Flàshati Matera

Perché ho deciso di creare il mio podcast e diventare un podcaster

“Un format sempre più popolare e un trend che lo vede sempre più protagonista: è l’era del podcast!”

Molti potranno pensare che il podcast sia il “nome modernizzato” che viene dato alla radio; ma il podcast e la radio sono due cose molto diverse. Allora partiamo da una domanda tecnica e importante, prima di proseguire: cosa è un podcast? 

Il podcast è una tecnologia che permette di ascoltare file audio su internet attraverso la distribuzione di aggiornamenti chiamati “feed RSS”, a cui un utente si può iscrivere. 

Il nome podcast deriva dall’unione di due nomi: iPod e Broadcasting. L’unione di questi due termini porta a conoscere il significato della parola podcast, ovvero una trasmissione radio o video, registrata digitalmente, resa disponibile su internet, ma utilizzando un codice (feed RSS) che la renda scaricabile e riproducibile in un secondo momento, anche su un lettore portatile (iPod appunto).

Il podcast si sta piano piano diffondendo sempre più e ogni giorno ne nascono sempre di nuovi.

All’inizio il podcast era di esclusivo appannaggio delle radio, le quali, utilizzando il podcast, permettevano ai propri ascoltatori, che si erano persi la loro trasmissione o programma preferito, di poterla risentire quando volevano e dove volevano semplicemente scaricandola da internet.

Poi sempre più spesso questa tecnologia si è diffusa ed è stata utilizzata da professionisti, imprese, gente comune, per diffondere in rete la propria esperienza, il proprio brand, il proprio hobby. Il podcast è diventato quindi uno strumento per imparare, conoscere, scoprire!

Come sono diventato un podcaster

La schermata principale su Apple Podcasts di Sorridi Scatta Rivivi
Sorridi Scatta Rivivi su Apple Podcasts


Imparare. Conoscere. Scoprire.

I tre motivi che mi hanno permesso, scoprendo questo nuovo strumento, di innamorarmene. E oggi, addirittura, ne faccio parte integrante.

Viaggiando sempre in auto non potevo spendere il tanto tempo dei miei spostamenti ascoltando le solite trasmissioni radiofoniche: belle si, ma non lasciavano nulla di concreto e interessante.
Amante della crescita personale, curioso di nuovi argomenti, ho avuto modo di scoprire il podcast.

Piano piano me ne sono innamorato e alla fine non sono più riuscito a farne a meno. Adesso in auto ascolto SOLO podcast.

Grazie all’ascolto dei podcast ho conosciuto molti bravi podcaster, ho scoperto tanti argomenti nuovi e interessanti per il mio lavoro e per la mia crescita personale, ma non solo.
Sono diventato finanziatore di due podcast e ad Ottobre scorso ho partecipato al Festival del Podcasting che da quattro anni il podcaster Giulio Gaudiano organizza.

Con la mia attività di photo booth infine sono entrato direttamente in questo mondo, creando un mio podcast che parla appunto di photo booth e di argomenti correlati, diventando anche io un podcaster!

Tutto è iniziato quando mi sono accorto che non esisteva in lingua italiana un podcast che trattava l’argomento del photo booth.

Volevo aggiungere alla mia lista di podcast da ascoltare uno che trattava l’argomento della mia nuova attività. Ho cercato in tutti i modi qualcosa attinente al photo booth ma gli unici podcast disponibili erano in inglese.

Attualmente in Italia il photo booth si sta diffondendo e pure il podcast sta aumentando la sua diffusione. Cosi unendo i due fattori mi è venuta un’idea: fare io un podcast in italiano sul photo booth.

Partecipando ad Ottobre scorso alla IV Edizione del Festival del Podcasting, il desiderio è aumentato. In quella occasione ho percepito di persona un mondo in fermento, gente felice di fare podcast e che, grazie ad esso, riceveva soddisfazioni personali oltre che lavorative.

