una brutta cosa a differenza di fare la linea: uscire la domenica e ritornare il sabato.

Quindi tra le due settimane sinceramente preferirei questa settimana. Quindi il giornaliero è una cosa che prima o poi penserei di fare. Il mio obiettivo è quello di fare un lavoro di autista giornaliero.

Certo con la linea guadagni di più, perché comunque hai la trasferta però sei fuori casa tutta la settimana, non vedi tua moglie, non vedi i tuoi figli, dormi nel camion, invece con il giornaliero hai la possibilità di fare una vita più regolare.

Io non so chi di voi, chi mi segue in questo video, fa il giocoliere o la linea ma io tra le 2 preferisco fare il giornaliero. Voi che ne pensate?

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Una decisione sofferta ma necessaria. Forse…

Buongiorno. Mi va di fare questo video oggi, a distanza di oltre un mese da questo lavoro, che ho iniziato il 4 ottobre: oggi siamo al 4 novembre ed è anche il compleanno di mia moglie.

Allora sono, siamo perché viaggio con mio zio in questa azienda Lateana e siamo all’azienda Primavera di Policoro. Siamo in attesa qui, abbiamo messo, mio zio ha messo il camion sulla ribalta 2 e siamo in attesa che ci caricano. Poi l’itinerario giornaliero di oggi, del mercoledì, prevede che andiamo a Matera, sempre all’azienda di Primavera a caricare, a fine di caricare il camion, dopodiché siamo diretti a Milano al mercato di Milano, al mercato di Novara e altre consegne, altre due piccole, in altri due magazzini in Lombardia.

Allora, in questa settimana metterò in pratica, ahimè, la disdetta all’altro lavoro che avevo, quello di agente di commercio. Mi sono reso conto che comunque è opportuno lasciare e dedicarmi a questo nuovo lavoro che mi piace, mi dà soddisfazioni quando guido: preferisco viaggiare da solo però per il momento, sto acquisendo quella dimestichezza e quella padronanza che non ho, non ho ancora, visto che avevo le patenti ma non avevo mai guidato una bestione di 20 metri lungo, quindi per il momento va bene così.

Niente, è un lavoro bello, mi piace, è un po sacrificante perché ho cambiato delle abitudini che prima avevo, come stare a casa, stare ogni sera a casa, ma comunque è un lavoro che ti da la certezza di avere uno stipendio e di non subire limitazioni da questo nuovo look down che sta per iniziare. Tutto qua.

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Il resoconto del primo viaggio

Siamo all’interno del camion 730 Scania che ho ricevuto nel primo primo viaggio che ho fatto il 4 Ottobre.

Sono partito alle 8 30 da Tursi e ho effettuato la consegna al mercato ortofrutticolo di Firenze, poi mi sono recato a Milano. Lui è mio zio, l’insegnante.

Da lì Milano abbiamo stato fino alle nove e mezza del 5 ottobre, dopodiché siamo arrivati all ATS, Centro Logistico a San Giuliano Milanese. Qui abbiamo ci sono messi “dalla frana”, un termine che era la prima volta lo sentivo siamo, messi “nosella” un numero 87 abbiamo parcheggiato alle 10 30 circa, dopodiché ci siamo restati fermi fino alle loro perché sono le quasi le 5 e siamo ancora fermi. Abbiamo pranzato, ci siamo visti con mio cognato, che lavora qui a Milano che ci ha raggiunto. Ho incontrato un amico camionista di Policoro e siamo fermi e siamo in attesa che ci caricano per poi scaricare a Foggia e a Bari, domani sicuramente e domani tornerò a casa per la fine del mio primo viaggio.

Quindi volevo giusto far vedere la situazione. Ecco qui altri camion fermi che attendono di essere caricati, per compartire. Io sono nella cabina così a rilassarmi, tutto sommato è un lavoro che mi piace, mi piace guidare dallo tutto sommato spero aveva fatto un cambio un cammino al prossimo video.

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Unirsi per combattere. Anzi no!

Uniti si vince, ma in questa categoria si preferisce camminare da soli.

Lo stare soli in cabina può compromette anche le iniziative di fare “squadra” per migliorarsi.

Faccio il lavoro del “camionista”, anche se io preferisco annunciarmi che faccio l’autista come lavoro, da un po’ tempo e ho notato un aspetto che vorrei tanto cambiare.

