
Negli ultimi mesi ho iniziato un percorso che, settimana dopo settimana, sta diventando sempre più importante per me: scrivere.
Non semplicemente scrivere per raccontare, ma scrivere per fermare momenti, esperienze, sensazioni. Per dare un senso a ciò che vivo ogni giorno, soprattutto nel lavoro, dove spesso le giornate scorrono veloci e rischiano di assomigliarsi tutte.
È proprio da questa esigenza che nasce “Dal sedile alto”, la mia newsletter su Substack.
Ogni settimana pubblico un nuovo articolo. Non è un semplice diario, ma uno spazio in cui racconto il lavoro da una prospettiva diversa: quella di chi lo vive davvero, ogni giorno, tra cantieri, mezzi, imprevisti e opportunità.
L’ultimo articolo che ho pubblicato racconta una settimana particolare. Una di quelle settimane in cui, all’apparenza, sembra che non succeda nulla — pioggia, cantieri fermi, colleghi a casa — ma in realtà succede molto di più.
Succede che cambiano gli equilibri.
Succede che ti ritrovi a fare cose diverse.
Succede che capisci meglio il tuo ruolo.
E forse è proprio questo il senso della newsletter: andare oltre la superficie.
Non mi interessa raccontare solo “cosa è successo”, ma cosa significa quello che succede.
Perché una settimana di pioggia può diventare una settimana decisiva.
Perché un giorno in officina può valere più di dieci in strada.
Perché a volte, mentre tutto si ferma, qualcuno va avanti.
Scrivere mi sta aiutando anche a vedere il mio lavoro con occhi diversi.
A dargli valore.
A costruire un percorso, invece di vivere solo singole giornate.
E soprattutto mi sta aiutando a creare qualcosa che resta.
Se ti interessano storie vere, senza filtri, raccontate da dentro — non da fuori — allora “Dal sedile alto” è il posto giusto.
Ogni settimana, un nuovo articolo.
Ogni settimana, un pezzo in più.
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