Le fasi preparative prima del lancio ufficiale di

Sorridi Scatta Rivivi

Dopo aver partecipato al Festival del Podcasting ho compreso che era giunto il mio momento.

Il giorno dopo la partecipazione all’evento organizzato da Giulio Gaudiano, ho scaricato sul mio cellulare l’applicazione Spreaker Studio e ho iniziato a scoprirla per poterla poi utilizzare per registrare degli audio. I miei audio!

Per poter iniziare ufficialmente a produrre il mio podcast in modo adeguato, avevo preso l’abitudine che ogni giorno registravo 5-10 minuti di audio in cui raccontavo l’evolversi delle cose che mi stavano succedendo:

  • scegliere il nome del mio podcast;
  • come scegliere gli argomenti giusti per la mia trasmissione;
  • quale microfono acquistare per essere il più appropriato;
  • capire come fare la post-produzione delle mie registrazioni;
  • quale musica utilizzare come sigla iniziale e finale del mio podcast;
  • quali effetti utilizzare all’interno di ogni singola puntata per renderla più orecchiabile:
  • quale registratore portatile acquistare per eventuali interviste;
  • varie ed eventuali.

Volevo essere perfetto per fare una buona impressione nella mia nuova veste di podcaster.

Ma raggiungere la perfezione mi portava a rimandare di giorno in giorno l’inizio ufficiale del podcast.

Poi un giorno ho ascoltato l’intervista nello show di “Passione Podcast” di Andrea Ciraolo a Marco Putelli, un’altro podcaster (We are Makers). Tra le tante cose interessanti che Marco diceva c’è stata una frase che mi ha fatto capire tante cose.

Marco affermava “di iniziare a fare il proprio podcast senza attendere di essere perfetti, ma di prendere un cellulare e iniziare a registrare e poi a pubblicarla online”. Era quello che aveva fatto lui con il suo podcast e che consigliava ad altri aspiranti podcaster.

E così, dopo aver ascoltato quel suggerimento, mi sono deciso definitivamente anche io di iniziare: ho preso un foglio e ho iniziato a scrivere la mia prima puntata del podcast.

Nel frattempo oramai i miei dubbi erano stati risolti:

  • il nome lo avevo deciso: Sorridi Scatta Rivivi;
  • gli argomenti del mio podcast dovevano trattare del photo booth con gli articoli del mio blog, parlare del matrimonio e della sua organizzazione, affrontare l’organizzazione di altri eventi;
  • avevo acquistato su Amazon un microfono Lavalier con pochi euro per registrare la mia voce;
  • il download di Audaticy era stato fatto per utilizzarlo come software di post-produzione (seppur ancora lo devo capire al 100%);
  • su Jamendo, avevo ascoltato tante musiche carine da utilizzare come sigla iniziale e finale del mio podcast per farmi un’idea;
  • avevo ascoltato degli effetti sonori su FreeSound per capire quali potevano andar bene nelle mie puntate;
  • su Amazon avevo anche acquistato un piccolo registratore spendendo poco più di 10 euro.

Non mi sentivo pronto per avviare Spreaker Studio e parlare a braccio creando la prima puntata, così ho messo per iscritto quello che dovevo dire.

Ho preparato lo script qualche giorno prima e giovedì 7 Novembre a Miglionico, verso le ore 17, dopo aver fatto visita ad un mio cliente di zona, mi sono fermato in una zona tranquilla, ho preso il foglio A4, ho avviato la registrazione e ho iniziato a parlare.

Una volta finita la registrazione l’ho riascoltata per sentire se andava bene, gli ho dato un titolo, ho scritto una breve descrizione e l’ho pubblicata.

L’ho pubblicata senza una sigla iniziale, senza una sigla finale, senza suoni all’interno della puntata, senza nessuna post-produzione.

Se avessi voluto che la puntata fosse stata tutta perfetta, ad oggi non avevo ancora pubblicato nemmeno una puntata.

L’importante è aver iniziato, i miglioramenti del podcast e miei da podcaster avverranno successivamente e saranno una conseguenza al numero di puntate che registrerò.