Il lavoro dell’autotrasportatore è un lavoro fatto al 90% in solitaria. Solo nei momenti di scarico, carico merce o nelle pause prestabilite, l’autista di mezzi pesanti ha modo di avere dei rapporti umani con altra gente.

Quanto detto è solo un mio pensiero generalizzato ma non si discosta tanto dalla verità.

L’autista dei mezzi pesanti guida un veicolo da un punto A a un punto B e lo fa solo in cabina quasi sempre. Tranne i casi in cui si viaggia in coppia.

Ci sono le eccezioni ma adesso voglio soffermarmi sul titolo di questo articolo.

È un lavoro quindi che ti porta a stare tante ore da solo e questo stare solo ha, in molti casi e per tanti, compromesso quel senso di unione che in altri settori esiste.

Il camionista preferisce pensare a se stesso, preferisce che la situazione, la sua situazione lavorativa, vada bene. Poi degli altri e del contesto generale poco gli interessa.

Questo modo di vedere le cose è chiaramente dimostrato dal fatto che non esiste un’organizzazione che tuteli la categoria dei camionisti.

In quasi tutte le categorie lavorative esistono delle Associazioni, a volte anche più di una, che hanno lo scopo di fare sentire quella categoria verso le istituzioni.

Da soli non si riesce mai a cambiare un aspetto negativo, tranne in rari casi. Solo l’unione porta a dei benefici.

Invece per la categoria in cui adesso mi ci trovo, almeno fino a poco tempo fa, non esisteva un’organizzazione che dava l’opportunità ai tanti camionisti italiani di potersi unire per cercare di migliorare degli aspetti negativi.

Fortunatamente ultimamente le cose stanno cambiando, nel senso che stanno nascendo delle Associazioni a tutela della figura del camionista.

Il fatto che in passato, e fino a poco tempo fa, questo senso di condivisione non era affatto preso in considerazione, credo sia dovuto al fatto che il camionista è un solitario e, il solo pensiero di aggregarsi, di fare squadra, di unirsi per migliorare l’intera categoria, interessa poco a una grossa fetta dei tanti lavoratori di questo settore.

Se qualche pazzo poi, decide che è giunto il momento di creare qualcosa che possa iniziare a migliorare i tanti aspetti negativi di questo settore, creando delle Associazioni, delle iniziative di aggregazioni, questo personaggio viene appunto visto come un pazzo dai suoi colleghi.

L’assurdo è che, se si fa presente che l’unione creata dal pazzo ha portato ad un beneficio per l’intera categoria, si preferisce screditare il buono che si è fatto, dando poca importanza a quanto avvenuto.

Perché tutto questo? Perché il camionista preferisce lamentarsi piuttosto che fare qualcosa.

La categoria del camionista è una categoria strana.

È una figura fondamentale per l’economia di un paese ma il camionista non ci si rende conto del potere che ha.

Lui preferisce guardare nel suo orticello e pensare solo che il suo orto cresca bene, non curandosi degli orti che gli sono di fianco. E se incorre in un problema nel suo orto, preferisce lamentarsi ma non unirsi con altri per migliorare il suo orticello e quello degli altri.

Preferisce guardare altre cose di un problema risolo, dando importanza a piccolezze che potrebbero essere ignorate. Ma guardare al problema risolto grazie, soprattutto, al fatto di essersi uniti, non riesce a vederlo.

Strano il camionista!

Ma io sono fiducioso e speranzoso.

La categoria sta includendo i giovani, pochi ancora che decidono di intraprendere questo lavoro duro ma bello, ma saranno loro che cambieranno l’idea del: “chi se ne frega di fare squadra, l’importante che le cose vadano bene a me!”

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#76 Mi sono “messo da parte”

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Io sono Mauro Gadaleta e questo è il podcast che parla del photobooth, del wedding e della sua organizzazione e degli eventi in generale.

  1. Parlare dell’evento del matrimonio di Francesca e Emmanuel
  2. Parlare del fatto di Martina.

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#75 Il ritorno

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  1. Parlare della serata della ripresa
  2. Parlare della puntata fatta in auto
  3. Parlare di quello che ha detto il festeggiato

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#74 Domani ricominciamo

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  2. Parlare della ripartenza
  3. Co siderazioni

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