Ora bisogna mantenere la marcia iniziata e continuare ad avere questa mia nuova e buona abitudine.

Sono passate cinque settimane dal 7 Novembre, il giorno della messa in onda della prima puntata, tra qualche giorno è nuovamente giovedì e la sesta puntata è già in cantiere.

Oramai voglio essere costante e mantenere l’andamento di una puntata alla settimana: di più non riuscirei personalmente, di meno sarebbe troppo negativo per il podcast stesso.

Dopo aver messo in onda la mia prima puntata attraverso Spreaker Studio, mi sono subito adoperato per pubblicare il mio podcast su altri canali di ascolto di podcast, primo fra tutti iTunes.

Così ad oggi Sorridi Scatta Rivivi è presente su:

  • Spreaker,
  • Apple Podcasts,
  • SoundCloud,
  • Spotify
  • Google Podcasts
  • Youtube
  • iHeartRadio
  • Castbox
  • Deezer
  • Podcast Addict

Gli ascolti sono molto bassi, su questo bisogna lavorarci intensamente ancora per molto tempo, ma non lo considero un problema. Ho voluto iniziare a fare podcasing per altri motivi.

Il photo booth non è un argomento ancora di grande interesse, io non sono ancora un famoso podcaster e quindi Sorridi Scatta Rivivi ha bisogno di tempo per entrare nella TOP 10 di iTunes.

Per raggiungere traguardi importanti bisogna perseverare nel cammino iniziato cinque settimane fa: questa è la cosa più importante

Mauro Gadaleta.

Vai ad ascoltare le puntate su Spreaker

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Flàshati Matera

Lo sapevi che una cosa fatta bene può essere fatta meglio?

Ecco una novità 2020 per un photobooth sempre migliore.

Scopri di cosa si tratta!

All’inizio di ogni storia commerciale è sempre tutto molto bello: i progetti, le aspirazioni sono al massimo dell’entusiasmo. Gli occhi di chi inizia un nuovo progetto non vedono altro che il meglio.

Poi una volta che sei sul campo di battaglia e inizi a capire come funziona, a combattere ogni giorno, inizi a vedere i problemi che prima non immaginavi che ci potessero essere e di cui nessuno te ne aveva mai parlato. Piccoli o grandi difficoltà si incontrano ripetutamente sulla propria strada e tu devi essere bravo, con le spalle larghe e la testa dura, a superarli per andare avanti e proseguire sulla strada intrapresa.

Sei stato il primo a intraprendere questo business nella tua zona, uno dei primi a portare questa novità: pensi che ci vorrà molto tempo per la scoperta di nuove realtà simili alla tua. Ma quando le cose vanno bene, le nascita di nuovi competitor si susseguono ad un ritmo incensante. La concorrenza aumenta e trovare nuovi clienti diventa sempre più complicato, allora uno dei modi più semplici e veloci per differenziarsi è abbassare i prezzi.

Abbassare i prezzi non ti porta da nessuna parte: aumenterai magari le persone che ti contatteranno e che acquisteranno il tuo servizio ma il tuo margine di guadagno sarà basso. I soldi netti guadagnati tolte tutte le spese che ti metterai in tasca per ogni servizio svolto saranno sempre meno. Poi di conseguenza inizierai a svolgere un servizio non di qualità e venderai il tuo prodotto senza valorizzarlo e questo ti porterà a svalutare la tua professionalità. Ma anche l’intero mercato!

E allora sorgono spontanee tre domande:

  • perché abbassare il prezzo e guadagnare meno?
  • perché abbassare il prezzo e vendere una scarsa qualità del tuo prodotto?
  • perché abbassare il prezzo e compromettere la tua professionalità?

Noi di Flàshati PhotoBooth Matera queste domande non ce le poniamo nemmeno e sinceramente nemmeno ci interessano. E lo sai il perché? Perché Flàshati PhotoBooth Matera per la prossima stagione non li abbasserà i prezzi ma gli aumenterà.

“Eh ma sei un pazzo, c’è la crisi, ci si sposa sempre meno, il photobooth non è un servizio che tutti vogliono”. “Non è una buona idea aumentare i prezzi”.

“Il photobooth non è conosciuto, i commercianti preferiscono fare i volantini e non utilizzare il tuo servizio, nessuno lo capisce e tu che fai? Aumenti pure i prezzi? Sei un incosciente!”.

Affermazioni possibiliste ma che il sottoscritto non condivide.

Siamo convinti della nostra scelta di andare controcorrente: ora bisogna però giustificare la decisione presa.

Un famoso Sir Winston Churchill diceva che “Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare”.

In parole povere, se rimaniamo sulla stessa strada intrapresa otterremo sempre gli stessi risultati e rimarremo degli anonimi photobooth come tutti gli altri presenti sul mercato.

Noi vogliamo offrire un servizio di photobooth di qualità con dettagli e ricercatezza. Noi vogliamo “regalare” ricordi che rimangono impressi nella mente delle persone per l’originalità.

Per ottenere questo l’unica strada e differenziarsi dagli altri, migliorando il proprio servizio inserendo dei dettagli. E il primo dettaglio è il backdrop. Così la nostra novità è inserire i fondali nel nostro servizio.

In foto ecco il nostro primo fondale:

Per i primi due anni di attività non avevamo mai né realizzato né utilizzato un fondale in nessuna occasione. In due anni di attività, con oltre 100 lavori fatti, nella location della festa dove eravamo presenti, cercavamo al momento del montaggio la postazione migliore, una parete o un “fondale naturale” che potesse andare bene per fare le foto.

Cercavamo sempre di utilizzare un muro particolare come colore o forma, oppure optavamo per una parete neutra della sala. Evitavamo sempre di posizionarci in un modo che permetteva alla gente di passare dietro le spalle dei soggetti che si stavano facendo la foto in quel momento.

Poi abbiamo scoperto i backdrop, i fondali, e ci siamo resi conto del “salto in più che si poteva fare” con questo strumento. Lo abbiamo visto usare spesso da un nostro “concorrente” pugliese di grande esperienza e ci siamo resi conto di quanto possa cambiare in meglio il servizio del photobooth.

Abbiamo all’inizio cercato aziende che potessero realizzare un fondale elegante, basilare e facile da trasportare. Trovandolo abbiamo realizzato il nostro fondale standard, che potremmo utilizzare in occasioni particolari.

Eccolo:

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Naturalmente questo fondale, con il nostro logo, non è ideale in occasioni come i matrimoni e allora ci siamo messi alla ricerca di fondali adatti a questo tipo di contesto.

All’inizio le opzioni erano due:

  1. potevamo farli fare direttamente da qualche sarta, ma avrebbe richiesto la scelta del materiale del telo e questo al massimo sarebbe stato o a tinta unita o con fantasie non troppo particolari;
  2. potevamo realizzare la grafica del telo e poi commissionare l’azienda che ci aveva realizzato il primo fondale per produrlo, ma personalmente non avevamo né gli strumenti tecnici necessari né il tempo per la progettazione del telo.

Poi finalmente su Instagram abbiamo scoperto dei profili di aziende cinesi che realizzano fondali spettacolari nella grafica, particolari nei dettagli e fatti bene. Così abbiamo potuto ottenere il fondale bianco con i fiori  mostrato nella foto a inizio articolo.

Daremo la possibilità a chi sceglierà il nostro servizio di poter optare per diversi fondali con differenti fantasie e potremo anche far realizzare fondali personalizzati da utilizzare nella propria festa.

Al momento in cui sto scrivendo abbiamo commissionato anche il secondo fondale che è questo:

20191021_065143

A differenza dei muri delle sale o di alberi di qualche giardino, avere un fondale specifico può offrire a tutti gli invitati di una festa delle foto più professionali, più belle e più originali.

Dovevamo giustificare l’aumento del prezzo? Bé credo che di averlo fatto!

 

 

Mauro Gadaleta